Aerei Militari Forum: P-38 Lighting - Aerei Militari Forum

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Guest Message by DevFuse
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P-38 Lighting informazioni

#1
L   dogfighter 

  • Generale di brigata aerea
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  • Iscritto: 29-marzo 07
  • Sesso:Maschio
  • Località:Cagliari
  • Interessi:aerei,simulatori
Se qualcuno mi illuminasse su questo bellissimo cacciabombardiere
Chi è stato il pilota sul P-38 che ha fatto più abbattimenti?
E' vero che era più manovriero del Mustang?
Che armi poteva trasportare?
Quante le sue versioni?

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#2
L   Madmax 

  • Maggiore
  • Gruppo: Cancellato
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  • Interessi:Aerei e Forze Armate
Ecco le informazioni di wikipedia


Il Lockheed P-38J Lightning ("Fulmine" in inglese) era un caccia pesante bimotore statunitense. È stato uno dei caccia più importanti della seconda guerra mondiale. Il rivoluzionario modello fu equipaggiato con due motori a V Allison ed una fusoliera bitrave: il pilota sedeva in un ampio abitacolo con ottima visibilità. L'aereo era molto stabile grazie ai due motori che giravano in senso contrario, annullando i momenti imbardanti al decollo, anche se tuttavia erano scarsamente affidabili.

L'aereo volò alla fine degli anni '30 ed un esemplare andò perduto perché in picchiata arrivò a superare gli 840 km/h, andando in un regime di compressibilità da alto numero di Mach per via della sua finezza. Il P-38 stabilì anche un record, sorvolando gli Stati Uniti da costa a costa in 6 ore, incluso il tempo per i rifornimenti.


Tecnica
Il P-38 era una macchina molto pesante e grande in termini di dimensioni, ma estremamente snella ed "essenziale", in quanto il concetto di base era quello di costruire "meno aereo possibile attorno al più potente motore possibile", foriero di realizzazioni in genere di successo e di elevate caratteristiche (la Lockheed seguì il concetto anche con realizzazioni postbelliche, quali l'F-104).

Il Lightning aveva un'ardita struttura a "doppia trave" per la fusoliera, con il pilota sistemato nell'abitacolo|abitacolo quasi "appeso" al centro dell'aereo e dell'ala, che era trapezoidale allungata. I piani di coda verticali erano doppi e collegati tra di loro da un unico piano orizzontale.

I motori erano sistemati nella parte anteriore delle due fusoliere, con i turbocompressori (quando c'erano) sistemati immediatamente dietro, mentre in mezzo era alloggiato il carrello d'atterraggio (triciclo anteriore). Una delle caratteristiche del Lightning più innovative e gradite ai piloti era il fatto che di tutti i motori adottati, tranne quelli delle primissime versioni, esistevano varianti che ruotavano in direzioni opposte, tanto da annullare il momento di imbardata che altrimenti l'elica avrebbe trasmesso all'aereo, specie al decollo. Questo faceva sì che i P-38 fossero molto stabili in ogni condizione di volo, a differenza dei caccia monomotori "normali".

Purtroppo, l'affidabilità del motore Allison lasciò sempre a desiderare, specie in climi molto freddi. Il pilota aveva a disposizione un abitacolo spazioso e con un'ottima visibilità tutt'intorno, ma era anche molto in difficoltà per il freddo che era costretto a sopportare (l'aereo in Europa era noto come "vagone frigo"). Anteriormente aveva solo il vetro blindato e la batteria delle armi, e se la mancanza del motore favoriva la visibilità, certamente non aiutava a tenere abbastanza caldo l'abitacolo.

I carichi esterni venivano sistemati sotto le ali, mentre i serbatoi erano allogati nelle semiali interne. Le prestazioni, nonostante il crescere della potenza dei motori Allison, rimasero assai stabili perché anche il peso aumentava. Con il tempo l'aereo divenne talmente specializzato nel bombardamento tattico che alcuni modelli avevano addirittura un secondo uomo d'equipaggio per eseguire il puntamento delle formazioni dalle quote più elevate.


