L'Air Force Reserch Laboratory è lo stesso che gestisce direttamente il progetto X-55 per lo studio dei compositi avanzati sui cargo.
Qui invece coordina gli studi delle aziende private sul sostituto del C-130.
Sia chiaro che questo non è un programma finanziato e finalizzato a realizzare il post C-130.
L'AFRL in questo caso ha solo finanziato degli studi Lockheed-Martin e Boeing per un velivolo tattico STOL e Stealth.
Siamo cioè a livello di studi concettuali/progetti generali che sfociano in modelli per galleria del vento.
Di progetti del genere nei cassetti dei costruttori ce ne sono diversi che si evolvono nel tempo, perchè sono esercizi concettuali relativamente economici che tornano buoni ogniqualvolta si comincia a fare sul serio e cioè quando si emette un requisito e si bandisce un concorso finalizzato alla realizzazione di prototipi e successivamente velivoli di serie.
Interessanti comunque i concetti. Molto raffinate le soluzioni propulsive, in particolare quella Lockheed Martin con un sistema di vettoramento e inversione della spinta abbastanza audace (flap soffiati e ugelli integrati nel bordo d'uscita sono soluzioni molto delicate per le problematiche aerodinamiche, strutturali e dei materiali).
Anche qui stealthness. A dispetto delle critiche già sentite (complicazioni e costi), gli americani insistono su questa strada un po' su tutti i nuovi concetti, indipendentemente dal ruolo
Da un lato sarebbe la strada corretta da seguire quella di spingere effettivamente sulla tecnologia (se non altro per non trovare ulteriori giustificazioni alla sciocchezza che un aereo concepito 60 anni fa possa ancora essere considerato adeguato al ruolo), dall'altro c'è il rischio di fare il passo più lungo della gamba e ritrovarsi ancora col C-130 perchè i soldi e la determinazione per certi voli pindarici non ci sono. Non è tanto la stealthness a costare, ma l'integrazione di tanti concetti nuovi in una stessa cellula.
E' altresì indubbio che un aereo con simili capacità apra nuovi scenari di utilizzo in teatri privi di piste chilometriche, mantenendo velocità e capacità di operare con una certa disinvoltura dietro le linee nemiche come un velivolo da combattimento stealth.
Stealthness che non è certo quella di un B-2 ma che è figlia di soluzioni meno costose e meno limitative.
E' in quest'ottica che va visto un aereo del genere, altrimenti se si pensa solo a fargli fare le stesse cose o poco più, è ovvio che si fa prima a tenere in linea certi dinosauri...
TT-1 Pinto, su 15 settembre 2011 - 14:50, ha detto:
Quello che mi lascia perplesso è quanto possano giovare alla "stealthiness" dell'aereo i due enormi turbofan appesi sotto le ali .... i concetti illustrati nei due articoli di "Ares" mostravano tutti quanti prese d'aria schermate ....
Il modello delle foto nella galleria è vero che non ha prese d'aria schermate, ma quello è concepito dall'Air Force Reserch Laboratory col preciso scopo di testare le soluzioni aerodinamico-propulsive del concetto Lockheed Martin (e infatti adotta due veri motori Williams FJ-44) e non ha la pretesa di testare le capacità stealth che dovrebbe avere l'eventuale aereo definitivo con l'adozione di 4 motori (che sono più facili da mascherare nello spessore alare).