Leviathan, su Venerdì, 10-Nov-2006, 18:30, ha detto:
Sinceramente come veicolo di missione SAR serviva un elicottero capace di sganciare una squadra di uomini che dovevano recuperare "personale amico" al posto sbagliato e darsela a gambe.
Quindi il vincitore mi pare poco adatto.
Meglio un elicottero più piccolo capace di stare a quote basse per sfuggire a radar e batterie missilistiche.
D'altro canto se è una missione di salvataggio serve una capacità di carico notevole per trasportare mortai e cannoni di piccolo calibro se ci deve istaurare un piccolo perimetro difensivo.
Lo Zio tom racconta che nel salvataggio di o'Brady, nel 1996, fecero calare anche artiglieria leggera per difendere la postazione fino al decollo.
Bel dilemma.
Sta macchina che elicottero sostituisce?
1. Una missione di salvataggio si organizza con un insieme di mezzi dalle capacità differenti:
- AWACS in coordinamento ad alta quota;
- velivoli GE (se necessari) e soppressione contromisure;
- mezzi Close Air Support contro mezzi corazzati e truppe in zona oeprazioni;
- velivoli in onfigurazione MEDEVAC per l'operazione SAR vera e propria.
A questo punto si può riconoscere l'inutilità, per chi possa disporre di tutto questo, di scegliere una macchina pesante per garantire il trasporto di grosse quantità di materiali d'armamento e truppe di protezione dell'aera sulla stessa macchina del soccorso.
Piuttosto vanno valutate le capacità di sopravvivenza e l'affidabilità di una macchina devoluta a tali scopi (pensiamo al fatto che l' EH101 è trimotore...). Un elicottero pesante sopporta meglio le modifiche necessarie come ad esempio l'introduzione di un sistema carburante autostagnate e a capacità maggiorata, corazzatura della cabina e del vano carico, installazione di attrezzture medicali e armamento di autoprotezione.
2. Un elicottero di più piccole dimensioni non sfugge meglio alla ricerca radar: in più qualsiasi elicottero può volare in crociera o in manovra a qualsiasi quota, da 1ft ella sua tangenza massima.
3. La scelta di un sistema d'arma, indipendentemente dalla sua finalità d'impiego, è legata anche allo scenario industriale e politico contingente. Occorrerebbe, per chiarire questo caso, sviluppare considerazioni "tecniche" sulla policy statunitense delle compensazioni industriali e sugli articolati rapporti tra industria della difesa italiana e statunitense e questa sede non è certo la più idonea. del resto qui si parla di aerei, e non di policy e strategia. non voglio annoiare nessuno