Versioni principali
P-38E (model 222-62-09): primo importante modello operativo ed anche il primo a partecipare a combattimenti aerei (sia pure limitati). Aveva il cannone Hispano-Suiza nel modello di costruzione americana, l'M1 da 20 mm (150 colpi) al posto dell'M9 calibro 37 (solo 15 colpi) prima impiegato e, nel corso della produzione, ebbe anche nuove eliche e piccoli miglioramenti in generale. Solo 210 esemplari vennero prodotti. Dal 1943 furono tolti da ogni impiego in prima linea.
P-38F (model 222-60-09): modello ulteriormente migliorato, con una produzione di 527 esemplari, di cui 150 destinati alla RAF (che non ne ebbe una buona impressione); il velivolo ebbe miglioramenti durante la produzione grazie ad ipersostentatori di tipo Fowler e motori V-1710-49 da 1.325 hp. Fu la prima versione realmente significativa ad entrare in servizio, ma era ancora assai limitata, specialmente negli esemplari (privi di compressori) destinati alla RAF.
P-38G (model 322-68): rispetto al precedente, aveva un nuovo impianto dell'ossigeno e motori V-1710-55 da 1.150 hp ma a ben 8.100 metri, e nel corso della produzione venne ulteriormente migliorato. Alcuni esemplari vennero usati dalla RAF, provenienti dai Block 13 e 15, come Lighting Mk II.
P-38H (model 422-81-20): questa potente versione aveva motori V-1710-89/91 da 1.425hp al decollo e 1.240 a 7.630 metri, agganci per 1430 kg di carichi esterni e aggiornamenti secondari.
P-38J (model 422-81-14): ulteriore, ennesimo aggiornamento alla struttura base, che nei suoi sottomodelli block 5 aveva aumentato il carburante, nel block 10 aggiungeva il blindovetro piatto e finalmente nel block 25 montava gli alettoni servocomandati per incrementare le capacità di combattimento manovrato, come anche gli aereofreni nelle ali. La versione "drop snoot" aveva il muso modificato per un puntatore, in modo da incrementare la precisione dei bombardamenti tattici (l'aereo guidava le squadriglie di cacciabombardieri).
P-38L (model 422-87-23): il Lighting "definitivo" aveva motori V-1710-111 da 1.475 hp al decollo e a 9.150 m, 1.600 in emergenza. Erano disponibili carichi bellici di vario genere, inclusi razzi da 127 mm, in quanto era a quel punto usato prevalentemente come bombardiere tattico. Il carico bellico era ora di 1814 kg ed esisteva la versione "drop snoot" guida-formazioni.
F-5 B/E/F/G: derivazioni per la ricognizione, basate sulla versione J o, in seguito, L. Oltre 500 esemplari costruiti solo del modello E. Equipaggiati con 4-6 camere K-17 e K-22.

Impiego
L'aereo era già in servizio all'entrata in guerra degli Stati Uniti e presto trovò impiego sia nel teatro del Pacifico che in quello europeo. I primi modelli impiegati furono i P-38E per la difesa metropolitana, ma gli esemplari della versione P-38F erano i veri modelli iniziali di riferimento, grazie alla loro velocità di 630 km/h, un cannone da 20 mm e 4 mitragliatrici M2 aeronautiche (i precedenti modelli avevano un cannone Colt da 37 mm, due M2 più 2 Mg leggere). Senza turbocompressori per le alte quote, non ancora disponibili causa problemi vari, non avevano però sufficiente validità operativa e le prestazioni vennero giudicate dagli inglesi, che lo valutarono, come "deludenti".


Fronte del Pacifico
La guerra contro i giapponesi vide il Lighting da subito in prima linea, e le grandi distanze del teatro operativo ne esaltarono ben presto le qualità, come anche la relativa affidabilità di avere due motori invece che uno.

Contro i caccia giapponesi, "il diavolo a due code" faceva valere soprattutto le sue prestazioni e il suo armamento, visto che comunque la sua maneggevolezza, ottima per un bimotore, non era all'altezza della situazione.

Grazie ai serbatoi ausiliari, il 18 aprile 1943 sedici P-38 del primo modello veramente soddisfacente, il "G", furono protagonisti di una famosa azione, abbattendo l'aereo dell'ammiraglio Yamamoto dopo un volo di ben 800 km. L'abbattimento fu possibile grazie alle intercettazioni (e decrittazioni) delle comunicazioni radio giapponesi e venne eseguito da 16 P-38 su Boungaiville; gli americani ritennero per molti anni di aver abbattuto 4 aerei giapponesi (3 bombardieri ed un caccia), mentre in realtà distrussero solo i 2 Mitsubishi G4M "Betty" dello staff di Yamamoto ma persero, abbattuto, uno dei loro. Anche su chi abbatté Yamamoto sorsero molte polemiche tra i piloti (Lamprier, a cui è stato assegnato l'abbattimento e Barber); ad ogni modo i giapponesi subirono un durissimo colpo psicologico e persero uno dei loro migliori ufficiali, quello che progetto l'attacco a Pearl Harbour.

