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Missili AA Israeliani - discussione ufficiale


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Questa discussione ha avuto 23 risposte

#1
typhoon

typhoon

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Come vanno i missili AA Israeliani cioè Derby e Python 5 ?

#2
Gianni065

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Vanno molto, molto bene.

#3
Gabu86

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se non sbaglio il python 5 assomiglia al sidewinder...

#4
typhoon

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Vanno molto, molto bene.

Cribbio che conciso :pianto: dai su, scrivi un bel pappardellone dei tuoi :rotfl:

#5
Gianni065

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C'è poco da dire. Il Python 5 è l'ultimo nato di una generazione che, come formula di partenza, è ovviamente ispirata sia al Sidewinder che al Matra Magic (inutile dire: assomiglia al Sidewinder, perchè ques'ultimo è capostipite di tutti i missili aria-aria a corto raggio in giro nel mondo, con l'unica eccezione, peralro fallimentare, dell'Aphid).

Il Python sotto molti aspetti è più avanzato anche di ASRAAM, AIM-9X e simili, ha un sensore superbo, capacità LOAL, una bella carica esplosiva (oltre 10 kg) e prestazioni ai vertici della categoria (e oltre...): Mach 4 e fino a 20 km di gittata.
Gran brutta bestia.

Il Derby è invece una felice intuizione israeliana, che in pratica parte dalla cellula del Python unendo caratteristiche tipiche dei missili tipo AMRAAM per realizzare un missile leggerissimo ma con prestazioni del tutto simili all'AMRAAM e probabilmente anche migliori (oltre 60 km di portata, velocità oltre Mach 4).

Si tratta di tecnologie avanzatissime, in cui il meglio dell'industria elettronica e missilistica israeliana ha lavorato a braccetto con il meglio dell'industria elettronica e missilistica americana, ottenendo risultati davvero superlativi.

#6
Dominus

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Si parla di una vendita di Pythoon al Venezuela, ma gli Americani dopo che spendono fior di soldi in aiuti per Israele non possono impedirgli di vendere il fior fior della tecnologia occidentale a Chavez o alla Cina?

#7
typhoon

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Gli USA vendono gli Abrams all'Egitto ...

#8
Dominus

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L'Egitto è un alleato da anni e ormai buon amico di Israele

#9
typhoon

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Anche l'Iran era un ottimo amico degli USA :rotfl: :rotfl:

#10
Dominus

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Era anche più amico di Israele di quanto lo fosse degli americani, gli Israeliani gli addestravano le forze di sicurezza e addirittura il programma per il missile balistico Jherico era congiunto con l'Iran :lol:
Comunque l'Egitto è un' altra cosa.

#11
Gianni065

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Bhè, al contrario di alcuni che sostengono che gli USA colonializzano, in realtà più che pressioni politiche più o meno decise non possono fare.

Qualche volta Israele abbozza altre volte no.

L'Egitto ormai da molti anni è una nazione moderata, seriamente impegnata contro il terrorismo (e ne paga le conseguenze) e con rapporti di buon vicinato con Israele, inoltre un accordo USA-Israele-Egitto prevede che tutta la tecnologia messa a disposizione di Israele dagli USA, debba essere concessa anche all'Egitto.

Questa fu la ragione che spinse gli israeliani a rifiutare per anni la fornitura di missili AMRAAM, perchè non volevano che anche l'Egitto li avesse.

EDIT

La collaborazione passata tra Iran e Israele testimonia un concetto che ho sempre espresso: nella diplomazia internazionale (come nella vita) il nemico del mio nemico, è mio amico.

Israele ha sempre considerato l'Iraq come un proprio nemico giurato, e quando l'Iran è diventato altrettanto nemico dell'Iraq, Israele e Iran hanno stretto accordi di collaborazione segreti, negli anni '80, nel corso dei quali Israele ha fornito all'Iran pezzi di ricambio per i suoi caccia e missili di produzione occidentale, in cambio di forniture di petrolio.

La storia dei missili balistici risale invece a prima della rivoluzione del 1979 e non riguardava i missili Jericho, anche se spesso viene confusa.
In realtà l'Iran voleva sviluppare un missile a lunga gittata derivato dall'israeliano Gabriel (un missile antinave) e su quello si appuntò la collaborazione e i lauti finanziamenti iraniani.
Con la rivoluzione del 1979 questo programma cessò e tutti i tecnici israeliani ritornarono a casa con tutta la documentazione.
Da allora è nata questa specie di leggenda del Jericho, spesso riportata anche da fonti autorevoli, ma errata.

L'Iran, per i suoi programmi missilistici, si avvale della collaborazione della Corea del Nord e del Pakistan essenzialmente, poi c'è la Cina e anche la Russia.

Modificata da Gianni065, 10 luglio 2006 - 23:24.


#12
-{-Legolas-}-

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Molto interessante.

#13
Cipher

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quindi il Derby è da considerare superiore sia allo Slammer che all'R-77???

Come vanno la consegne all'aviazione israeliana??

ho visto in un paio di foto di F-5 brasiliani con Python5 e Derby ai piloni subalari.. Qualcuna sa qualcosa???

