franzisket, su 15 dicembre 2011 - 17:08, ha detto:
ma non è che un aereo viene colpito ed in un secondo ci si lancia!!!!!!...mica siamo su un F16!!!!
.....semplicemente se l'aereo veniva colpito a quella quota, l'aereo scende naturalmente...il pilota cerca di controllarlo ancora....la quota cala...la velocità aumenta...si cerca di capire cosa è successo...si guarda chi è ferito e chi no...si aiuta chi ha bisogno...si cercano i paracadute...ci si deve muovere in un ambiente ostile freddo e buio, magari ostacolati dalla forza della caduta......si indossano.....il pilota è sceso ancora di quota ...cerca di livellare per ridurre la velocità (inevitabilmente un aereo colpito non riesce a mantenere la quota)..se l'aereo non ce la fa ...da il segnale di abbandonare l'aereo....chi riesce si avvicina alle proprie vie di fughe e si prepara al lancio...........dal momento dell'attacco sono passati poche decine di secondi...30 o 40 se l'aereo è messo veramente male...altrimenti si regge anche per minuti , a volte ore....poi ci si lancia................ma la quota dopo tutti questi eventi è scesa per forza ad altezze più umane per un lancio col paracadute......................
.....semplicemente se l'aereo veniva colpito a quella quota, l'aereo scende naturalmente...il pilota cerca di controllarlo ancora....la quota cala...la velocità aumenta...si cerca di capire cosa è successo...si guarda chi è ferito e chi no...si aiuta chi ha bisogno...si cercano i paracadute...ci si deve muovere in un ambiente ostile freddo e buio, magari ostacolati dalla forza della caduta......si indossano.....il pilota è sceso ancora di quota ...cerca di livellare per ridurre la velocità (inevitabilmente un aereo colpito non riesce a mantenere la quota)..se l'aereo non ce la fa ...da il segnale di abbandonare l'aereo....chi riesce si avvicina alle proprie vie di fughe e si prepara al lancio...........dal momento dell'attacco sono passati poche decine di secondi...30 o 40 se l'aereo è messo veramente male...altrimenti si regge anche per minuti , a volte ore....poi ci si lancia................ma la quota dopo tutti questi eventi è scesa per forza ad altezze più umane per un lancio col paracadute......................
Tutto questo vale solo se le cose vanno in una certa aniera, se cioè l'aereo poteva scendere in maniera controlata, senza incendi a bordo.
Non sempre purtroppo andava così; spesso l'uscita doveva essere precipitosa, nel gioro di pochi istanti, da un aereo ormai fuori controllo (magari senza più la coda o mezz'ala) o in fiamme, con il rischio che da un istante all'altro si trasformasse in una palla di fuoco.
In quei casi la quota era i problema ninore, ci si lanciava e basta, se ci si riusciva.
La rarefazione dell'aria a 8000 metri è comunque relativa, permette tranquillamente di sopravvivere senza problemi se non si devono fare sforzi particolari come quello che devono sostenere gli alpinisti in una ascensione, soprattutto se consideriamo che la permanenza, a quella quota, come già spiegato perfettamente da Dieselnoi, era questione di secondi, neanche di minuti (a 60 km/h si percorrono mille m. in un min., a 200-250 km/h in 20-15 secondi) in caso di apertura ritardata.
Se l'apertura era immediata era questione di qualche minuto, comunque sopportabile.
Io ho scalato montagne di quasi 6000 metri (Kilimangiaro ed Elbrus), e a quelle quote si respira perfettamente, si avverte solo un leggero affanno e qualche giramento di testa, al limte un pò di nausea.
Il rischio estremo, ma solo per permanenze piuttosto prolungate, potrebbe essere quello di un edema polmonare, ma un paracadutista in veloce discesa verso il basso non credo possa rientrare in una simile casistica.

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