A parte questa, innumerevoli altre azioni vennero portate a termine contro le installazioni e gli aerei giapponesi, soprattutto nelle zone insulari e peninsulari, dove si verificarono i combattimenti più accaniti.

I più accreditati assi dell'USAAF furono Thomas McGuire e Richard Bong, entrambi con il P-38 nel Pacifico (38 e 40 vittorie). McGuire rimase vittima di uno stallo quando, nella foga di ingaggiare un caccia giapponese, strinse troppo la virata con la macchina ancora appesantita dai serbatoi subalari, cadendo prima in stallo e finendo quindi in mare.


Fronte europeo
Successivamente i P-18 parteciparono in quantità sempre maggiori alla campagna nel Mar Mediterraneo e in Europa, in modelli via via migliorati da innumerevoli modifiche (il migliore fu il P-38J, ma fu disponibile solo dal 1944), pare oltre 20.000 tra maggiori e secondarie.

Contro i caccia tedeschi, il P-38 non poteva però vantare una superiorità di prestazioni e per giunta era ancora leggermente inferiore in maneggevolezza.

Le missioni di ogni genere, su Pojesti, quelle sulla Francia e l'Italia e prima ancora in Tunisia, furono comunque combattute dai groups su queste macchine, riportando molti successi ma anche molte perdite.

All'inizio, sul suolo africano, i cacciatori dell'Asse, soprattutto i tedeschi, ottennero molte vittorie contro gli inesperti piloti USA, ed un gruppo da caccia americano perse ben 38 aerei in un mese di guerra. Tuttavia, le battaglie aeree continuarono a schiacciare gli italo-tedeschi in una condizione di inferiorità alla lunga insostenibile. I P-38 attaccavano anche navi e aerei da trasporto che cercavano di rifornire la Tunisia, e accadde persino che in un solo passaggio distrussero 10 Savoia-Marchetti (su 20) di un aereoconvoglio, nell'aprile del 1943. Poi vennero le missioni di scorta sull'Italia e i Balcani, come i bombardamenti su Roma dell'estate 1943.

In un'altra battaglia dell'epoca, vicino alla Sardegna, gli italiani con i loro Macchi M.C.202 e 205 ritennero d'aver abbattuto ben 12 P-38, ma in realtà gli aerei americani, che in tutto erano proprio 12, non riportarono perdite e dichiararono complessivamente 3 aerei nemici, almeno uno dei quali corrispondeva alle perdite degli italiani, causa l'abbattimento del '202 del maresciallo Bianchi.


Il P-38 "Glacier Girl" in volo nel 2004I P-38 vennero usati sia come scorta che come bombardieri leggeri su obiettivi tattici e strategici. In un'azione del 1944 sugli stabilimenti di raffinazione di petrolio di Pojesti, 224 aerei su 72 andarono persi contro danni ridotti agli obiettivi al suolo e alcune vittorie ottenute in aria. Il piano era quello di verificare se l'impiego di cacciabombardieri potesse essere valido nel sostituire i bombardieri pesanti, rivelatisi troppo vulnerabili alle accanite difese aeree della zona (vitale per il petrolio di cui potevano disporre i tedeschi, con le sue 5 raffinerie). Si decise che la cosa non conveniva perché vennero registrate troppe perdite per pochi danni. Ma va detto che quella fu forse la prima azione di attacco strategico eseguita con i cacciabombardieri piuttosto che con macchine "pesanti", e la cosa non rimase senza seguito nei 60 anni successivi.

In un'altra missione, il celebre Antoine de Saint-Exupéry scomparve mentre eseguiva un volo sulle Alpi con un F-5, il modello da ricognizione del P-38. Essendo una macchina con tale livelli di autonomia e prestazioni in quota, l' F-5 poteva volare sopra i 12.000 metri e inoltrarsi addirittura in missioni solitarie sulla Germania. Solo il Supermarine Spitfire e il de Havilland Mosquito da ricognizione erano capaci di tanto, ma lo Spitfire era inferiore in autonomia.

La migliore versione del P-38, il modello J, era un possente aereo in molti aspetti grazie ai motori migliorati e ad un sistema di servocomandi per i duelli manovrati. Anche i problemi di affidabilità che affliggevano, nel clima freddo europeo, i motori dell'aereo e che limitarono molto la sua attività, erano ormai alle spalle. Tale versione del P-38 fu disponibile nella primavera del 1944.