Cipher

#14
Blue Sky

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C'è poco da dire. Il Python 5 è l'ultimo nato di una generazione che, come formula di partenza, è ovviamente ispirata sia al Sidewinder che al Matra Magic (inutile dire: assomiglia al Sidewinder, perchè ques'ultimo è capostipite di tutti i missili aria-aria a corto raggio in giro nel mondo, con l'unica eccezione, peralro fallimentare, dell'Aphid).

Il Python sotto molti aspetti è più avanzato anche di ASRAAM, AIM-9X e simili, ha un sensore superbo, capacità LOAL, una bella carica esplosiva (oltre 10 kg) e prestazioni ai vertici della categoria (e oltre...): Mach 4 e fino a 20 km di gittata.
Gran brutta bestia.

Python 5 In action (Anche se la qualità del video lascia un pò a desiderare)
Python 5 - Short Range Air-to-Air Missile

Il Derby è invece una felice intuizione israeliana, che in pratica parte dalla cellula del Python unendo caratteristiche tipiche dei missili tipo AMRAAM per realizzare un missile leggerissimo ma con prestazioni del tutto simili all'AMRAAM e probabilmente anche migliori (oltre 60 km di portata, velocità oltre Mach 4).

Si tratta di tecnologie avanzatissime, in cui il meglio dell'industria elettronica e missilistica israeliana ha lavorato a braccetto con il meglio dell'industria elettronica e missilistica americana, ottenendo risultati davvero superlativi.

Derby in Action (Molto interessante)
Derby - Beyond Visual Range Air-to-Air Missile

#15
Gianni065

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quindi il Derby è da considerare superiore sia allo Slammer che all'R-77???

Come vanno la consegne all'aviazione israeliana??

ho visto in un paio di foto di F-5 brasiliani con Python5 e Derby ai piloni subalari.. Qualcuna sa qualcosa???

Cipher


E' molto difficile dire se un missile avanzato è superiore a un altro missile avanzato.
Sulla carta le prestazioni di uno Slammer non sono per nulla impressionanti rispetto a quelle di un R-77 o di un Derby o - meglio ancora - di un MICA.
Quest'ultimo, sulla carta, è forse il migliore di tutti.

Ora, tenuto conto che nelle reali condizioni operative di un campo di battaglia aereo moderno, una portata effettiva di 40-50 km e una velocità iniziale di circa Mach 4 sono prestazioni più che sufficienti per un missile a guida radar attiva, la superiorità di un sistema rispetto all'altro va ricercata nella qualità dei componenti elettronici, del software, ecc...
Aspetti che ben difficilmente sono noti (e spesso si palesano solo al momento... dell'uso).

In ogni caso, tutto lascia ritenere che la nuova generazione di missili aria-aria israeliani non abbia nulla da invidiare a nessun altro modello. ;-)
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#16
brain_use

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Credo anch'io, non fosse altro che per l'attenzione che Israele mette nel loro sviluppo.

Credo anche che la cosa si possa mettere in relazione con un potenziale problema qualitativo della flotta da caccia.
Se infatti gli Stati Uniti perseverano (meglio, "finchè" perseverano) nel veto all'esportazione del Raptor, la prima linea Israeliana potenzialmente potrebbe trovarsi di fronte caccia di qualità superiore ai suoi.
Questo, sarebbe una novità per l'aeronautica israeliana, cui potrebbero rispondere proprio puntando sull'eccellenza missilistica.

#17
Gian Vito

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Le cose non stanno proprio così. Un articolo apparso tempo addietro su Rivista it. Difesa (anche altre riviste hanno trattato l’argomento) aiuta a distinguere. Il Derby ha una portata indicata in 50-60 km. Ma parliamo come sempre di una portata cinematica ad alta quota. A media quota e contro un caccia in avvicinamento frontale, la portata scende a 30 km. Il motore è derivato da quello del Python 4, però ha maggior impulso e durata di combustione, la resistenza aerodinamica è decisamente inferiore. Ora, un Aim120 ha una portata media di 40-50 km (reali) con punte di 75 nelle migliori condizioni. E non è questa la differenza più significativa. Perchè il Derby non dispone di capacità di aggiornamento dati via data-link, almeno nella versione iniziale. Qualcuno ricorderà che l’efficacia degli Aim120 forniti ai Tornado ADV senza, inizialmente, sistema di aggiornamento in volo, è risultata pari od inferiore a quella dei vecchi Skyflash! Inoltre il radar interno ha una portata di 10-12 km (contro caccia) , così se il bersaglio imposta per tempo una manovra evasiva, è facile che il piccolo radar non riesca ad agganciare un bel niente. In compenso può tirare la bellezza di 50G! La possibilità di essere lanciato anche da aerei privi di radar, tramite casco-visore di puntamento, lo rende molto flessibile nell’impiego. Con soli 118 kg cosa volete di più?

