
Il 6 Marzo 1944 un pilota americano diede la caccia a un Messerschmitt Bf 109 della Luftwaffe sopra i tetti di Berlino e lo abbatté. Questo può essere stato un momento che cambiò l’andamento della guerra. Gli scettici avevano dubitato che gli Alleati potessero sviluppare un caccia capace di raggiungere bersagli studiati ben all’interno della Germania. Un gerarca a Berlino aveva proclamato che nessun caccia americano avrebbe mai effettuato il viaggio di andata e ritorno di 1890 km che invece i bombardieri B-17 e B-24 compivano incontrando un’accanita resistenza per portare a termine le loro incursioni diurne sulla “Fortezza Europa”. Privi di caccia di scorta i bombardieri alleati erano carne da macello. In una sola missione i caccia della Luftwaffe ne abbatterono 79. Ma ora tutto era cambiato poiché il caccia americano su Berlino era il magnifico North American P-51 Mustang, uno dei più impressionanti aerei da combattimento della storia. Per gli equipaggi dei bombardieri che affrontavano la flak (contraerea) e i caccia della Luftwaffe ogni giorno, il P-51 Mustang era un dono del cielo. A quei tempi un caccia americano poteva portarsi sull’obiettivo, combattere contro i Messerschmitt e i Focke-Wulf sul loro stesso terreno e aprire la strada attraverso cui sarebbero passati i bombardieri. Gli equipaggi dei bombardieri chiamavano i loro Mustang di scorta “Angeli Protettori”.
Sorprendentemente, il più famoso dei caccia americani della seconda guerra mondiale venne adottato dall’USAAF quasi per caso. Nella primavera del 1940 la Air Purchasing Commission inglese aveva richiesto a diverse ditte americane, tra cui la North American Aviation, la fornitura di notevoli quantitativi del P-40, caccia-tipo americano dell’epoca, ma la ditta californiana, consultata dalla Commissione sulla possibilità di costruire su licenza il P-40 (che giustamente i tecnici della North American giudicavano del tutto inadatto all’impiego nei cieli europei), propose addirittura di realizzare una macchina originale, ma di prestazioni nettamente superiori con il medesimo motore Allison da 1666 cavalli. La proposta apparve dapprima quasi assurda ai componenti della commissione britannica, ma « Dutch » Kindelberger (presidente della North American) e il suo vice Lee Atwood riuscirono a portare argomentazioni tanto convincenti da far perfezionare subito un ordine di 320 aerei al prezzo unitario di cinquantamila dollari, con la condizione che il prototipo venisse approntato in non più di 120 giorni.
L’ufficio tecnico e le maestranze della ditta americana, messi sotto pressione, riuscirono a completare l’aeroplano nel tempo-miracolo di soli 117 giorni (La leggenda dice che gli ingegneri della North American riuscirono nell’impossibile impresa di realizzare il prototipo in soli 102 giorni. In effetti ancora oggi si discute su quanto i progettisti avessero utilizzato i dati aerodinamici acquistati dalla Curtiss-Wright che includevano particolari di un promettente caccia chiamato XP-46, simile nella configurazione al loro nuovo aereo): mancava soltanto il motore Allison, che non era ancora a punto, mentre le ruote del carrello erano state prese a prestito da un biposto AT-6.
Il prototipo del NA-73 cui gli inglesi diedero il soprannome di « Mustang », cavallo selvaggio decollava per la prima volta il 26 ottobre 1940 pilotato da Vance Breese; le prove continuarono regolarmente, confermando stime di progetto inferiori alla realtà, e il primo esemplare di serie per la RAF poteva uscire il 25 aprile 1941 dalla linea di montaggio di lnglewood, in California. Il Governo americano aveva approvato la fornitura agli inglesi, riservandosi però due esemplari (il 5° e 10° di serie) per far effettuare dall’Army Air Corps le prove di valutazione. Il primo XP-51 arrivò a Wright Field il 24 agosto 1941: i risultati delle prove di volo furono entusiasmanti. L’aviazione americana, i cui programmi in materia di aerei da caccia erano essenzialmente dedicati al bimotore P-38 Lightning ed al grosso monomotore P-47 Thunderbolt non sembrò peraltro particolarmente interessata al nuovo velivolo. Un ordinativo per 150 esemplari del P-51, destinati però alla RAF, era stato comunque passato dall’USAAF alla North American, nel luglio 1941.
Di quella commessa, 55 aerei furono trasformati in ricognitori fotografici (F-6A), 93 andarono alla RAF come Mustang 1A e altri due sarebbero stati utilizzati per il progetto dell’XP -78. Sempre nell’ambito delle versioni Mustang/ Allison è da includere l’A-36A, un P-51 adattato ad assaltatore e bombardiere a tuffo con sei armi da 12,7 mm nonché due bombe da 227 kg. Le ali erano munite di quattro freni d’affondata dorsali e ventrali, usati però molto raramente.


Nelle Foto in sequenza: XP-51, P-51B, P-51C, P-51D, P-51H, P-51J
Questo messaggio è stato modificato da Blue Sky: 12 ottobre 2008 - 21:57

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