Alcuni anni fa era presente un sito internet italiano, a mio parere veramente ben realizzato, intitolato "Aerei e progetti segreti del III Reich" in cui si descriveva in maniera abbastanza dettagliata le armi e le tecnologie tedesche costruite o progettate durante la II GM.
In particolare, in merito all'ultimo post, ho trovato questo:
Herman Göring Stahal Werke WindKanone
Secondo la stampa militare francese dell'immediato dopoguerra, il Windkanone venne costruito da una ditta di Stoccarda protetta dalla Luftwaffe, o più probabilmente, sembra, dagli stabilimenti governativi della Hermann Göring Sthal Werke di Heerte. Era stato progettato per la protezione autonoma di determinati obiettivi secondari e per il tiro contro i caccia-bombardieri lanciati in volo radente o contro ogni altro tipo di aeroplano purché volante a bassa quota. Si presentava come una grande "elle" capovolta, inclinata e puntata verso il cielo. Il Windkanone risultava formato da un robusto tubo di ghisa del diametro di circa un metro e lungo una dozzina di metri. La corta estremità superiore, piegata ad angolo retto, era chiusa da un grosso ugello convergente. Al posto dell'ordinaria culatta, l'arma portava una camera di combustione caricata con una miscela detonante (idrogeno e ossigeno oppure ammoniaca) che, accesa elettricamente, produceva un potente soffio sgorgante dall'ugello puntato verso la traiettoria dell'aeroplano da colpire. Il violento spostamento d'aria avrebbe dovuto abbattere o per lo meno squilibrare l'incursore fino ad un massimo utile di duecento metri. L'arma, montata su una struttura ferroviaria, avrebbe potuto anche operare dall'imbocco delle gallerie per la difesa dei territori collinosi e di montagna i cui avvallamenti celassero obiettivi di vitale interesse militare. Per questo motivo sembrò l'arma ideale per la difesa contraerea passiva della <<Fortezza Alpina>>. All'atto pratico, però, essa risultò inefficace, perché l'alta velocità propria degli aerei e la brevissima durata del soffio, congiunte alle implicite difficoltà di puntamento, incidevano negativamente sul rendimento del tiro. Il prototipo, inattivo, venne trovato il 28 aprile 1945 ai margini del balipedio di Hillersleben, un centinaio di chilometri a ovest di Berlino, dai membri dell'Intelligence Technical Branch del 12° Gruppo d'Armate.
Inoltre:
Herman Göring Stahal Werke WirbelKanone
Il Wirbelkanone (cannone a vortice) scagliava a un centinaio di metri di distanza circa mezzo quintale di carbone finemente polverizzato e intriso di petrolio. Accesa automaticamente all'uscita del tubo di lancio, la miscela, ardendo per qualche decina di secondi, avrebbe messo fuori combattimento degli obiettivi specificatamente terrestri come pattuglio avanzate, carri armati isolati, postazioni di armi automatiche, fortini e così via. Per delle difficoltà di messa a punto dell'apparato di lancio quest'arma non ricevette mai il battesimo del fuoco.
Wallauschek Schallkanone - Cannone antiaereo o da appoggio
Lo stesso laboratorio diretto dal dott. Wallauschek, che aveva già progettato il Windkanone, inventò anche lo Schallkanone, che sfruttava la ben nota proprietà che certe intensità di onde sonore potevano avere effetti distruttivi, non solo sugli aerei ma anche sui suoi occupanti. Questo cannone, costituito da due grandi trasduttori parabolici, uno dei quali svolgeva la funzione di detonatore al cui vertice si trovava una camera di combustione, o sorgente acustica e l'altra di amplificatore la quale irradiava l'onda sonora. La camera veniva alimentata da due ugelli, uno dei quali apportava metano e l'altro ossigeno. La combustione produceva due onde d'urto, la prima delle quali veniva riflessa indietro dalla estremità aperta della della camera e ne innescava una seconda, più potente, su una frequenza compresa tra gli 800 e i 1500 impulsi al secondo. Una serie di prove dimostrò che una nota di questa intensità poteva uccidere piccoli animali a distanza ravvicinata e risultava insopportabile per gli esseri umano entro un raggio di 200 metri.