I missili attuali dispongono di sistema di aggiornamento dati a metà traiettoria “Derby uplink”.
Si può supporre o un aggiornamento in fase di produzione o, come sostengono alcune fonti, la presenza della modalità fin dall’inizio, tenuta segreta per alcuni anni per motivi di sicurezza.

Modificata da Gian Vito, 09 dicembre 2009 - 22:53.

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#18
admin

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Pubblicata sul sito la scheda sul Derby, scritta da Gian Vito.

Rafael Derby

Immagine inviata

Lo stato di Israele ha avviato il progetto Derby sul finire degli anni ’80, per realizzare un missile a medio raggio e guida radar attiva di produzione nazionale. Gli Stati Uniti hanno sempre imposto pesanti limitazioni alle esportazioni di materiale “sensibile”(proprio e altrui), anche nei confronti del più fedele alleato. Un missile avanzato sarebbe stato una valida alternativa all’AIM-120 e si sarebbe potuto vendere all’estero senza limitazioni, oltre a poter armare gli F-16, a quel tempo dotati solo di AIM-9. I progettisti hanno pensato di utilizzare come base di partenza il potente Python 4. Agli inizi vi è stato un accavallarsi di voci e diversi nomi in codice (Project 5, Python 5, Alto, Firefly, Glory, ISRAAM) sono stati di volta in volta associati al misterioso progetto. Dopo alcuni anni, nel 1996, il Sud Africa si è associato nello sviluppo e ha realizzato il Kentron (Denel) R-Darter, praticamente identico. I due missili sono stati presentati ufficialmente nel 2001. Intelligentemente, si è preferito un missile non troppo pesante, adattabile facilmente a molte piattaforme. Le prove sono proseguite a lungo, con almeno 25 lanci. La produzione è iniziata forse già nel 1998.

(continua)

http://www.aereimili...menti/Derby.htm

#19
Gian Vito

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Missili aria-aria israeliani

Shafrir 1

Lo stato d’Israele ha dovuto difendere la propria esistenza fin dall’inizio. La creazione di una fiorente industria bellica nazionale ha presto consentito la realizzazione in proprio di diversi progetti, anche per ridurre la dipendenza dall’estero. L’embargo imposto dalla Francia negli anni ’60 ha visto confermati i timori. Vista la grande importanza attribuita alla superiorità aerea, era inevitabile la realizzazione di un missile aria-aria.

Lo sviluppo dello Shafrir 1 (libellula) è iniziato nel 1959. Nel 1961 i prototipi si erano dimostrati fallimentari. Le dimensioni erano insufficienti, 2 metri di lunghezza, un diametro di 11 cm ed un peso di 30 kg. Il raggio d’azione stimato era solo di 1,5 km a bassa quota e 3 km ad alta quota. Ridisegnato, il missile finale era di configurazione simile a quella dell’AIM-9B ma se ne differenziava per il diametro maggiore che consentiva di alloggiare un sensore più grande e più combustibile.

Lungo 2,5 metri, con un diametro di 14 cm ed una apertura alare di 55 cm, pesava 65 kg. Il motore a razzo aveva una durata di combustione di 5 secondi e consentiva di superare Mach 2. Il sensore infrarosso era di prima generazione, consentiva l’attacco solo in coda in un arco di 30°, era poco affidabile ed efficace solo contro bersagli con postbruciatore inserito.

Immagine inviata

Il raggio d’azione variava da 3 km a bassa quota a 9 km a 10000 metri, mediamente era di 5 km. Quello minimo era di 500 m. La testata era modesta ma superiore a quella dell’AIM-9B (non è affidabile il dato di 30 kg spesso riportato). Il missile era privo di spoletta di prossimità. Le stime calcolavano una “kill probability” del 21 % soltanto.
Il programma di miglioramento iniziò subito ad accumulare ritardi. La produzione venne ugualmente avviata e nel 1962 furono ordinati 200 pezzi. I primi test, nel 1963, non furono incoraggianti: nessun missile colpì il bersaglio. Non del tutto operativo, venne inviato ugualmente ai reparti di Mirage IIICJ a fine 1963. Anche diversi Vautour furono predisposti al suo impiego. L’ordine iniziale venne ridotto a 120 pezzi.

In combattimento

Impiegato in 30 esemplari nella “Guerra dei sei giorni” del 1967 ha danneggiato solo un Tu-16. Era più potente dell’AIM-9B ma mancava quasi sempre il bersaglio. L’integrazione sui velivoli lasciava a desiderare: in molti casi quando i Mirage sganciavano i serbatoi ausiliari gli Shafrir si sganciavano anch’essi o cadevano subito dopo il lancio, per mancata accensione del motore, meritandosi il soprannome di “bidoni”. La produzione non veniva interrotta dato che l’aviazione israeliana era disperatamente a corto di missili, tanto da impiegare sui Mirage anche qualche Atoll “preda di guerra”.

La Rafael, nel corso della produzione, ha inserito diversi miglioramenti. Una variante, lo Shafrir 1B, modificata con l’aggiunta di una spoletta infrarossa di prossimità ed una testata di 11 kg, raggiungeva un Pk teorico del 47 %.

