
Fin dai primi giorni del combattimento aria-aria, la manovrabilità è stato il primo requisito per la sopravvivenza in un combattimento manovrato. Solo poco tempo fa, un aereo doveva porsi in coda al suo avversario per essere ragionevolmente sicuro di ottenere un abbattimento. I missili aria-aria erano per lo più efficaci in un cono che si estende verso il retro a partire dalla coda dell’avversario e un aereo che poteva virare bruscamente e accelerare rapidamente aveva le migliori possibilità di mettersi in quella posizione. La nuova generazione di aerei da combattimento apre al combattimento manovrato un nuovo regno. L’ala a delta e le alette anteriori canard aumentano la manovrabilità a tutte le velocità. Motori potenti e immediati nella risposta consentono accelerazioni fenomenali. Equipaggiato con controlli computerizzati “fly-by-wire” e con scarichi dei reattori capaci di ruotare e di puntare in varie direzioni, un aereo può eseguire le manovre più fantastiche rimanendo comunque in volo.

Il compito dell’X-31 è stato quello di sperimentare il comportamento di
aerei altamente manovrabili oltre i loro limiti di stallo. Questo aereo ha regolarmente sconfitto i caccia
standard dell’USAF e dell’US Navy durante prove di combattimento.
I piloti possono controllare i moderni supercaccia solo con l’aiuto dei computer, in quanto il volo stabile non è naturale per loro. Conseguentemente essi sono molto più veloci nelle virate e nell’avvitamento dei velivoli più stabili e controllati in modo convenzionale. In un combattimento manovrato essi possono schizzare verso l’alto o verso il basso, virare bruscamente di 180° o imbardare. Il solo fattore che limita la loro manovrabilità è il pilota, in quanto costui rischia di perdere conoscenza assai prima che l’aereo abbia raggiunto i suoi limiti. Molte delle più recenti ricerche sull’aerodinamica dei caccia hanno avuto per oggetto l’area delle manovre a elevata incidenza, per massimizzare la portanza agli alti angoli d’attacco. Questa è ora una delle manovre preferite nelle manifestazioni aeree, con la quale i caccia eseguono un passaggio lento lungo la pista con il loro muso rivolto verso l’alto riuscendo lo stesso a volare.
Il cobra di Pugačëv (pronuncia Pugaciòf) è una particolare manovra aerea praticabile solo con alcuni aerei da caccia moderni. È la dimostrazione di un grande controllo del beccheggio del velivolo, della capacità dello stesso di rimanere stabile con un elevatissimo angolo d'attacco e delle grandi doti aerodinamiche dei motori con flussi d'aria ridotti e angoli d'attacco fuori dal comune. La manovra provoca un repentino calo della velocità (in pratica una vera e propria frenata dell'aereo) in grado, a detta dei suoi estimatori, di consentire all'escutore di evitare un attacco o di portarsi in condizione di compierlo.
Il nome deriva dal pilota dell'OKB Sukhoi Viktor Georgievič Pugačëv (Виктор Георгиевич Пугачёв) che per primo l'ha eseguita a bordo di un Sukhoi Su-27 al salone aeronautico di Le Bourget, a Parigi, nel 1989. Anche se molti esperti di combattimento aereo reputano tale manovra completamente inutile in un moderno scontro aereo, tale manovra riscuote molto successo di pubblico nel corso di esercitazioni e dimostrazioni internazionali. Data la sua spettacolarità, il Cobra di Pugachev viene spesso compiuto infatti durante le manifestazioni aeronautiche.
La manovra presuppone lo spegnimento del SAU (il limitatore dell'angolo d'attacco) a circa 400 km/h e quindi il posizionamento dell'aeroplano con un angolo d'attacco (AoA) pari a 90° (aereo verticale) o addirittura 120° gradi (aereo inclinato all'indietro di 30°) per poi ritornare ad un angolo pari a 0° e ad una velocità di circa 250 km/h. Se eseguita correttamente la manovra non prevede alcuna perdita di quota.
Il profilo dell'esecuzione un Cobra di Pugachev
Questa manovra però è molto di più di una semplice esibizione acrobatica:
infatti essa implica che l’ala sta ancora generando portanza a un alto angolo e se si trasferisce questa manovra dal piano orizzontale a quello verticale è chiaro che il caccia può compiere delle virate molto brusche. Lo sviluppo delle armi efficaci da qualunque posizione, che non devono essere lanciate nel cono di coda del bersaglio, ha svincolato i piloti dei caccia dal dover manovrare per portarsi dietro un nemico. Un buon pilota cercherà ancora di portarsi in coda, poiché gli attacchi a sorpresa sono ancora oggi come nel passato l’essenza della caccia. Fino a tempi recenti, tuttavia ,il pilota doveva ancora volare direttamente verso il nemico affinché il suo radar o le testate attive dei suoi missili potessero agganciarsi al bersaglio. In questo modo i missili con guida a raggi infrarossi o radar potevano essere lanciati contro i bersagli solo in
un cono di acquisizione di pochi gradi su ogni lato della direzione di volo. La capacità di virare istantaneamente, ruotando il muso ben al di fuori dell’asse di volo scattando poi all’indietro, può enormemente estendere il cono di acquisizione. I caccia come il MiG-29 possono facilmente deviare di 50° dalla direzione di volo ed è risaputo che è possibile impennarsi di più di 80° prima di riprendere il volo normale, mentre la manovra “Cobra” eseguita dal Sukoi Su-27 comporta un’impennata superiore a 100°!
Miglioramenti ancora più sorprendenti si ottengono quando si ricorre a congegni di mira installati sugli elmetti. Questi sono collegati ai sistemi d’arma dell’aereo e consentono di puntare cannoni e missili verso qualunque direzione il pilota volga la sua testa. Questo, unitamente alla buona visuale dei moderni abitacoli, significa che un aereo nemico è al sicuro dagli attacchi di un caccia solo se si porta dietro quello. Tuttavia un caccia capace di eseguire una manovra tipo “Cobra” potrebbe colpire anche qualcuno alle sue spalle!
(Info tratte da Aerei da combattimento)

X-31 Cockpit.
Contributi Video
http://it.youtube.com/watch?v=r-RZ2Cn5ESs&...feature=related
http://it.youtube.co...h?v=5-HsRPXaZws
X-31 Vector
Questo messaggio è stato modificato da Blue Sky: 12 maggio 2008 - 19:47

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