David79, su 20 gennaio 2011 - 22:25, ha detto:
La storia insegna che non è un idea vincente progettare un aereo (di qualunque tipo) a livello europeo. Per il momento ogni nazione ha esigenze completamente differenti dalle altre: cè chi ha le PA classiche e chi è STOVL e chi non ne vuole avere (e già questo porta differenti punti di vista nella progettazione aerea). Poi ci sono prpoblemi occupazionali ed ognuno vuole che si lanci l'industria nazionale per non parlare poi dei costi che alcune nazioni possono affrontare ed altre no... Prima l'europa deve diventare veramente unita e poi se ne riparla.
Quale storia? Cita pure quella dell'EF-2000, io ti porto quella del Tornado! Voglio dire che non sono solo i programmi dell'industria consorziata europea ad avere difficoltà di questi tempi. Di sicuro per un eventuale altro progetto complesso come un caccia di ultima generazione non verranno fatti gli stessi errori del passato, tent'è che per lo stesso nEUROn è stato applicato un concetto organizzativo che è una via di mezzo tra l'EFA ed il JSF, ossia ve bene l'influenza politica, la percentuale di investimenti e gli "umbrella contracts", caratteristiche base dell'EFA, ma gli appalti vengono assegnati innanzitutto in base al know how (motivo per cui Finmeccanica ha acquisito un ruolo così importante nonostante la nostra politica estera...), caratteristica alla base del JSF.
Sulle PA per i prossimi anni vedremo solo Rafale ed F-35, sia B che C, e con quest'ultimo a sottolineare che il problema della convivenza nella NATO di due differenti tipi di PA è stato già affrontato.
Per il discorso dell'Europa veramente unita mi trovi d'accordo, ma non è che fino a quel momento la nostra industria dovrà stare a guardare, anzi, bisogna mantenere soprattutto il know how in certi settori così strategici, anche per creare i giusti presupposti! Sicuramente, in un futuro prossimo quando il Trattato di Lisbona verrà applicato e verranno avviate le già previste e concordate riforme in merito a sicurezza e difesa comune tra gli stati dell'Unione, nonchè all'eliminazione dell'attuale e difficilmente gestibile struttura politica ad anelli concentrici, sarà più facile che i requisiti vengano emessi dal'erede dell'attuale EDA e che le acquisizioni militari si svolgano per bando di gara tra aziende come avviene attualmente negli USA. Non dimentichiamoci che sia nell'ADF che nel JSF Lockeed Martin ha dovuto sconfiggere Northrop Grumman prima e Boeing poi.
David79, su 20 gennaio 2011 - 22:25, ha detto:
In ogni caso grazie al progetto f35 in futuro l'europa dovrebbe aver aquisito le capacità di progettazioni di aerei di V generazione e magari può lanciarsi a fare qualcosa... se si risolvono i problemi politici che attanaglia il continente ma se ne parla fra almeno 50 anni.
La capacità di
progettare uno stealth ormai le hanno quasi tutti, il concetto è noto ed i computer hanno raggiunto capacità di calcolo notevoli in qualsiasi nazione. Non voglio dire che sia facile progettare uno stealth, voglio solo dire che la cosa difficile è fare uno stealth mantenendo tutte le caratteristiche che hanno caratterizzato i caccia di 4.5 generazione come l'EF-2000, vale a dire supermanovrabilità, supercruise, avionica allo stato dell'arte, RADAR a scansione elettronica, ergonomicità per piloti e ersonale manutentivo, affidabilità, rischierabilità, eccetera eccetera eccetera. Integrare tutte le tecnologie conosciute è veramente difficile, piuttosto che costruire un uccellone di ferro invisibile ai radar, o per lo meno a quelli più vecchi, dato che le tecnologie stanno procedendo speditamente verso radar capaci di identificare e tracciare uno stealth (anche se credo che ne passerà di acqua sotto i ponti...). Le difficoltà che attualmente attanagliano il JSF riguardano più che altro impiantistica ed avionica, più qualche noia strutturale che però a quanto pare è stata risolta. Di sicuro renderlo stealth è ormai l'ultimo dei problemi.
Ad ogni modo, con il JSF (e per noi italiani in particolare con la FACO di Cameri) abbiamo acquisito la capacità, più che altro, di
produrre un aeromobile stealth, cosa attualmente, forse, ancora più difficile che progettarlo. Non dimentichiamo che quando fu avviato l'EFA i paesi europei, in particolare la Germania, avevano condotto ricerche sulla bassa osservabilità, che già all'epoca si era capito sarebbe stato il fututo, ma si optò per un caccia convenzionale per limitare il rischio di un flop. Il programma partì travagliato e fu bastonato dall'uscita della Francia e dal crollo del muro, quindi probabilmente ora come ora, se avessero scelto di partire con uno stealth, non avremmo neanche gli EF-2000.
