Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
Caro utente RicPini mi sembri preparato sull'argomento

!
Caro utente Mary, passione piu' che altro. Studi (di ing e fisica e tanta informazione da arxiv, e riviste/siti online).
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
No non ho studiato e non lavoro a Forlì...e soprattutto non sono un FISICO....ahhhh guai a dire ad un ingegnere che è un fisico...scherzo!E non sono nemmeno un ing.dei materiali ma un misero aerospaziale.
Conoscevo dei ragazzi che lavoravano presso l'universita' di Forli' a modellini radiocomandati con sistemi GPS embedded fatti da loro prendendo parti di libero commercio da aziende di aeronautica, bellissimi progetti.
Sulla rivalita' tra ingegneri e fisici lo so...tre anni di ingegneria inf ed uno di fisica. Ho amici sia fisici che ingegneri. Ma per formazione e studi sono un piu' un fisico che un ing. Beh aerospaziale non mi sembra "poco".
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
Vengo da quel "fantastico" ateneo che è La Sapienza...e lavoro a Roma...quindi te lo assicuro io non ti stupire se scrivo che non c'era uno strumento nemmeno artigianale per generare un campo elettromagnetico... se non fosse per la storia che si trascina dietro, la Sapienza fa davvero schifo!
....! Non commento. Modena e', era messo molto meglio.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
L'effetto Newtoniano su Dobson con specchio primario, se non ricordo male è un effetto che è più caratteristico di lenti come quelle dei telescopi...ma sicuramente appena avrò un attimo cercherò di capire se tale effetto può comparire anche con materiali quali il grafene...anzi nano-grafene...le nanostrutture hanno caratteristiche fisiche al quanto diverse dai loro fratelli macro!
Dobson, e' il cognome della persona che ha inventato la montatura cioe' "l'aggrappo" basculante e rotante per i telescopi con geometria ottica newton la quale e' composta da uno specchio primario parabolico che concentra il tutto su di uno che riflette a 90° sull'oculare. Ad essere precisi e' uno specchio, non si parla di lenti che nel treno ottico dell'oculare, il telescopio lavora solo con specchi. Non c'e' alcun effetto particolare. Il discorso di lambda quarti in questo caso dove lambda e' quella della radiazione luminosa, indica quanto il materiale e' stato mediamente, su tutta la sua superficie, finemente lavorato in modo da avvicinarsi quanto piu' a tale valore o di andare a lambda/2 per dare piu' potere risolutivo allo strumento. Tutto qui. Ovviamente si parla poi di tecnologie costruttive, di materiali etc etc etc.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
Per quanto riguarda gli americani...beh che io sappia si stanno sviluppando delle vernici, intese però come coating,
Ero restato anche io a quelle.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
ma da quello che so da sole non bastano.
Eh gia', assorbire totalmente mi sembra difficile e quindi se passa qualcosa o e' rifratto o riflesso quindi genera un feedback "noticeable" dall'emittente.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
Seguii un paio di anni fa un seminario di una ricercatrice del Caltech molto interessante...molto bravi con i coating selettivi in frequenza, ma non funzionava molto bene la sovrapposizioni di strati con diverse caratteristiche.
Ho capito.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
Come avevo detto in un mio vecchio post la cosa fondamentale è unire le caratteristiche di invisibilità a quelle di un'ottima aerodinamica...comunque gli americani stanno lavorando tanto sui materiali radar assorbenti intesi proprio come pannellazioni, il problema è il controllo sulla geometria sugli spessori; se lambda/4 è piccolo lo spessore è piccolo in base alla bada che si considera a volte si parla di micrometri...ehhh non ci sono ancora processi per materiali nanostrutturati in grado di garantire questi esigui spessori.
Ohhh QUESTO e' interessante. Logico. Quindi per ora tutto e' un compromesso. Grazie.
Mary, su 16 maggio 2011 - 11:25, ha detto:
PS diamantina mi è piaciuto!
Prego! Per la chiarezza espositiva