Tuttavia, il Lightning scivolò lentamente nell'ombra dei P-51 Mustang e P-47 Thunderbolt, sia come caccia da superiorità aerea che come caccia di scorta. Il P-38L divenne così quasi un bombardiere leggero grazie a 1814 kg di armi, oltre ai 150 colpi da 20 mm e ai 2000 da 12,7 mm, sistemate come sempre nel solo muso per fornire una potenza di fuoco molto concentrata.

Complessivamente, di tale costosa e sofisticata macchina ne furono prodotti circa 10.000 esemplari, con motori tra i 1300 e 1600 hp, nei modelli principali F, G, H, J, L e F-5, e, assieme al Mustang e al P-47, fu il principale caccia dell'USAAF della guerra, con il primo volo nel 1939, e l'ultimo consegnato nel 1945, ovvero uno dei pochissimi aerei prodotti dal primo all'ultimo giorno della guerra.

Come molti altri tipi, anche questo aeroplano nel dopoguerra militò nell'Aeronautica Militare Italiana, per lo più per sostituire gli Spitfire e i P-39 orami logorati dal lungo servizio bellico.


Il P-38 nella Regia Aeronautica e poi nell'AMI
Il primo Lighting venne in possesso degli italiani nel 1943, giunto per sbaglio in Sardegna dopo un errore di navigazione. Il velivolo venne provato in volo contro gli altri tipi italiani (purtroppo non se ne conoscono gli esiti) e poi usato in azioni belliche. E qui un "confronto" sembra possibile.

Se infatti un Macchi M.C.205 (o forse M.C.202), che attaccò assieme al P-38 dei quadrimotori, non ottenne risultati, il Lightning distrusse invece un B-24. I tedeschi avevano abbattuto altri 2 bombardieri con dei P-38 catturati, e questo contribuì a generare una vera "psicosi" da parte dei mitraglieri, che causò secondo alcune fonti l'abbattimento anche di un P-38 americano, il quale, in difficoltà e con la radio fuori uso, nell'avvicinarsi ai bombardieri per averne protezione finì invece abbattuto. Non c'è dubbio che il Lighting era una macchina temuta e temibile, che non lasciava molto tempo ai mitraglieri per un'eventuale reazione.


Nel dopoguerra, invece, il P-38 (analogamente agli altri componenti della classica "triade" dei caccia USA, che comprendeva anche i P-51 e i P-47) venne usato in larga misura dalla neo-costituita Aeronautica Militare Italiana, dal momento che gli italiani ottennero un centinaio di esemplari ex-USAAF. Questi vennero ceduti dagli americani "nelle condizioni in cui si trovavano", e così dovettero essere revisionati, al ritmo di appena un esemplare al mese. Il tutto, iniziato nel 1946, si concluse solo nel 1952. Gli aerei erano prevalentemente del modello L e vennero usati come intercettori, ma soprattutto in missioni di ricognizione sui Balcani, causando anche incidenti di rilievo, specialmente con la Yugoslavia. La radiazione avvenne nel 1956.

I "super caccia" P-38 erano necessari per sostituire macchine obsolete come i P-39, ma erano molto logori, specialmente i motori, e troppo pesanti per le abitudini degli aviatori italiani, che certamente non gradivano nemmeno il volantino al posto della cloche. Il caccia ebbe problemi con i suoi ormai molto logorati motori Allison, che causarono oltre 30 incidenti gravi, e con l'alta velocità d'atterraggio e il carrello triciclo, che ne causarono altri.

In generale, l'acquisizione di tali macchine da parte dell'AMI venne fatta davvero con troppo ritardo per il valore residuo dei velivoli, i quali causarono forse più problemi di quanti ne risolsero. Il modello ricognitore F-5, invece, fu certamente utile contro le nazioni balcaniche, generalmente incapaci di intercettare un velivolo d'alta quota di queste capacità.

Nessun P-38 italiano (a dire il vero, anche le macchine straniere non hanno avuto molta fortuna) è purtroppo sopravvissuto agli incidenti e alla rottamazione dei superstiti apparecchi: le 6 tonnellate di leghe d'alluminio e d'acciaio speciale erano un ottimo affare per l'economia italiana del dopoguerra.

