Segreti di Guerra …… la partecipazione Cilena nella guerra delle Malvine/Falkland
Apparso in Argentina, il libro "La guerra segreta per le Malvinas/Falkland", dell'inglese Nigel West, riveló aspetti fino ad allora sconosciuti della guerra. Una parte importante del lavoro è l'analisi sull’interferenza del Cile nella controversia tra l’Inghilterra e l’Argentina, (qui alcuni interessanti passaggi tradotti all'italiano, un interessante vista dei dietroscena di quei mesi)
Chi erano gli agenti dei servizi segreti d’intelligeza che riunivano informazioni a Buenos Aires, prima e durante il conflitto delle Malvine/Falkland? Come il governo britannico gestiva questi dati? Perché si produsse l'affondamento del "Sheffield"? Che membri della British Intelligence Service conoscevano le reali possibilità di successo nel conflitto con gli argentini?
Queste sono alcune delle domande che lo scrittore inglese Nigel West, lo pseudonimo usato possibilmente da un ex-membro dei servizi segreti britannici (MI5) - cerca di spiegare nel suo libro "La guerra segreta per le Falkland, che l'editrice Sudamericana ha messo nelle librerie di Buenos Aires.
Un libro ha suscitando polemiche in diversi settori nell'Argentina, per i quali l'episodio delle Malvine/Falkland è ancora una ferita aperta e dolorosa.
Nel libro di 259 pagine e sottotitolato "L'Exocet e la spia internazionale", l'autore descrive in dettaglio finora sconosciuto di come gli argentini pianificarono l'invasione e come Londra, fú colta di sorpresa.
Inoltre, il libro rivela aspetti di come i servizi segreti inglesi programmarono di lanciare un attacco clandestino, fallito sotto il nome in codice "Mikado" a una base Argentina nella Terra del Fuoco dove erano custodiati i missili "Exocet", e in che modo l'astuzia di un comandante britannico dei servizi d’intelligence in Parigi, riuscí a mettere in scacco il mercato nero per l'acquisto e la vendita di missili aria-terra, tra le altre questioni.
Ma il lavoro si estende anche generosamente al ruolo svolto dal Cile nel conflitto.
In questa descrizione; West chiaramente indica come alcuni rappresentanti di Sua Maestà nel nostro paese (Cile) hanno intrapreso una intenso e ben pianificato lavoro di "avvicinamento" con le forze armate cilene alla fine che queste fornissero utili informazioni che per Londra era di vitale importanza per le sorti del conflitto. ,
Concessioni che, per inciso, non rappresentavano per niente, un semplice atto di aiuto gratuito, dalla parte del nostro paese.
L'incredulità cilena
Il sesto capitolo del libro è intitolato "Santiago" e West describe ampiamente la partecipazione e le implicazioni dell'evoluzione del conflitto delle Malvine/Falkland dell’intervento cileno.
Così, l'autore rivela che l'allora presidente Augusto Pinochet non è stato sorpreso quando, il 30 di marzo, 1982, venne a sapere che l'Argentina si era imbarcato nell’invasione delle Malvine/Falkland.
La sola curiosità del generale era circa un rapporto d’intelligence che gli era stato consegnato quella stessa mattina, ma che era datata 3 marzo. Dove era stato nelle ultime tre settimane?
La spiegazione dell'autore è che l'intelligence cilena era profondamente divisa in quanto solo pochi mesi prima si era vissuta una tensa situazione di guerra con l’Argentina - nel dicembre del 1978 – Si era fatta una profonda riforma della cupola della Forza Aerea (con l’uscita del generale Gustavo Leigh)
Da allora, l'esercito era stato il ramo che aveva una posizione dominate nella scena dell’Intelligenza nazionale, in particolare attraverso gruppi chiamati G-2, e INF. Direzione di Intelligence per la Difesa Nazionale (Didena).
Tuttavia, i compiti d’intelligeza strategica, erano a carico di quest’ultima, che utilizzava una combinazione di personale civile e militare per analizzare le informazioni raccolte.
In ogni caso, le tre rame delle Forze Armate informavano della loro attività direttamente a Pinochet, che presiedeva una riunione mensile per tale scopo.
Secondo West, quando il 1° marzo 1982, in occasione della riunione presieduta da Pinochet, si parló per prima volta della possibilitá che l'Argentina avrebbe invaso le isole Malvine/Falkland, possibilitá che respinse energicamente in quell'occasione il Capo dello Stato Maggiore generale McIntyre.
Una visione non condivisa da Emilio Meneses, che era l’analista in carico dell’analisi del teatro argentino.