Nella successiva “Guerra d’attrito”, i Mirage IIICJ avrebbero abbattuto 3 MiG-21 nel 1967 e nel 1969, altre fonti parlano di 5 MiG. Un risultato modesto a fronte di dozzine di lanci.
Considerato inaffidabile, il missile è rimasto in servizio fino al 1970.

Shafrir 2

Lo studio del successore è iniziato nel 1961, lo sviluppo si è svolto tra il 1963 ed il 1968 con i test a partire dal 1965. Il missile ha raggiunto i reparti di Mirage IIICJ nel 1969.
Pur mantenendo la struttura di base del primo modello, lo Shafrir 2 era più grande e pesante. Impiegava elettronica “solid state”. Lungo 2,6 metri, con un diametro portato a 16 cm ed una apertura alare di 55 cm, pesava 93 kg (di cui 50 per il motore). Aveva un motore bistadio più potente con una durata di 5 secondi che consentiva una velocità di 2,5 Mach a fine combustione. Il raggio d’azione medio variava da un minimo di 500 metri a 6,4 km. La quota massima d’impiego era di 18000 metri. Poteva attaccare bersagli manovranti a 6 G (4 G a 9000 metri).

Il sensore infrarosso era più sensibile, anche se non raffreddato, e consentiva l’aggancio in un settore di 45° in coda, con superiore “tracking rate” e una capacità “off boresight” di 10°. In almeno tre occasioni il sensore ha tracciato frontalmente, consentendo l’abbattimento di due MiG-17 e obbligando un Sea Harrier a picchiare per disimpegnarsi, durante il conflitto delle Falkland.

Immagine inviata

Lo Shafrir 2 era più facile da usare: oltre al caratteristico tono modulato tipico del Sidewinder, dava anche un segnale visivo. Il missile si dirigeva sul punto futuro con metodi di navigazione proporzionale. La probabilità di colpire era valutata nel 65-70 %. Era considerato paragonabile all’AIM-9E e superiore all’AIM-9D in affidabilità. Rispetto a quest’ultimo era, però, complessivamente inferiore, dato che l’AIM-9D aveva un sensore raffreddato ed era più aerodinamico. La testata era di 11 kg (con 4 kg di esplosivo), preframmentata e dotata di spoletta infrarossa di prossimità. Una brusca manovra difensiva era in grado di metterla fuori gioco.

In combattimento

La prima occasione d’impiego è arrivata con la cosiddetta “Guerra d’attrito”(1969-1970). Sono stati lanciati 22 Shafrir 2, abbattendo 13 aerei e danneggiandone altri 3 (Pk del 59 %). Altri 4 aerei sarebbero stati colpiti tra il 1970 ed il 1973 a fronte di 13 lanci.

Nella “Guerra del Kippur” del 1973, lo Shafrir è stato estesamente impiegato assieme agli AIM-9, dimostrandosi più affidabile e letale. I 176 missili lanciati hanno distrutto 89 aerei nemici (Pk 51%). Altri due MiG-21 sono stati abbattuti nel 1974 e nel 1979.

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I dati non sono omogenei: qualche fonte parla di non meno di 240 Shafrir 2 lanciati tra il 1969 ed il 1973, con 110 aerei abbattuti e 23 danneggiati. un Pk medio del 45 %. Israele ha sempre dichiarato un Pk del 60%.

L’Argentina ha ricevuto 350 Shafrir 2 per i Dagger e gli A-4, lanciandone numerosi durante il conflitto delle Falkland del 1982. I missili sono stati lanciati sempre fuori inviluppo, anche da 8 km e frontalmente, senza colpire mai.

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Nel 1985 un Super Mystere B2 dell’ Honduras ha abbattuto un Mi-8 sandinista con uno Shafrir 2.

Operativo sugli A-4, F-4, F-5, F-15, F-16, Mirage IIICJ, Nesher, Kfir e Super Mystere B2, lo Shafrir ha ottenuto un buon successo d’esportazione, anche verso paesi sottoposti ad embargo. Risulta acquistato da: Argentina, Colombia, Cile, Ecuador, Honduras, Salvador, Sudafrica, Taiwan e Turchia.

La speranza che lo Shafrir potesse essere offerto per l’esportazione ad un prezzo minore di quello dell’AIM-9B/E si è presto rivelata vana. Nel 1969 lo Shafrir 2 costava 20000 $ (gli AIM-9B e D costavano 2000 e 7000 $). Nel 1970 il costo era calato a 18000 $ (11000 $ un AIM-9D). Nel 1972 costava 17000 $ (14000 l’AIM-9D) e 20000 $ nel 1983. Israele ha continuato così ad acquistare i Sidewinder, molto più economici. La produzione dello Shafrir ha rischiato d’essere fermata ed è continuata , in piccola serie, solo per le pressioni della Rafael. La produzione per le esigenze nazionali è finita nel 1978, con 925 pezzi ma è proseguita per l’esportazione fino al 1983 con altri 7000 pezzi.