WirbelringKanone Himmelfeger - Cannone antiaereo
Montato su un robusto traliccio che lo teneva sollevato dal suolo ad un'altezza di circa cinque metri, gli esperti americani rinvennero un misterioso congegno consistente principalmente in un cilindro di lamiera d'acciaio saldata lungo due metri e mezzo e munito superiormente di un vasto ugello interno a corona. Scambiato dapprima per il collettore di una piccola caldaia verticale, risultò poi essere l'esemplare sperimentale del Wirbelringkanone (cannone a vortice anulare). Questo strano cannone, chiamato anche Himmelfeger (spazzacielo) era stato trasferito nell'inverno del 1944 a Hillersleben dall'originario centro di Kummersdorf. Secondo il prof. Maas, l'arma, attivata da una carica di idrogeno compresso, sparava un anello di gas rotante vorticosamente su se stesso, una specie di minuscolo ciclone artificiale, capace di produrre dei considerevoli danni sino a una distanza di 400 metri. I tecnici tedeschi speravano, ampliando opportunamente le dimensioni del cannone, di arrivare presto a poter scompaginare le formazioni dei bombardieri alleati a 5000 metri d'altezza.
Zippermeyer LuftwirbelKanone - Cannone antiaereo
Il dottor Zippermeyer, uno studioso austriaco, aveva pensato di ridurre la normale carica esplosiva di un proiettile convenzionale al minimo indispensabile per frantumarlo, riempiendo invece la testata con una finissima polvere di carbone. L'esplosione della granata sviluppava perciò una ardente nubecola in vivace combustione nell'atmosfera che si esauriva nel giro di circa quindici secondi. A Lofer, nel Tirolo, le prove preliminari confermarono in pieno la possibilità di distruggere in volo un aeroplano provocando il distacco delle ali o dei timoni investiti dal violento vortice infuocato, ma difficoltà di dosaggio della carica e certi imprevisti anticipi e ritardi nella fase di accensione suggerirono di sostituire il combustibile solido con un materiale incendiario gassoso.
Panzermörser (probabilmente già postato in altra sezione)
Nel 1943 i tedeschi produssero una versione del carro Tiger che ebbe diversi nomi fra cui Sturmörser 38 cm, Sturmpanzer VI e Sturmtiger. Indipendentemente dal nome, si trattava di un carro Tiger in cui la torretta era stata sostituita da una grossa sovrastruttura a cassone con una corta bocca da fuoco che si affacciava attraverso la piastra inclinata anteriore. Questa bocca da fuoco non era un cannone, ma un lanciarazzi Raketenwerfer 61 da 38 cm di tipo insolito, perché lanciava una carica di profondità con propulsione a razzo, del peso di non meno di 345 kg. Il proietto si basava sulla struttura di una carica di profondità navale e perciò quasi tutto il suo peso era costituito dall’alto esplosivo. I razzi avevano una gittata massima di 5650 m; la bocca da fuoco del lanciarazzi era congegnata in modo che i gas di efflussi, dirottati in avanti, uscivano dai tubi di Venturi disposti intorno al freno di bocca. Lo Sturmtiger era molto ben protetto, con una corazza dello spessore di 150 mm sul davanti e di 80-85 mm ai lati. L’equipaggio era di sette uomini, compresi il capocarro, un osservatore del tiro e del pilota; gli altri quattro uomini erano i serventi del lanciarazzi. Date le grosse dimensioni, solo 12 proietti potevano essere trasportati nella sovrastruttura ed uno all’interno del lanciarazzi. Per facilitare l’operazione di carico dei razzi nel veicolo veniva utilizzata una piccola gru a braccio montata sulla parte posteriore della sovrastruttura, mentre un portello vicino consentiva l’accesso all’interno. Una volta all’interno, rotaie aeree permettevano ai razzi Il movimento dalle e alle rastrelliere disposte lungo le fiancate, e l’introduzione nel lanciarazzi avveniva con l’ausilio di un’apposita cucchiara di caricamento. Il prototipo dello Sturmtiger fu pronto alla fine del 1943, ma la produzione del veicolo venne avviata solo nell’Agosto del 1944. Vennero prodotti soltanto 10 esemplari impiegati poi singolarmente o in coppia su quasi tutti i fronti, ma in situazioni in cui il loro potente armamento fu di scarsa utilità.