Lo stesso Meneses si compromesse che in tre giorni, farebbe un rapporto completo dove si segnalava che l’Argentina si sarebbe imbarcata in un invasione alle Malvine/Falkland tra marzo o aprile del 1982, o in modo sicuro più per settembre o ottobre.
Ma la relazione di Meneses fu ritenuta e non analizzata nel ministero degli Esteri fino al 27 marzo dove si gestiva le sensibili relazioni con l’Argentina, arrivando nell’ufficio di Pinochet tre giorni dopo.
Le funzioni dell’Ambasciatore Britannico
Gli uffici dell’Intelligenza Cilena cominciarono a funzionare le 24 ore del giorno per l'analisi, della complessa situazione che cominciava a delinearsi dopo la decisione argentina d’invadere le Malvine/Falkland.
Nigel West assicura che i volti di due rappresentanti civili britannici erano cominciati a vedersi spesso d’entro l’unità d’intelligenza Cilena, l'allora Ambasciatore britannico, John Heath, accompagnato da l’addetto navale britannico di quel tempo, il consigliere Michael Johns.
Dobbiamo però ricordare, che le relazioni Anglo-Cilene non passavano precisamente per un buon momento.
L'amministrazione del Primo ministro britannico Harold Wilson aveva ridotto la rappresentazione del suo paese a una copertura consolare dal 1975, in segno di protesta contro la politica dei diritti umani del regime militare cileno.
Inoltre, il governo britannico aveva imposto un embargo sulle future vendite militari e di attrezzature per il Cile, una mossa dannosa per un paese bisogno di pezzi di ricambio, in particolare quelle volte a mantenere i loro aerei Hawker Hunter.
Quindi, il compito intrapreso, dall'Ambasciatore Heath Johns e il suo consigliere era una missione scomoda e complessa. E per queste ragioni, l'ambasciata britannica per evitare di essere accusati di spionaggio sul regime militare aveva scelto di non mantenere rappresentanti del Secret Intelligence Service (SIS) in Santiago.
In effetti, gli informatori SIS più vicini dei britannici erano a Buenos Aires, così il lavoro dell’Ambasciatore in Cile è stato particolarmente complicato.
A tutto questo scenario, si doveva aggiungere il fatto che le relazioni Cileno-Argentine, si distinguevano per i forti attriti tra i governi, dubbi reciproci e rapporti segnati dal forte sospetto mutuo.
Era un fatto ovvio che le forze armate dei due paesi dedicassero grande quantità di tempo per il monitoraggio e l'analisi delle operazioni e movimenti di truppe dell’ avversario.
In ogni caso, nel Cile, i rapporti dei servizi segreti erano abbondanti e abbastanza completi.
Tuttavia, i militari cileni convenivano nel fatto che sarebbero necessarie, almeno, 72 ore di tempo per stabilire se l'Argentina si movilizaba verso l’occidented (Cile) o e verso l’oriente (gli Inglesi).
La preoccupazione Cilena era evidente, buona parte della della flotta cilena si trova a Valparaiso - porto situato a soli 15 minuti di volo dal territorio argentino.
Da qui che l'intelligence della marina cilena era responsabile dello sviluppo di una capacità molto sofisticata per l'intercettazione di segnali, soprattutto dalle isole di San Felix e Dawson.
In quel modo la Gran Bretagna, povera di dati d’intelligenza era più che interessata alle informazioni in possesso dell’intelligenza cilena.
C’erano due problemi di grande preoccupazione per Britannici, gli abbondanti Dossiers cileni sulle basi aeree argentine, e le informazioni meteorologiche dell’Oceano Pacifico soprattutto nell’area del sud indispensabili per le future operazioni nell'Atlantico del Sud specie nella stagione dell'Autunno-Inverno.
Inoltre a ciò vi erano altre due priorità per gli inglesi: cercare di convincere la Marina cilena per salire al mare, aumentando così la pressione sul fianco marittimo meridionale dell'Argentina, e due, generare attività militare lungo il confine terrestre per inchiodare numerose truppe nel continente che contrariamente potrebbero inviarsi a rafforzare le Malvinas/Falkland.
Ma non c’era bisogno di rafforzare la preoccupazione del Cile circa le azioni dell’Argentina mediante le argomentazioni britanniche.
In realtà, la preoccupazione dei militari cileni era stata piú che confermata, quando lo stesso generale Galtieri, la stessa mattina del l'invasione delle Malvina/Falkland in una locuzione radiale affermó che l'azione iniziata era solo “il primo passo per il recupero del territorio Argentino”.
La conclusione di ufficiali cileni era chiara: mentre la Gran Bretagna mantenesse il controllo delle Malvinas/Falkland, il Cile sarebbe ragionevolmente sicuro.
