"Il Bombardiere Fulmine"
Il primo bombardiere a reazione del mondo cominciò la sua vita con il ruolo di ricognitore. Come il Mosquito britannico venne progettato per essere così veloce da sfuggire alle intercettazioni. Ma mentre la coppia di motori a pistoni Merlin del Mosquito consentivano una velocità massima di circa 650 km/h, i due reattori dell’Arado Ar 234 consentivano all’aereo tedesco di superare i 740 km/h. D’altro canto, il Mosquito era anche stato progettato per la produzione di massa. Prima della fine della Seconda guerra mondiale vennero costruiti più di 30 Mosquito per ogni Ar 234 prodotto e questo era il dato più importante. La progettazione dell’Ar 234 cominciò nel 1940 e nel giugno 1943 il primo prototipo era pronto a volare. La fusoliera era abbondantemente riempita di combustibile per consentire la massima autonomia possibile e poiché nella sottile ala non c’era spazio per il carrello d’atterraggio, l’aereo venne progettato per decollare utilizzando un carrello esterno con l’aiuto di razzi agganciati all’ala. Il carrello veniva sganciato al momento del decollo e alla fine della missione venivano estesi dei pattini per consentire l’atterraggio su erba.
Decollo assistito e atterraggio su pattini
Il sistema funzionava, ma sussistevano due problemi. Uno era che l’atterraggio sui pattini rendeva l’aereo incapace di muoversi con i propri mezzi una volta fermato. Doveva invece essere sollevato con martinetti su un carrello e trainato via dall’area di atterraggio. Ciò costituiva un pericoloso punto debole. L’altro problema era che la sistemazione del carrello non permetteva di trasportare bombe sotto la fusoliera, un grave difetto in un momento in cui la produzione degli aerei tedeschi era concentrata sui bombardieri e sui cacciabombardieri. Venne perciò sviluppata una nuova versione con una fusoliera così ampia da alloggiare un carrello d’atterraggio munito di ruote. La nuova versione venne designata Ar 234B e ricevette il nome di Blitz (fulmine). Concepito per essere impiegato per il bombardamento e la ricerca e segnalazione dei bersagli, oltre che per la ricognizione, l’aereo aveva un pilota automatico associato al collimatore per il bombardamento sul muso. Quando il pilota era pronto per effettuare il suo attacco, ruotava la colonna dei comandi su di un lato e posizionava il mirino per il bombardamento. Nel ruolo di bombardiere, l’Ar 234 poteva portare solo una modesta quantità di armi. Il carico massimo era costituito da tre bombe da 500 kg, portate singolarmente sotto la fusoliera e sotto le gondole dei motori, mentre alcuni esemplari erano dotati di una coppia di cannoni da 20 mm sparanti verso il retro. Il primo reparto operativo venne formato nel settembre 1944. Chiamato Sonderkommando (comando speciale) Goetz, cominciò a operare utilizzando quattro Ar 234B in missioni di ricognizione sopra l’inghilterra meridionale. Entro la fine dell’anno, il primo reparto di bombardieri, il Kampfgeschwader 76 (Stormo da bombardamento 76), era pronto per prendere parte alla Battaglia delle Ardenne, effettuando attacchi sulle posizioni alleate in appoggio all’offensiva tedesca.
La carenza di combustibile limitò le operazioni del KG 76, sebbene nel marzo 1945 riuscisse a effettuare ben 50 sortite al giorno contro le forze alleate avanzanti. Un altro piccolo gruppo di Ar 234 eseguì missioni di ricognizione sull’italia settentrionale. Nel frattempo, ancor prima che venisse effettuata la
prima missione di ricognizione, la Luftwaffe stava valutando i prototipi del quadrimotore Ar 234C. Questi si rivelarono capaci di velocità superiori agli 850 km/h e uno di essi venne dotato di un abitacolo pressurizzato che permetteva di raggiungere 12800 metri di altezza.
Vennero progettati bombardieri mono e biposto, oltre a versioni da ricognizione e da caccia notturna, ma la guerra terminò prima che potessero essere prodotte per le unità operative. Per allora i progettisti tedeschi stavano lavorando su varianti dei prototipi biposto della serie-D e della serie-P. I “D” erano bombardieri e ricognitori bimotori, mentre i “P” avrebbero svolto il ruolo di caccia notturni con due o quattro motori e un pesante armamento di cannoni da 20 e da 30 mm. Vi furono numerose versioni sperimentali dell’Ar 234. Uno dei metodi escogitati per aumentare l’autonomia era quello di trainare un serbatoio di combustibile separato dietro all’aereo. Questo sistema portò a progetti per il traino di armi come la bomba volante Fi 103 (meglio nota come V-1) e il missile Hs 294.
Un altro progetto comportava il trasporto di una V-1 sopra la fusoliera grazie a una culla che veniva sollevata per il lancio. Uno dei prototipi di Ar 234 venne modificato con un’ala a mezzaluna, ma fu distrutto in fabbrica prima che fosse pronto al volo. Un’ala con forma simile venne impiegata dal bombardiere britannico Victor dopo la guerra. Molti dei 210 Ar 234B completati prima della fine della guerra non riuscirono a raggiungere i reparti operativi, e quelli che prestarono servizio non alterarono il risultato finale del conflitto.
Arado AR234 Cockpit
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Arado Ar-234 jet bomber
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