helio94, su Mar 10 2009, 06:31 PM, ha detto:
In un incontro che si fece anni fa con Paolo Nespoli, astronauta dell'ESA da poco passato alla NASA, disse al pubblico presente che l'ESA progettava già entro 25 anni di riuscire a iniziare un tale fine, ma certo avrebbe senza dubbio richiesto spese straordinarie che qualcuno avrebbe dunque dovuto tirà fuori... 
Mi sono andato a rileggere il capitolo di High Frontier (il libro, intendo) dedicato alla costruzione della prima colonia, e scopro che O'Neill, con pragmatismo tipicamente americano, aveva già previsto questo problema quarantanni fa. E prevedeva di risolverlo in un modo abbastanza semplice, iniziando cioè la costruzione a partire da un piccolo nucleo di astronauti alloggiati provvisoriamente all'interno di un serbatoio della Shuttle, quello che normalmente va perso a ogni lancio, ricondizionato.
Fase 1: immessa in orbita del serbatoio e ricondizionamento
Fase 2: invio del serbatoio ricondizionato ad habitat verso uno dei punti lagrangiani
Fase 3: invio di una squadra di astronauti
Compito di questo primo scaglione di coloni, sarebbe stato quello di dare inizio allo sfruttamento minerario dei NEOs (quelle formazioni rocciose di varia natura, cioè, che sfiorano regolarmente la Terra), e cominciare da lì la costruzione della prima colonia, che non sarebbe stato comunque un habitat grandioso, ma solo una sfera di un quarto di miglio (quattrocento metri) di diametro. Poi, passo dopo passo, si sarebbe proceduto, di concerto allo sfruttamento minerario dei NEOs, alla costruzione di strutture sempre più ampie e al successivo invio di altri coloni.
Mi pare di capire che invece ora si voglia scegliere la strada sbagliata, cioè partire dalla Terra direttamente e montare in orbita, magari nei punti lagrangiani, la struttura. E quello sì, che costa un pacco di soldi. Forse troppi. Potrebbe uccidere il progetto sul suo nascere, anzi, prima ancora che nasca.

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