Python 3

Quando lo Shafrir 2 entrò in servizio, la Rafael iniziò lo sviluppo del successore chiamato inizialmente Shafrir 3. Il Python 3 venne presentato ufficialmente nel 1981 ma era già in servizio dal 1978.

Lungo 2,95 metri, ha un diametro di 16 cm ed una apertura alare di 86 cm. Pesa 120 kg. La configurazione è radicalmente diversa dal predecessore, con alette anteriori più grandi e alette di coda a maggior freccia con “rolleron” stabilizzatori. Il motore è più potente ed assicura, a seconda della velocità di lancio, fino a 3-3,5 Mach a fine combustione. Produce molto fumo. La portata varia tra 5 km a bassa quota e 15 km ad alta quota. Quella minima è di 500 metri. Il missile può sostenere virate a 40G (altre fonti danno 56G), superando l’equivalente AIM-9L/M in velocità, raggio di virata ed autonomia. La quota massima d’impiego arriva a 20000 metri. Ha sostituito in servizio gli AIM-9G.

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Missile “all aspect”, Il Python 3 ha un nuovo sensore infrarosso, probabilmente ad antimoniuro di indio (InSb), operante sui 4 micron e raffreddato ad azoto (la riserva permette 2-3 ore di funzionamento), con capacità “off-boresight” di +/-30° prima del lancio e +/- 40° in volo. Ha ottime capacità di rifiuto di falsi bersagli ed ottima sensibilità anche contro obbiettivi a bassa quota, come elicotteri ed aerei leggeri. Nei test centra sempre i bersagli.

Ha diverse modalità di lancio: boresight/ uncaged/ radar slave.
Dal 1986 il Python 3 ha visto ampliate le proprie capacità grazie all’ingresso in servizio del sistema di puntamento sul casco Elbit DASH.

E’ dotato di testata di 11 kg migliorata preframmentata a cubi di tungsteno con spoletta di prossimità radar o laser e a contatto ritardata. Il raggio letale è di 13 metri.

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In combattimento

Il Python 3 è stato impiegato nel 1982 nella Valle della Bekaa abbattendo 35 aerei siriani. Altre fonti parlano di 50 abbattimenti.

E’ operativo su F-4, F-5E, F-15, F-16, Kfir, Mirage III, V, 50, F1 e 2000, MiG-21, Cheetah e Jaguar. Gli F-4 israeliani possono montarlo anche nei recessi dei missili AIM-7, tramite un adattatore.

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Anche il Python 3 ha avuto un ottimo successo d’esportazione e, oltre ad Israele, è stato acquistato dal Sudafrica nel 1988 (50 con la denominazione “di facciata” V3S Snake per i Mirage F-1AZ e Cheetah), Brasile (400 per gli F-5E ed i Mirage III), Burma, Cile (120), Colombia (75), Ecuador (60), Romania (per i MiG-21) e Tailandia (40).

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La Cina, dopo averne acquistati alcuni ridenominati PL-8 nei primi anni ‘80, ne ha acquisito la licenza di produzione. I primi 1500 sono stati montati impiegando kit forniti da Israele (PL-8A); dal 1989 è iniziata la produzione col 100% dei componenti prodotti localmente (PL-8B). Il PL-8 è in servizio sugli JH-7, J-7, J-8, J-8II e Q-5 ma è stato integrato anche sui J-9, J-10 e J-11. Il costo dei Python 3 forniti alla Cina era di 330000$ al pezzo.

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Continua...
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#20
Gian Vito

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*
POPOLARE

Python 4

Lo sviluppo di questo missile è iniziato all’inizio degli anni ‘80. Nato per superare la combinazione Archer/HMS/MiG-29, disponibile per gli arabi dal 1986, ha visto il primo test di lancio nel 1988. La produzione è partita nel 1993. Nel 1994 ha raggiunto l’IOC su F-15 ed F-16, affiancando il vecchio modello. Nel 1995 è stato presentato ufficialmente. Il requisito richiedeva un missile “all aspect”in grado di superare i limiti del Python 3, con elevatissime capacità di tiro fuori asse (off-boresight), una vera “no escape zone”, un ingaggio semplificato a corto raggio, un raggio di rilevamento maggiore, superiori prestazioni cinematiche e migliori IRCCM.

L’analisi accurata delle curve di inseguimento aveva evidenziato come fosse impossibile seguire un caccia moderno superandolo in virata stretta con una traiettoria convenzionale "tipo 1" (pure pursuit). L’approccio migliore, “tipo 2”, prevedeva una virata iniziale più larga, per passare poi all’attacco (lag pursuit). La durata dell’intercettazione era superiore ma aumentava decisamente la probabilità di colpire. Non venne preso in considerazione l’uso del vettoramento della spinta (TVC) ritenendolo uno spreco di energia, utile solo in fase iniziale. Per ottenere il risultato venne studiata una struttura avanzata ed un motore di lunga durata a spinta variabile.

