Questo messaggio è stato modificato da Mone: 04 settembre 2009 - 14:42
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| Guest Message by DevFuse | |
Rifornimento in volo TECNOLOGIA DI RIFORNIMENTO
#21
Scritto il 04 settembre 2009 - 14:42
A me pare un fotomontaggio,l'aereo sembra un modellino in scala
#22
Scritto il 04 settembre 2009 - 18:41
Non direi che sia un fotomontaggio e comunque quella è la luce che aiuta nelle operazioni notturne l'operatore al rifornimento in volo.
Qui si vedono alcuni rifornimenti notturni, con relativa faro di illuminazione...
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseacti...ideoid=13909478
Qui si vedono alcuni rifornimenti notturni, con relativa faro di illuminazione...
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseacti...ideoid=13909478
#23
Scritto il 07 settembre 2009 - 08:35
Flaggy, su Sep 4 2009, 07:41 PM, ha detto:
Non direi che sia un fotomontaggio e comunque quella è la luce che aiuta nelle operazioni notturne l'operatore al rifornimento in volo.
Qui si vedono alcuni rifornimenti notturni, con relativa faro di illuminazione...
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseacti...ideoid=13909478
Qui si vedono alcuni rifornimenti notturni, con relativa faro di illuminazione...
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseacti...ideoid=13909478
si nemmeno io pensavo al fotomontaggio, anche perchè sul sito ufficale dell'USAF...
in ogni caso grazie del chiarimento.
#24
Scritto il 11 agosto 2010 - 13:56
A mio parere poter equipaggiare anche gli aerei civili, soprattutto quelli impiegabili nelle lunghe tratte intercontinentali come il Boeing777, potrebbe aumentare la sicurezza complessiva. Sappiamo che per tratte più lunghe di 10mila km i velivoli devono decollare strapieni di Kerosene infiammabile, ed in caso di emergenza "precoce" l'atterraggio diventa molto rischioso,ed anche il decollo cra più apprensione del solito ai Piloti. Se fosse possibile partire "leggeri" per poi rifornirsi in volo sarebbe tutto più facilitato.
Ancora, nelle sempre più frequenti situazioni di congestione del Traffico aereo in fase di atterraggio intorno agli Hub i controllori di volo sono spesso alle prese con l'ulteriore complicazione dei velivoli in attesa che sono costretti a dichiarare emergenza-carburante a causa delle ore passate ad orbitare in attesa del proprio turno, e il dover "far passare" questi velivoli origina situazioni di potenziale grave pericolo; se potessero essere riforniti in volo, basterebbe mandare un tanker e potrebbero attendere il proprio turno senza problemi
Ancora, nelle sempre più frequenti situazioni di congestione del Traffico aereo in fase di atterraggio intorno agli Hub i controllori di volo sono spesso alle prese con l'ulteriore complicazione dei velivoli in attesa che sono costretti a dichiarare emergenza-carburante a causa delle ore passate ad orbitare in attesa del proprio turno, e il dover "far passare" questi velivoli origina situazioni di potenziale grave pericolo; se potessero essere riforniti in volo, basterebbe mandare un tanker e potrebbero attendere il proprio turno senza problemi
#25
Scritto il 11 agosto 2010 - 14:30
A parte il fatto che in caso di emergenza il carburante si scarica, ma...
secondo te, far decollare gli aerei con meno carburante di quello che potrebbe essere necessario per ogni evenienza, tenere in aria, non si sa dove e con che soldi, degli aerorifornitori e relativi equipaggi, ed eseguire un rifornimento in volo (operazione notoriamente delicatissima) con equipaggi (civili) addestrati non si sa come, sarebbe più sicuro???!!!
Stai scherzando?
secondo te, far decollare gli aerei con meno carburante di quello che potrebbe essere necessario per ogni evenienza, tenere in aria, non si sa dove e con che soldi, degli aerorifornitori e relativi equipaggi, ed eseguire un rifornimento in volo (operazione notoriamente delicatissima) con equipaggi (civili) addestrati non si sa come, sarebbe più sicuro???!!!
Stai scherzando?
#26
Scritto il 10 ottobre 2010 - 14:13
MI stavo leggendo il post, ma mi viene il dubbio, in caso di eventuali scintille tra i due bocchettoni di erogazione carburante, esiste un sistema antincendio nella sonda rigida, e quella flessibile ?
#27
Scritto il 10 ottobre 2010 - 17:15
Si il sistema si chiama seggiolino eiettabile...