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Il P-38 "Glacier Girl"

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Ed ecco dei video:
http://it.youtube.co...h?v=0AIjJJJk_9I

http://it.youtube.com/watch?v=TY8O1uMGCPY&...ted&search=

http://it.youtube.com/watch?v=kav71gL5TB8&...ted&search=

http://it.youtube.com/watch?v=S7nCAKFqkTI&...ted&search=
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#3
L   FedeKW11 

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  • Sesso:Maschio
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Prova anche qui, magari trovi qualcosa. ;)

http://www.aviation-...ckheed/p38.html
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#4
L   Gabu86 

  • Generale di divisione aerea
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  • Sesso:Maschio
  • Interessi:danza (soprattutto hip-hop), aerei ed elicotteri militari, softair, auto e tuning, piante carnivore, affascinato dalle meraviglie della natura (flora,fauna,paesaggi ecc.)
se t interessa io o questo

Lockheed P-38 caccia di scorta monoposto (USA 1939)

- uno dei primi cacciabombardieri a lungo raggio dell'USAF
- prodotto in diverse versioni: caccia notturno, ricognitore fotografico e aereo per scorta bombardieri
- fu pilotato dal maggiore Richard Bong il piu grande asso americano della 2 gm
- la struttura a doppia trave di coda fu adottata per alloggiarvi i 2 motori e per ridurre la resistenza aerodinamica
- a partire dalla versione p-38j ricevettero il radiatore sotto il muso
- oltra al nominativo "lightning" il p-38 veniva chiamato anke "diavolo dalla coda biforcuta"

scheda tecnica
-motori: 2 motori a 12 cilindri a V Allison V-1710-111/113 da 1194kW di potenza ciascuno
-prestazioni: vel max a 7620m di quota 666km/h; salita a 6095m in 7min; tangenza 13410m; raggio d'azione 4814 km.
-pesi: a vuoto 5806kg; max al decollo 9798kg.
-dimensioni: apertura alare 15.85m; lunghezza 11.53m; altezza 2.99m; sup alare 30.42 m^2
-armamento: un cannone da 20mm e 4 mitragliatrici da 12,7mm nel muso; 2 bombe da 907kg o 2 da 726 kg e 10 razzi da 127 mm sotto le semiali.

cenni storici

Concepito in seguito a una vigorosa specifica dell'USAF del 1937, il p-38 aveva una configurazione bimotore poichè all'epoca non era disponibile un motore singolo sufficentemente potente per la richiesta.
Il risultato fu il P-38 lightning, che volò per la prima volta il 27 gennaio 1939, dimostrando subito di possedere eccellenti prestazioni velocistiche e un'autonomia elevatissima. La prima versione in servizio operativo fu il P-38D (agosto 1941), seguita poi da una serie di modelli sempre piu potenti.
In Europa, il P-38 venne inizialmente impiegato ne ruolo di scorta dei bombardieri, in quanto la sua autonomia gli permetteva di accompagnarli in tutte le incursioni. Quando entrarono in servizio i P-47 e i P-51 con serbatoi sganciabili, il P-38 venne impiegato come cacciabombardiere, particolarmente in Italia.
Nel teatro del Pacifico, il lightning venne utilizzato come caccia a lungo raggio d'azione e la sua missione più notevole fu l'abbattimento del mitsubishi G4M che trasportava l'ammiraglio giapponese Isoroku Yamamoto

p.s.: veramente un bel aeroplano sia come estetica ke come prestazioni...definito il daivolo dalla coda biforcuta oltra per la doppia coda anke x la velocità massima 666km/h : :rotfl:
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#5
L   mimmozeta 

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Provo a dare qualche informazione differente dalle altre sul P38 concentrandomi sul suo servizio in Italia.

Il primo P38 nelle mani degli italiani avvenne in un modo straordinario.
Il 12 giugno 1943 un pilota dell’USAAF atterrò per errore all’aeroporto di Capoterra in provincia di Cagliari con il suo P38G, alcune fonti parlano di P38E.
Il velivolo in buone condizioni fu impiegato naturalmente dalla Reggia Aeronautica, pilotato dal Col. Angelo Tondi, in missioni di intercettazioni.
Risulta che l’11 giugno 1943 venne abbattuto un B24 sull’Italia centrale e un altro danneggiato seriamente.
Giorni dopo a causa di problemi tecnici e precisamente di corrosione ai serbatoi di carburante, il velivolo venne messo a terra definitivamente.
Dopo la fine del conflitto l’Italia ricevette circa 100 P38 da ricondizionare in quanto si trovavano immagazzinati per molto tempo all’aperto nell’aeroporto di Capodichino. Ne furono riportati in condizione di volo 93 esemplari.
Queste erano le versioni: P38H, P38J, P38L, e F5E, F5G, F5B da ricognizione. La Fiat ne fece una versione propria (biposto a doppi comandi) chiamata P38DC.
Il 4 stormo fu il primo reparto a ricevere il Lightning, l’altro reparto fu il 3 stormo con gli esemplari da ricognizione.
Da segnalare infine le operazioni dette “Ferret” sul suolo albanese e iugoslavo ad opera di alcuni F5 in dotazione al reparto sperimentale di Guidonia tra il 1948 e il 1952.