Ma se gli inglesi perdevano la guerra, il territorio cileno, sicuramente sarebbe il prossimo obiettivo per i militari argentini.
Quindi, gli interessi dei cileni e gli inglesi non sembrano così distanti.
L'ambasciatore Heath si mosse con rapidità per convincere i militari cileni.
Non sorprende che l’inglese richiedesse che due sommergibili cileni della classe "Oberon" si spostassero al sud, nel modo più púbblico possibile. In una mossa che potrebbe preoccupare a Buenos Aires.
Heath lavoró duro per rafforzare il legame tra le agenzie dell’Esercito e l’Aviazione rispettivamente, giá
che entrambe le organizzazioni avevano la reputazione di conoscere in ogni momento la posizione di qualsiasi argentino in uniforme. Informazione che per gli inglesi, èra diventata di vitale importanza.
Naturalmente, i "favori" cileni non sarebbe gratis.
Gli inglesi sapevano del valore delle informazioni cilene e gli obbligava a non risparmiare ogni tipo di offerte per il suo ottenimento.
Così l’Ambasciatore Heath espresse la volontà di fare un "prestito" di tre aerei da foto-ricognitori Canberra e due aerei da trasporto Hercules per la raccolta di dati tecnici.
Secondo il libro di West, il Cile rimase in possesso dei tre Canberra, con numeri di serie 341, 342 e 343 - dopo il conflitto delle Malvinas/Falkland.
Inoltre, la Forza Aerea Cilena ha ricevuto un totale di 9 aerei da combattimento Hawker Hunter e 30 motori di ricambio Rolls-Royce Avon-207, tutti a condizioni vantaggiose per il Cile.
"Una concidenza?" domanda l'autore.
"Garcia" L'Anglosassone
Uno dei passagi più incisivi del libro riguardante la partecipazione del Cile nel conflitto si riferisce ai mutamenti militari che ha cominciato a mostrare la città australe di Punta Arenas, a solo 750 km dalle isole Malvine/Falkland.
Nonostante la sua posizione strategica nello Stretto di Magellano, la forte relazione tra la popolazione civile e il personale delle Forze Armate non forniva sufficienti garanzie per i segreti militari.
Pertanto, la tradizionale interazione tra soldati e civili per motivi di sicurezza, dovevano ridursi al massimo.
I primi passi in questa direzione non tardarono. Per esempio, si richideva a tutti gli aerei commerciali che durante gli atterraggi e decolli di chiudere le finestre.
Anche le finestre dell’Aeroporto di Punta Arenas,furono coperte per evitare la visione sulle piste.
Tuttavia, era più che evidente che l'inventario di Hercules della Forza Aerea Cilena sull’aeroporto e Hangars della base era aumentato notevolmente.
Un dettaglio tradiva questa situazione: gli Hercules adizionali erano dipinti con il tipico colore mimetico europeo e non la classica mimetica convenzionale utilizzata dagli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, che era stata adottata come standard dall’aviazione cilena.
Ma, in aggiunta, alcuni dettagli non è sfuggivano all'occhio attento di uno che conosceva bene l'attività di dell’aeroporto di Punta Arenas.
Così, il libro spiega che i nuovi Hercules C-130 parcheggiati sulla pista dell’aeroporto australe portavano la legenda di "Fuerza Aérea de Chile" sulla fusoliera, ma con una differenza: la parola "Aera" in sostituzione della "Aérea " .
Manca una "e" e il primo era senza accento. Almeno, curioso.
Un sospetto che si chiarí per i piloti cileni quando gli si spiegó in riunioni esplicative, di non offendersi in caso d’incrociarsi con personale di spetto anglosassone con identificazione única di "Gonzalez" o "Garcia", e non facessero il classico saluto militare.
Infine, West si riferisce all'intenzione della Gran Bretagna di estendere il conflitto in territorio argentino.
Questo spiega l'operazione "Mikado", il che significava un attacco a sorpresa sulla base del Rio Grande in Terra del Fuoco, in particolare per individuare e distruggere i cinque aerei della marina Aerospatiale Super Etendard e i tre missili Exocet che erano nella base.
La data scelta dagli inglesi fú il 16 maggio, giornata della Marina Argentina, data che si pensava ci fosse un indebolimento della sorveglianza.
Secondo West, quando gli aerei britannici erano a 20 chilometri dalla città furono scoperti dai radar nemici, in modo che l'operazione fu interrotta.
Le navi britanniche si ritirarono in direzione del Cile, dove gli aerei si rifornirono di carburante.
Così la piú audace operazione inglesa fracassó, ma i suoi soldati, almeno, erano al sicuro. Al sicuro nella "neutralità" Cilena.
Questo messaggio è stato modificato da MC72: 29 agosto 2009 - 06:23