Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), ha emesso una RFP (Request For Proposals, richiesta di proposte) per un UAV in grado di rimanere in volo cinque anni senza alcun intervento umano, "mentre svolge operazioni di intelligence, sorveglianza, identificazione e comunicazioni". Il programma, chiamato Vulture, è inteso a dare vita a un velivolo che possa sostituire i satelliti senza essere limitato dalle dinamiche orbitali (passaggi obbligati a orari prevedibili, limitazioni di quote e inclinazioni orbitali, eccetera) , e, soprattutto, senza i costi del lancio (carburante, vettori, poligoni, eccetera). Volando a 60 mila piedi di quota (oltre 18 mila metri), Vulture fornirà immagini continue ad alta risoluzione del suolo per raggio di 600 chilometri dal suo ground zero.

Fra le diverse proposte arrivate, le più promettenti sono sembrate quelle avanzate da Boeing, Lockheed Martin e Aurora Flight Sciences, una compagnia, quest’ultima, specializzata in UAVs ultratecnologici. Le tre compagnie hanno ottenuto un contratto da quattro milioni di dollari ciascuna per lo sviluppo dei dimostratori tecnologici.

Il più innovativo, a quanto si sa, è Odysseus, della Aurora: si tratta di tre UAVs che decollano separatamente e quindi si uniscono fra loro a formare una struttura grande quanto un campo di calcio, ma le dimensioni non sono l’unica caratteristica inusuale del velivolo. Esso può assumere la forma di una gigantesca lettera W (vedi foto), per sfruttare al massimo la capacità di catturare la luce solare necessaria ad alimentare, tramite pannelli fotovoltaici, i suoi motori. Chissà se lo vedremo (si fa per dire) volare sulle nostre teste, un giorno.
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