Il Python 4 è Lungo 3 metri, con un diametro di 16,5 cm, una apertura alare di 64 cm ed un peso di 103,6 kg. Il missile presenta ben 18 superfici aerodinamiche. Le prime quattro sono canard fissi che regolano il flusso d’aria sui successivi canard di controllo, più grandi. Dietro di essi si trovano due superfici a lama disassate di 45° (aileron) che comandano il rollio, consentendo al missile di virare inclinandosi come un aereo e stabilizzando il sensore e l’immagine IR. Ricevono dati da un giroscopio. Quattro “strake” percorrono il corpo del missile, migliorando la sostentazione ed il flusso d’aria verso le alette di coda. Queste sono montate su una struttura mobile rotante (free rolling tail) evitando il ricorso ai “rolleron” classici e riducendo la resistenza aerodinamica e il rollio indotto nelle virate strette. Il tutto allo scopo di generare la massima portanza. Il risultato è una eccellente virata sostenuta a tutte le velocità. Il missile ha un limite di 70 G. Può essere lanciato in manovre a 9 G contro velivoli contro manovranti sempre a 9 G. Lo scotto da pagare è una forte resistenza aerodinamica, specie a bassa quota, con rapida perdita di energia. Il raggio d’azione effettivo è inferiore ai concorrenti. Il Python 4 mantiene il controllo al doppio dell’angolo di attacco dei vecchi missili, con velocità di virata doppia. L’autopilota digitale seleziona il miglior algoritmo d’inseguimento per mantenere l’energia, calcolando l’inviluppo d’ingaggio. La guida terminale è proporzionale modificata.

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Il motore è il Manor ND10 bistadio senza fumo. Il diametro è pari a quello dell’R-73 e dell’AIM-132 ed assicura quindi una spinta ben superiore a quella dell’AIM-9. I dati sulla durata di combustione sono controversi. Il booster ha una durata di 2,25 secondi. A questo segue il sostentatore con una durata di 6 secondi. Secondo il Jane’s la durata complessiva è di 7,5 secondi. Secondo altre fonti il booster dura 3-4 secondi ed accelera il missile a Mach 2 per ottenere le migliori prestazioni di manovra a breve raggio. Segue il sostentatore che aumenta progressivamente la potenza e la velocità in fase di convergenza terminale (boost-coast-sustain). E’chiaro che il Python è simile, in questo, all’IRIS-T. La velocità media è minore rispetto a quella dell’AIM-132, lasciando il lanciatore esposto ad un “countershot”.

Non è credibile, invece, quanto appare in alcuni siti nei quali è indicata una spinta iniziale di ben 80kN (8158 kg) nei primi 4-7 secondi fino a Mach 2 ed una fase di sostentamento di appena 700N (71,4 kg), con aumento graduale della potenza per 80 secondi ! I servocomandi permettono il controllo per 40 secondi soltanto.

La velocità di punta a fine combustione può arrivare a 3,5 Mach. La portata massima arriva a 15-18 km. Quella balistica è di 28-40 km. Quella minima è di 400 metri.

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Il sensore è “all aspect” bicolore IR (4 micron) e UV, raffreddato ad azoto o argon, stabilizzato su tre assi. Ha una portata di rilevamento di 40 km ma in condizioni ideali (bersaglio di coda a quota elevata e con postbruciatore) rileva bersagli a oltre 100 km. La velocità di scansione è definita “più veloce di un occhio”. E’ uno “scanning array” (multielemento a scansione) con risoluzione di alcune centinaia di pixel, con capacità funzionali di “pseudo-imaging”ed elevate IRCCM. L’aggancio è possibile in una semisfera (+/- 90 º off-boresight). Anche in questo il missile ricorda l’IRIS-T. La processazione digitale dei segnali aumenta il raggio di acquisizione e migliora la discriminazione delle esche. Il sensore rileva anche bersagli a bassa traccia IR, lenti e a bassa quota (elicotteri).

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Ha due modalità di lancio: intercept e dogfight.

Nella prima l’aquisizione iniziale è col radar di bordo e l’aggancio è su portate quasi BVR. Viene lanciato quando il bersaglio è entro la portata del sensore e cinematica.

Nel dogfight l’efficacia è massima se utilizzato in connessione con l’Elbit DASH (Display And Sight Helmet). Il pilota deve semplicemente guardare l’obbiettivo, anche molto fuori asse, e lanciare.

In caso di attacco frontale, entro 5,5 km in un arco di 135° nessuna manovra può portare fuori dall’inviluppo del missile, una "no escape zone" superiore a quella dei concorrenti. Se il missile manca il bersaglio, mantiene l’aggancio e prosegue con un attacco in coda. Se l’obbiettivo è in avvicinamento a quota superiore, il missile sale alla quota richiesta e attacca in coda in soli 3 secondi. A parità di condizioni un AIM-9L o un Python 3 perdono l’aggancio. In caso di incrocio frontale con identificazione visiva, il missile, lanciato da 700 metri, vira di 180° in 3 secondi e attacca in coda, colpendo dopo 6-8 secondi.





La testata a scoppio/frammentazione è la stessa del Python 3 aggiornata, ad alta penetrazione. Pesa sempre 11 kg ed è attivata da spoletta laser e ad impatto ritardata. In questo caso la spoletta di prossimità è considerata come “back up”: il missile, in genere, colpisce direttamente.