Questo messaggio è stato modificato da mimmozeta: 22 settembre 2007 - 16:25

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#6
L   f4ucorsair 

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ti posso dire che l' arsenale era di, 4 mitragliatrici da 12,7 mm + 4 agiuntive sulle ali e un cannoncino da 20mm a fuoco rapido armamento aggiuntivo bombe da 250 kg a 1000kg + 10 razzi le versioni vanno dalla xp-38 ala tp-38l durante la guerra e le versiono f-4-1 alla f-5g-6 nel dopoguerra
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#7
L   iscandar 

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p-38


droopsnoot
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PATHFINDER
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NIGHT FIGHTER (P-38M)
The P-38M, known as the "Night Fighter," was equipped with a state-of-the-art radar system, (an AN/APS-4 AI radar pod mounted under the nose on a modified bomb pylon) which was operated by a guy crammed in behind the pilot under the bubble canopy.

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Questo messaggio è stato modificato da iscandar: 21 agosto 2008 - 13:01

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#8
Guest_Folgore

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Visualizza Messaggif4ucorsair, su Aug 20 2008, 05:02 PM, ha detto:

ti posso dire che l' arsenale era di, 4 mitragliatrici da 12,7 mm + 4 agiuntive sulle ali e un cannoncino da 20mm a fuoco rapido armamento aggiuntivo bombe da 250 kg a 1000kg + 10 razzi le versioni vanno dalla xp-38 ala tp-38l durante la guerra e le versiono f-4-1 alla f-5g-6 nel dopoguerra


No il P38 non ha mai avuto mtragliatrici o cannoncini sull'ala, solo sul muso davanti al pilota quattro Browning M2 cal0.50 e un M1 20mm.... Poteva trasportare due serbatoi ausiliari tra la cabina e le gondole motori (uno da una parte uno dall'altra)o due bombe da 250Lb (113Kg) o da 500Lb (227Kg).
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#9
L   Gian Vito 

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Vero. Ma il carico bellico massimo era superiore. Al posto dei serbatoi potevano trovare posto bombe anche da 1600 libbre (alcune fonti indicano 2000, forse per i P38 a muso vetrato), oppure gruppi di tre lanciarazzi da 114mm o generatori di fumo. Inoltre in alcune fotografie si vedono P38 con 4 piloni (due per parte, sempre tra i motori e la cabina), oltre, naturalmente, ai piloni alari con i caratteristici lanciarazzi ad "albero di natale" per 5 razzi da 127mm.

Questo messaggio è stato modificato da gianvito: 25 agosto 2008 - 21:25

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#10
L   ice man 

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io mi ricordo un pilota famoso del p38 lightning...saint exuperie
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#11
L   saville 

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Visualizza Messaggiice man, su Sep 1 2008, 11:12 PM, ha detto:

io mi ricordo un pilota famoso del p38 lightning...saint exuperie


Forse sara' OT. , ma se un aereo puo' servire anche a fare conoscere un grande scrittore e una persona che ti puo' fare intravedere speranza nell' uomo , sono disposto ad assumermene la responsabilità.
Lo dico a quei giovani che non lo avessero letto , leggete " IL piccolo principe " di Saint - Ex , ne vale la pena ( e magari anche in francese , farete contenti Picpus e me )
Sarà un altro merito del P 38 !
Fine OT.
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#12
L   eugy78 Fishbed 

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questa storia la conoscevate??

"the glacier girl" unico esemplare della versione P-38 F
http://vimeo.com/27054235

http://p38assn.org/glacier-girl.htm

http://www.damninter...e-glacier-girl/

http://www.militarya...acier-girl.html

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Questo messaggio è stato modificato da eugy78 Fishbed: 31 ottobre 2011 - 16:07

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