Riguardo alle cisterne per aerei civili, la cosa è al di là delle possibilità economiche di qualunque compagnia civile sia interessata a rimanere viva sul mercato. I grandi liners inoltre sono progettati in modo da avere a bordo tutto il carburante necessario a garantire ogni possibile margnine di sicurezza. Il 747 imbarca circa 200 tonnellate di cherosene (che bruciano quasi tutte...).
Un generale dell'USAF ebbe a dire una volta una cosa che spero chiarifichi tutto: "Non c'è nulla di più inutile e di più costoso di un aerocisterna in tempo di pace...".
Capito?
Cioè è una cosa costosissima che non si usa praticamente mai in tempo di pace (ma che in guerra diventa indispensabile). Quale impresa privata o compagnia civile potrebbe permettersi una cosa carissima e inutile? (Le compagnie aeree mica vanno in guerra, al massimo affittano qualche liners, ma mica hanno bombardieri da rfiornire).
Detto questo diciamo subito e voglio vedere chi mi contraddice che gli Airmen, civili e militari, pensano sempre TUTTI in termini di CARBURANTE, per il semplice fatto che senza non si vola, quindi tutto viene calcolato in funzione del carburante. Questo per dire l'importanza che esso riveste e perciò il grado di sicurezza con cui si fanno volare anche i grandi jet commerciali civili, che quindi non hanno alcun bisogno di aerocisterne, anche per un altro semplicissimo motivo: i civili fanno viaggi sola andata, atterrano si riforniscono e ripartono, magari la mattina dopo. I militari in guerra invece mica possono atterrare a rifornirsi sull'aeroporto nemico che hanno appena bombardato, o almeno, ci possono provare, ma non credo che si possa... Quindi i militari non devono pensare in termini di sola andata (o sarebbero kamikaze), ma devono pensare anche e soprattutto a tornare, quindi fanno andata e ritorno.
Riguardo alla nuvoletta di cherosene congelato e vaporizzato a fine trasferimento: non dovrebbe verificarsi se il rifornimento venisse ben eseguito... (cosa questa non sempre possibile: buio, turbolenze, vento, danni all'aereo, piloti feriti...) così come anche le scintille.
Il rifornimento in volo non è che il trasferimento di un certo quantitativo di carburante da un aereo all'altro. Avvenuto il contatto, bisogna per prima cosa equilibrare le pressioni della cisterna, del tubo e del serbatoio dell'aereo da rifornire. Fatto questo, una pompa fa sì che ci sia un gradiente pressorio (differenza di pressione) che favorisca il passaggio di cherosene DALLA cisterna ALL' aereo da rifornire e non viceversa.
Cisterna e aereo da rifornire devono essere aerodinemicamente in equilibrio, il che significa che la scia della prima NON deve disturbare il rifornimento del secondo, da qui il fatto che alcuni aerei si riforniscono con l'asta o boom, altri con il cestello, altri con entrambi, disponendosi quindi sotto, di lato o a fianco delle cisterne, ma mai nel pieno della loro scia.
Il più viziato di tutti era l'A-12/SR-71, perchè il trasporto e lo stoccaggio/trasferimento del suo JP-7 richiedeva cisterne particolari, per cui i Blackbird avevano le LORO aerocisterne che li seguivano passo passo.
Le luci e i faretti per illuminare tutto si usano. Si segnala anche con la propria torcia elettrica, ma in guerra tutto dev'essere molto furtivo, quindi vige l'oscuramento, il che significa che si usano quelle luci fosforescenti che si vedono sulla fusoliera, sulle ali e attorno alle bocchette di rifornimento e che funzionano un po' come gli orologi al buio. Niente chiacchiere alla radio, si comunica con la torcia elettrica rossa e verde e con le luci sulla manichetta e basta. Se proprio necessario si ricorre a una radio a bassa portata e (mi pare) alta frequenza difficile da sentire lontano.
Il rifornimento in volo con cestello è per certi versi più "semplice" di quello con l'asta, inoltre gli aerei con sonda fissa, come il vecchio A-6 per esempio, o i Phantom israeliani, hanno un altro grande vantaggio: la sonda di rifornimento fissa NON necessita di circuito idraulico per essere estratta e questo può essere assai importante perchè può fare la differenza tra il tornare e il non tornare, dato che al ritorno da una missione in cui magari vi hanno riempito la pancia di schegge, il momento in cui premete il bottone per estrarre la sonda di rifornimento in volo, nel buio voi vi chiederete sicuramente se il sistema idraulico funziona ancora, quanti buchi ha, se non ha perso olio e se ha ancora abbastanza pressione da far uscire la sonda, perchè sennò...