Nelle esercitazioni che hanno visto coinvolti velivoli israeliani e caccia americani, i piloti d’Israele hanno vinto 220 “dogfight” su 240, impiegando i missili Python 4 ed il casco di puntamento. Anche gli F-5E Tiger III cileni avrebbero superato i Mirage 2000 francesi.

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In combattimento

Nel 2001 un B-707 SIGINT israeliano in volo al largo del Libano e Siria, è stato attaccato da due MiG-29 siriani. I due F-15 di scorta sono stati diretti contro i caccia nemici. Dopo aver intimato inutilmente ai siriani di cambiare rotta, i due caccia hanno aperto il fuoco. Il primo F-15 ha lanciato un Python 4 “off boresight” di 40°, abbattendo il primo MiG-29 in avvicinamento. L’altro MiG è stato abbattuto con un AIM-9M lanciato in coda da 500 metri.

Nel 1998 un accordo tra Rafael e Lockheed Martin unite nel gruppo Joint Precision Guided Systems US che già produceva l’AGM-142 per entrambi i paesi, prevedeva la produzione di una variante avanzata, denominata Python 4M o Python 4 Plus, con sensore IIR o IR/luce visibile a partire dal 2003. Ma Israele era restio a dare accesso alle tecnologie relative e gli USA erano già intenzionati a produrre l’AIM-9X. Nel 2001 le due ditte si accordarono su un programma di modifica del Python 4 per consentire il tiro “high-off-boresight” senza l’impiego del casco di puntamento. Il sensore del missile viene connesso al sistema di controllo del fuoco dell’aereo e genera uno schema di scansione che supera quello del radar di bordo, soprattutto in verticale. Il missile calcola se il bersaglio è nel suo inviluppo ed avvisa il pilota con un suono modulato variabile. Il Python 4 può così essere integrato su molti velivoli, potendo impiegare l’elettronica già esistente (anche analogica) con poche modifiche al software. E’pure compatibile coi connettori analogici delle rampe degli AIM-9. L’unica modifica è la sostituzione dell’elettronica del lanciatore.

Nel 1992 Israele ha lanciato il progetto IBIS (Israeli Boost-phase Intercept System) che prevedeva di installare missili Python 3 modificati su velivoli UAV ad alta quota per intercettare missili balistici. Nel 1996 il programma è divenuto MOAB (Missile Optimised Anti-Ballistic) con un Python 4 modificato con un booster da provare nel 1998. Il raggio d’azione previsto era di 100 km se lanciato a oltre 16000 metri di quota. Nel 1999 il progetto è stato cancellato e sostituito con l’Arrow.

Il Python 4 è compatibile coi Mirage III, F-1 e 2000, F-4E, F-5E, F-15, F-16, F-18 e Kfir. E’ proposto per gli JAS-39. E’ stato esportato in Cile (84 missili per gli F-5E Tiger III), Ecuador (48 Python 4 dal 1998 sugli Kfir), Singapore e Venezuela (176 per gli F-16). La Cina lo ha provato nel 1997 ma non lo ha adottato. Nel 2002 gli è stato preferito l’IRIS-T per armare gli F-18 spagnoli e l’Australia lo ha scartato preferendogli l’AIM-132 per gli F-18.

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Python 5

Nel 1995 sono iniziati in Israele gli studi sul riconoscimento delle immagini nei sensori termici e nel 1998-9 si è realizzato un sensore IIR pienamente operativo. Nel 1997 era intanto partito lo sviluppo del nuovo missile. Nel 1999 alcune voci parlavano di un modello migliorato, chiamato Python 4 plus o 4 Mk2 o 4M o Python 5, nome quest’ultimo già associato a diversi programmi, compreso il Derby, ma la notizia veniva sempre smentita. Nel 2002 si è svolto il primo test da un F-16 a 4500 metri contro un drone a bassa quota sul deserto. Prima del lancio si è verificato un malfunzionamento. Trovato l’errore nel software in poche ore, il missile è stato subito riprogrammato, consentendo di ripetere il test il giorno stesso con pieno successo. Nel 2003 il missile è stato finalmente presentato a Parigi. Le consegne ai reparti sono iniziate a fine 2004. Il missile non rimpiazza il precedente: visto il costo più alto, lo affianca in servizio.

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Il Python 5 è attualmente considerato come il più letale missile a corto raggio esistente. Esternamente è quasi identico al Python 4. La novità risiede nel sistema di guida e nella gestione dell’energia. E’ lievemente più lungo, 3,1 metri. Il peso è di 105 kg.