David79, su 20 gennaio 2011 - 22:25, ha detto:
Per quanto riguarda l'esigenza di avere aerei come il pak fa o il raptor: è molto più semplice chiedere fra una ventina d'anni (cioè prima sfruttiamo un bel po' l'efa) agli usa di venderci i raptor piuttosto che mettersi a fare progetti in cui arriveremmo sempre in ritardo tecnologico. Se poi gli usa non li vendono gli si può fare pressione rivolgendosi ai russi... Se il pak-fa fosse già in vendita e l'Italia chiedesse di comprarne una ventina ho come l'impressione che la Russia non direbbe di no!
Gli USA non venderanno mai il Raptor all'estero, per lo meno fino a quando rimarrà l'aereo che è attualmente, ossia il letale dominatore dei cieli che si è dimostrato. In merito al "mettersi a fare progetti in cui arriveremmo sempre in ritardo tecnologico" ho già spiegato i vantaggi del non dover dipendere dagli USA per quel che riguarda gli approvigionamenti di armi, senza contare che non è detto che tutti i programmi debbano essere come l'EFA, e anzi molti non lo sono e non lo sono stati! Non è che, dopo il bagno di sangue dell'EFA, abbiano tutti voglia di rifare gli stessi errori, che comunque vanno pur sempre contestualizzati, e l'atteggiamento da piedi di piombo dei governi europei negli attuali programmi in corso d'opera ne è la dimostrazione.
Riguardo al comprare il PAK-FA non mi pronuncio neanche: chiunque sappia cosa sia una dottrina militare e cosa siano degli standard capirebbe che l'acquisizione di un aereo del genere non è mai neanche stata concepita dagli stati maggiori italiani o NATO. Senza contare il peso delle ricadute diplomatiche anche solo di una RFI dell'AMI alla Sukhoi.
spotter, su 21 gennaio 2011 - 17:55, ha detto:
Sarei più curioso di sapere invece a che pensa la Francia per il dopo-Rafale: sviluppare autonomamente un caccia di 5a o 5,5 generazione è impensabile e il neuron nasce esclusivamente come ucav d'attacco.
Secondo me è abbastanza imprevedibile in generale cosa succederà in UE nel futuro in merito a tutte le acquisizioni militari. Di sicuro la Francia, ormai membro della NATO oltre che dell'UE, non potrà esimersi dalle politiche che regoleranno tutti gli altri stati nella stessa situazione. Già adesso non sono più tempi in cui uno stato UE può permettersi di fare certe scelte senza il consenso degli organi centrali europei, figuriamoci in un futuro prossimo dove tali enti avranno ancora più peso e sovranità.
Secondo me si procederà ad acquisizioni comuni gestite da un'unica direzione generale degli armamenti o delle acquisizioni militari, o qualcosa di simile (la cui istituzione è già prevista), con gare d'appalto stile USA. Ad ogni modo il nEUROn non è esclusivamente un velivolo d'attacco ma soprattutto un ricognitore pensato per affiancare e sostituire gli attuali droni ricognitori di prima generazione in forza alle aeronautiche ed agli eserciti europei, di conseguenza rimane scoperto il ruolo di caccia da superiorità aerea. Non possiamo prevedere come evolveranno le dottrine poichè è ancora più difficile che immaginare quali tecnologie saranno sviluppate.
Secondo me il caccia di sesta generazione sarà pilotato e sarà un'evoluzione degli attuali caccia di quinta generazione con armi ad energia diretta (mi aspetto evoluzioni significative nell'impiantistica dedicata alla produzione di energia elettrica ed al suo dimensionamento) ed avionica capace di jammare ancora più efficacemente degli attuali aerei dedicati. Enormi progressi saranno fatti nell'interfaccia uomo-macchina, nell'ergonomia e nella semplicità di utilizzo da parte dei piloti, soprattutto in merito all'integrazione di dati ed alla situational awarness. Spero solo non si ricrei la situazione che ha portato ad una generazione intermedia, altrimenti vorrà dire che saremo messi peggio di adesso.
Gianfra1987, su 23 gennaio 2011 - 23:37, ha detto:
avendo così una linea aerea uniforme con italia e gran bretagna
Diciamo pure che è il non plus ultra in ambito NATO attualmente, anche se con impieghi differenti, dato che la componente d'attacco della Luftwaffe sarà incentrata largamente sul Typhoon, "relegando" più che altro il Lightning ad un ruolo DEAD/SEAD. La comunanza con AMI e RAF, comunque, non potrà che giovare, in particolare per quanto riguarda logistica ed operatività, addestramento incluso.
Questo messaggio è stato modificato da Tuccio14: 26 gennaio 2011 - 20:32