La manichetta che si srotola è lunga una quarantina di metri, il cestello ha un diametro di circa 70 cm e non solo facilita la vostra penetrazione, ma stabilizza anche la manichetta nell'aria.
Una volta inserita la sonda nel cestello, agirete dolcemente sulla manetta facendo avanzare di un paio di metri il vostro aereo verso l'aerocisterna, spingendo avanti manetta, aereo e cestello i cui vi siete appena inseriti: questa spintarella è il segnale per il computer che riceve e parte con il trasferimento, cosa che voi verificate attentamente guardando sul vostro cruscotto le cifre dei litri o galloni che iniziano a scorrere verso la cifra che avete concordato con la cisterna.
Un sistema ottico di luci sull'aerocisterna o dietro il pod di rifornimento in volo, in genere rosso e verde come i semafori, vi dirà se avete fatto. Appena vi agganciate le luci passano al verde, Finito di ciucciare, il verde lampeggerà diverse volte, poi si spengnerà e voi dovrete andarvene e lasciare il posto.
Se il vostro aereo ha la sonda da un lato, come il Mirage III per esempio, chi si attacca alla manichetta dallo stesso lato della sua sonda è avvantaggiato, perchè si manterrà all'esterno (più lontano di due-tre metri) dell'aerocisterna, il che di notte non è poco...
L'aerocisterna non necessariamente deve volare dritta e livellata, dato che in genere essa compie anzi orbite circolari o ellittiche prefissate. Quindi se siete in virata perchè avete raggiunto la vostra cisterna mentre vira, voi virate di conserva con lei mentre vi rifornite. E' indispensabile invece che NON ci siano cambiamenti di quota.
Riguardo alle cisterne per aerei civili, la cosa è al di là delle possibilità economiche di qualunque compagnia civile sia interessata a rimanere viva sul mercato. I grandi liners inoltre sono progettati in modo da avere a bordo tutto il carburante necessario a garantire ogni possibile margnine di sicurezza. Il 747 imbarca circa 200 tonnellate di cherosene (che bruciano quasi tutte...).
Un generale dell'USAF ebbe a dire una volta una cosa che spero chiarifichi tutto: "Non c'è nulla di più inutile e di più costoso di un aerocisterna in tempo di pace...".
Capito?
Cioè è una cosa costosissima che non si usa praticamente mai in tempo di pace (ma che in guerra diventa indispensabile). Quale impresa privata o compagnia civile potrebbe permettersi una cosa carissima e inutile? (Le compagnie aeree mica vanno in guerra, al massimo affittano qualche liners, ma mica hanno bombardieri da rfiornire).
Detto questo diciamo subito e voglio vedere chi mi contraddice che gli Airmen, civili e militari, pensano sempre TUTTI in termini di CARBURANTE, per il semplice fatto che senza non si vola, quindi tutto viene calcolato in funzione del carburante. Questo per dire l'importanza che esso riveste e perciò il grado di sicurezza con cui si fanno volare anche i grandi jet commerciali civili, che quindi non hanno alcun bisogno di aerocisterne, anche per un altro semplicissimo motivo: i civili fanno viaggi sola andata, atterrano si riforniscono e ripartono, magari la mattina dopo. I militari in guerra invece mica possono atterrare a rifornirsi sull'aeroporto nemico che hanno appena bombardato, o almeno, ci possono provare, ma non credo che si possa... Quindi i militari non devono pensare in termini di sola andata (o sarebbero kamikaze), ma devono pensare anche e soprattutto a tornare, quindi fanno andata e ritorno.
Riguardo alla nuvoletta di cherosene congelato e vaporizzato a fine trasferimento: non dovrebbe verificarsi se il rifornimento venisse ben eseguito... (cosa questa non sempre possibile: buio, turbolenze, vento, danni all'aereo, piloti feriti...) così come anche le scintille.
Il rifornimento in volo non è che il trasferimento di un certo quantitativo di carburante da un aereo all'altro. Avvenuto il contatto, bisogna per prima cosa equilibrare le pressioni della cisterna, del tubo e del serbatoio dell'aereo da rifornire. Fatto questo, una pompa fa sì che ci sia un gradiente pressorio (differenza di pressione) che favorisca il passaggio di cherosene DALLA cisterna ALL' aereo da rifornire e non viceversa.
