Quasi nulle.
Comunque, visto che dal Blackjack si è passati al vettore Energia, allo scudo spaziale, alle bombe nucleari, alla sopravvivenza in caso di guerra nucleare globale, e infine alla strategia reganiana con tanto di rilevazione del piano strategico del patto di varsavia, aggiungo un po' di carne al fuoco con un'idea che mi è venunta in mente oggi. Mi ero recato in un comune vicino per un libro che solo lì era presenta e in prestito e al ritorno ho voluto allungare un poco la strada, non di molto comunque, non più di 15 chilometri, godendomi un po' di paesaggio georgico. Ebbene in questi 15 km ho visto ben tre impianti fotovoltaici immersi tra le culture, uno abarbicato assurdamento nel cucuzzolo di una collina. Suppongo che, con i mastodontici incentivi per questo tipo di produzione energetica, la cosa sia abbastanza frequente in tutta Italia, e subito ho pensato ad un eventuale scenario bellico.
In primo luogo ho ritenuto che una generazione diffusa, anche minima, ed autosufficiente, sia un'ottima mossa dal punto di vista militare. Le centrali nucleari, ma anche quelle termoelettriche più grandi, sarebbero le prime ad essere distrutte con testate nucleare o convenzionali di notevole entità.
Invece impianti modesti, capillarmente diffusi, sebbene non potrebbero in alcun modo rimpiazzare le perdite, potrebbero almeno garantire un certo livello di sussistenza per l'energia elettrica. Tuttavia pensandoci meglio ho pensato che 1)proprio per la inconsistente produzione energetica, questi obbietivi, nell'ordine delle centinana forse, non sarebbero colpiti affatto, inizialmente, ma 2) in un secondo tempo, data la natura del loro materiale composito, che a differenza del nucleo di una centrale sotto metri e metri di calcestruzzo, basterebbe una singola bomba, anche di modestissima entità, meglio se a grappolo, per distruggere totalmente questi apparati.
Resta da vedere se dopo il primo strike reciproco, o MAD come diceva qualcuno, rimanga ancora qualche aereo per compiere queste mini azioni naturalmente.
Comunque il piano russo a me pare estremamente logico, nel caso, assai probabile, non si fosse riesciuti a limitare lo scontro ad armi convenzionali o l'uso di armi tattiche. Quando sei in guerra e soprattutto se la stai perdendo, usi tutto quello che hai. Non ce li vedo gli americani rinunciare ad un bombardamento strategico sulla Russia nel caso le tattiche non avessero funzionato e i russi fossero arrivati sull'Atlantico. Probabilmente sarebbero stati poi gli stessi europei, che avrebbero patito duramente sotto occupazione, a richiedere queste manovre estreme. D'altra parte gli States sapevano bene che, ammesso che, per un miracolo, i russi dopo l'occupazione europea (e verosimilmente di tutto l'emisfero orientale), avessero fatto la pace, sarebbe stata solo una pace tattica per riorganizzare i territori e poi conquistare tutto il pianeta dopo qualche anno. Quindi sì, si sarebbero certamente usate.
Da parte russa idem e molto prima che gli occidentali fossero arrivati ai sobborghi di Mosca. Sicuramente le avrebbero usate non appena le loro armate avessero iniziato ad essere vaporizzate sulle prealpi Giulie e sulle pianure germaniche, anche per "vendetta", o come azione irrazionale, come se ne compiono tante in guerra, non pianificate, a qualsiasi livello di comando.
Ecco perché l'attacco totale, strategico e tattico per i raggruppamenti di forze noti, sarebbe stato dal punto di vista logico la cosa migliore per la Russia (meno per il pianeta e per noi). E' difficile immaginare poi una qualche azione che vada oltre alla distruzione mutua reciproca con icbm e bombardieri a lungo raggio, qualche unità sopravviverebbe, gruppi di civili prenderebbero le armi, qualche città (bisognerebbe capire fino a che punto l'arsenale sovietico poteva e voleva, colpire duro, Milano e Torino sarebbero partite subito, ma poi davvero avrebbero colpito ogni singola città sopra i centomila abitanti o addirittura 50mila, anche di dubbio valore industriale e strategico? difficile crederlo Gianni) avrebbe continuato a fornire qualche valore aggiunto, ma se i russi avevano fatto bene i loro calcoli, una parte perlomeno discreta delle loro amplissime forze terrestri, magari sparpargliate nella siberia sarebbero state ancora operative, e incazzate aggiungo, per la distruzione delle loro città.