Il motore è lo stesso del Python 4 ma l’impulso è più alto. L’elettronica potrebbe essere più compatta ed il combustibile maggiore. La fase di spinta è stata modificata per migliorare ulteriormente l’attacco terminale. Secondo un grafico ufficiale, la spinta massima dopo la fase boost cala al 35% per risalire gradualmente al 75% a fine combustione. La durata apparente sembra di 20 secondi. Ma secondo il Jane’s è invariata rispetto al Python 4: 7,5 secondi. La velocità di punta è indicata in 4 Mach, un po’ troppo vista la resistenza aerodinamica. Il raggio d’azione è dichiarato superiore a 32 km ad alta quota. Il raggio minimo di lancio è sotto i 300 metri. La testata è più efficace, probabilmente direzionale, sempre di 11 kg.

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Il sensore è un Semiconductor Devices (Rafael-Elbit) ad immagine termica (IIR) del tipo Focal Plane Array (FPA), raffreddato a doppia banda infrarossa (presumibilmente 3-5 e 8-12 micron), all’antimoniuro di indio (InSb) di quinta generazione, con filtro UV. La definizione è di ben 320x240 pixel con capacità di aggancio di 100° fuori asse, superiore a tutti i concorrenti. Rileva anche bersagli di segnatura IR debolissima come piccoli elicotteri, monomotori ad elica, cruise ed UAV anche in condizioni di clutter estremo o nelle nubi/nebbia, come dimostrato nel corso di un test da 9 km contro un UAV Searcher con traccia troppo limitata per i sensori comuni.

E’ insensibile sia ai flare che ai laser. A 500 metri di distanza è in grado di separare e riconoscere l’immagine di un caccia dallo sfondo con la precisione di un singolo pixel. Sceglie poi il punto d’impatto, il rotore nel caso di un elicottero o la cabina nel caso di un caccia. Usa una schiera di 10 processori COTS (Hammerhead) che compara le immagini nelle due bande ogni 5 millisecondi. In fase di sviluppo i processori sono stati più volte sostituiti, per evitarne l’obsolescenza, aumentando enormemente la potenza di calcolo, 100 volte più elevata di quella del Python 4. L’architettura modulare del sistema consente eventuali aggiornamenti.





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Il sistema di guida è, alle volte, definito “elettro-ottico” ed alcune fonti lo interpretano come operante ”nel visibile”, sostenendone la derivazione da quello dell’AIM-9R, a suo tempo abbandonato. E’ bene precisare che il termine “ottico” è spesso adoperato in senso lato, tale il caso delle spolette laser attive in banda infrarossa (quindi “non visibile”). Fonti ufficiali israeliane descrivono il sensore del Python come operante solo nell’infrarosso. Elettro-ottico è il tipo di formazione dell’immagine. La tecnologia attuale permette di ottenere una scansione ad altissima risoluzione con l’infrarosso, senza penalizzazioni. Un sensore operante nel “visibile” potrebbe funzionare solo di giorno e per “contrasto”. Tecnicamente è concepibile un sensore combinato ma non sembra questo il caso. E la descrizione del funzionamento è identica a quella dei sensori IIR dei vari AIM-9X, AIM-132, ecc.

L’ IMU (inertial measuring unit) strapdown usa giroscopi a fibra ottica (FOG) per la navigazione intermedia. Permette l’attacco a 360°, quindi anche in coda, in modalità LOAL (Lock-On After Launch). I dati sulla posizione del bersaglio, ricavati dal radar, dallo HMS o persino da fonti esterne, sono inseriti prima del lancio. Essenziale è un datalink compatibile, come il Link16. Il missile può così essere diretto verso un punto oltre i limiti del sensore, per poi iniziare la ricerca autonoma. Il sensore si attiverà al momento opportuno.

Nei tiri a lungo raggio si sospetta l’impiego del data-link del missile Derby. I servocomandi modificati hanno una durata di funzionamento di oltre 90 secondi e consentono lanci BVR. In questo caso il missile sale a quota superiore per conservare l’energia e poi picchia sul bersaglio. In un test un Python 5 è stato lanciato a Mach 0,6 e 7600 metri, colpendo un bersaglio a 28 km di distanza in avvicinamento a Mach 0,8 e 3050 metri.

In combattimento

Il Python 5 è stato impiegato nel 2006 nel conflitto del Libano. Un F-16 ha intercettato un Ababil, un piccolo UAV di 83 kg con 3 metri di apertura alare, impiegato da Hezbollah. Il missile ha eseguito una virata di 180° per poi picchiare sul piccolo velivolo, centrandolo.
L’USAF ha contrattato l’acquisto di 20 Python 5 per gli F-16 “aggressor”, riconoscendone le capacità rispetto all’AIM-9X in scenari ad alta energia.

Già in servizio sugli F-15, F-16 e Kfir, viene proposto anche per il Gripen e per gli F-5 ed F-18.

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Python-6

Previsto per il 2014, il nuovo missile è ancora nella fase di sviluppo. Per consentire il trasporto nelle stive interne dell’F-35 la forma dovrà cambiare radicalmente. Peso e dimensioni saranno minori. Il sensore potrebbe combinare guida radar attiva e IR. Di recente il ministero della difesa isreliano ha prospettato l’acquisizione di una variante aria-aria del sistema antimissile Stunner, già dotato di doppia guida radar/IIR, in grado di sostituire sia il Python che il Derby.
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