Cisterna e aereo da rifornire devono essere aerodinemicamente in equilibrio, il che significa che la scia della prima NON deve disturbare il rifornimento del secondo, da qui il fatto che alcuni aerei si riforniscono con l'asta o boom, altri con il cestello, altri con entrambi, disponendosi quindi sotto, di lato o a fianco delle cisterne, ma mai nel pieno della loro scia.
Il più viziato di tutti era l'A-12/SR-71, perchè il trasporto e lo stoccaggio/trasferimento del suo JP-7 richiedeva cisterne particolari, per cui i Blackbird avevano le LORO aerocisterne che li seguivano passo passo.
Le luci e i faretti per illuminare tutto si usano. Si segnala anche con la propria torcia elettrica, ma in guerra tutto dev'essere molto furtivo, quindi vige l'oscuramento, il che significa che si usano quelle luci fosforescenti che si vedono sulla fusoliera, sulle ali e attorno alle bocchette di rifornimento e che funzionano un po' come gli orologi al buio. Niente chiacchiere alla radio, si comunica con la torcia elettrica rossa e verde e con le luci sulla manichetta e basta. Se proprio necessario si ricorre a una radio a bassa portata e (mi pare) alta frequenza difficile da sentire lontano.
Il rifornimento in volo con cestello è per certi versi più "semplice" di quello con l'asta, inoltre gli aerei con sonda fissa, come il vecchio A-6 per esempio, o i Phantom israeliani, hanno un altro grande vantaggio: la sonda di rifornimento fissa NON necessita di circuito idraulico per essere estratta e questo può essere assai importante perchè può fare la differenza tra il tornare e il non tornare, dato che al ritorno da una missione in cui magari vi hanno riempito la pancia di schegge, il momento in cui premete il bottone per estrarre la sonda di rifornimento in volo, nel buio voi vi chiederete sicuramente se il sistema idraulico funziona ancora, quanti buchi ha, se non ha perso olio e se ha ancora abbastanza pressione da far uscire la sonda, perchè sennò...
La manichetta che si srotola è lunga una quarantina di metri, il cestello ha un diametro di circa 70 cm e non solo facilita la vostra penetrazione, ma stabilizza anche la manichetta nell'aria.
Una volta inserita la sonda nel cestello, agirete dolcemente sulla manetta facendo avanzare di un paio di metri il vostro aereo verso l'aerocisterna, spingendo avanti manetta, aereo e cestello i cui vi siete appena inseriti: questa spintarella è il segnale per il computer che riceve e parte con il trasferimento, cosa che voi verificate attentamente guardando sul vostro cruscotto le cifre dei litri o galloni che iniziano a scorrere verso la cifra che avete concordato con la cisterna.
Un sistema ottico di luci sull'aerocisterna o dietro il pod di rifornimento in volo, in genere rosso e verde come i semafori, vi dirà se avete fatto. Appena vi agganciate le luci passano al verde, Finito di ciucciare, il verde lampeggerà diverse volte, poi si spengnerà e voi dovrete andarvene e lasciare il posto.
Se il vostro aereo ha la sonda da un lato, come il Mirage III per esempio, chi si attacca alla manichetta dallo stesso lato della sua sonda è avvantaggiato, perchè si manterrà all'esterno (più lontano di due-tre metri) dell'aerocisterna, il che di notte non è poco...
L'aerocisterna non necessariamente deve volare dritta e livellata, dato che in genere essa compie anzi orbite circolari o ellittiche prefissate. Quindi se siete in virata perchè avete raggiunto la vostra cisterna mentre vira, voi virate di conserva con lei mentre vi rifornite. E' indispensabile invece che NON ci siano cambiamenti di quota.
Questo messaggio è stato modificato da Hobo: 10 ottobre 2010 - 17:49
#28
Scritto il 26 aprile 2011 - 20:57
Sergent Fletcher Art/S Pod
Programma sperimentale per rendere i velivoli conpatibili anche ai Tanker dotati di cestello :



http://airrefuelinga...7a7c4b39d01.pdf
Programma sperimentale per rendere i velivoli conpatibili anche ai Tanker dotati di cestello :



http://airrefuelinga...7a7c4b39d01.pdf
#29
Scritto il 27 aprile 2011 - 13:08
io presi un ac130u dell'italeari e questi presentava sia una sonda per il rifornimento in volo con il sistema sonda-censtello sia il buco per l'asta rigida. è per caso un errore dell'italerei?

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