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| Guest Message by DevFuse | |
Turbofan e turbogetto
#1
Scritto il 05 agosto 2010 - 07:37
In fin dei conti la spinta ricavata dalla ventola è ottenuta sottraendo potenza meccanica ad uno stadio della turbina di bassa pressione, e l'aria non viene combusta dando un effetto espansione/velocità
#2
Scritto il 05 agosto 2010 - 08:16
citi951, su 05 agosto 2010 - 07:37, ha detto:
Perchè, conti alla mano, richiede meno energia prendere tanta aria ed accelerarla poco (turbofan) piuttosto che prenderne poca e accelerarla tanto (turbogetto semplice).
Molta energia si perde allo scarico in turbolenze che si formano quando il getto interagisce con l'aria esterna. Turbolenze che sono tanto più grandi quanto maggiore è la velocità dei gas di scarico.
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In fin dei conti la spinta ricavata dalla ventola è ottenuta sottraendo potenza meccanica ad uno stadio della turbina di bassa pressione, e l'aria non viene combusta dando un effetto espansione/velocità
La ventola in effetti può essere considerata un modo per incrementare la spinta: è il rovescio della medaglia di quanto visto prima.
Se a parità di spinta consumo di meno, a parità di consumo ho più spinta.
Parte dell'energia che nel turbogetto sprecherei in turbolenze allo scarico, nel turbofan riesco a tradurla in spinta supplementare (maggiore alle basse velocità, sia chiaro, perchè a mano a mano che V aumenta il margine di rendimento del turbofan sul turboreattore si riduce).
Piuttosto che sfruttare tutta l'energia residua dei gas caldi direttamente allo scarico, ottengo quindi una spinta maggiore se ne prelevo ancora un po'(oltre a quella necessaria al compressore) e la trasferisco alla ventola, anche considerando che una parte verrà comunque persa visto che ventola e stadi supplementari della turbina hanno anche loro un rendimento.
L'efficienza della ventola comunque è notevole e l'aria che l'attraversa in gran parte va allo scarico (freddo) senza attraversare la parte calda del motore e la camera di combustione dove necessariemente si verivicano perdite.
Questo messaggio è stato modificato da Flaggy: 05 agosto 2010 - 08:40
#3
Scritto il 05 agosto 2010 - 13:25
#4
Scritto il 05 agosto 2010 - 13:55
All'atto pratico, aumentare il rapporto di diluizione in un turbofan lo avvicina al turboelica e usare concetti come il propfan avvicina la turboelica al turbofan.
Si cerca di massimizzare i pregi di ciascun concetto e ridurre i difetti.
Più il diametro si riduce e più può aumentare il numero di pale e la velocità di rotazione e di conseguenza la velocità di crociera evitando problemi di comprimibilità all'estremità delle pale.
Il turboelica può grossolanamente essere visto come un turbofan con rapporto di diluizione enorme e non carenato.
In effetti i nuovi motori dell'A-400 (un aereo poco più lento di un turbofan) hanno un diametro relativamente ridotto, pale a scimitarra e in numero elevato: è il concetto del turboelica portato all'estremo.
#5
Scritto il 05 agosto 2010 - 21:06
un turbo getto potrebbe far alzare in volo (verticalmente) l'f-35 ? dopo aver letto tempo fà un articolo che diceva che il motore dell'f-35 è il più potente costruito per un caccia volevo capire se era un turbogetto o un turbofan
grazie
#6
Scritto il 05 agosto 2010 - 22:34
Esistono infatti altre discussioni, anche recenti, in cui si è parlato dei motori a reazione, del Pegasus e del motore dell'F-35.
Comunque, il Pegasus è un turbofan, il cui flusso freddo è espulso dagli ugelli anteriori e quello caldo da quelli posteriori.

Il motore dell'F-35, è anch'esso un turbofan (a basso rapporto di diluizione), come lo sono tutti i motori moderni montati su velivoli militari.
L'F-35 (nella variante B) però non si alza in volo verticalmente sfruttando il solo motore, ma utilizza anche una ventola supplementare azionata tramite un albero dallo stesso motore e posizionata subito dietro l'abitacolo.
Per sostenere l'F-35 serve una spinta di quasi 20 tonnellate, ma non sono certo quelle ottenute dal motore inserendo il postbruciatore che bucherebbe la pista e farebbe solo ribaltare l'aereo in assenza della suddetta ventola che sposta in avanti la risultante della spinta e incrementa enormemente il flusso d'aria interessato.

Ma son cose già dette e non è il caso di tornarci su.
Questo messaggio è stato modificato da Flaggy: 05 agosto 2010 - 23:18
#7
Scritto il 10 agosto 2010 - 17:46
#8
Scritto il 11 agosto 2010 - 16:15
Flaggy, su 05 agosto 2010 - 13:55, ha detto:
cosa sono i problemi di comprimibilità delle pale ?
hanno a che vedere col fatto che l'estremità delle pale non deve mai arrivare a velocità transoniche / supersoniche ?
#9
Scritto il 11 agosto 2010 - 16:54
E' per quello che le pale sono a forma di falce o di scimitarra: in tal modo il flusso d'aria che le investe all'estremità passa attraverso onde d'urto inclinate invece che perpendicolari. Un po' quello che succede sulle ali a freccia.
#10
Scritto il 12 agosto 2010 - 15:31
Flaggy, su 11 agosto 2010 - 16:54, ha detto:
E' per quello che le pale sono a forma di falce o di scimitarra: in tal modo il flusso d'aria che le investe all'estremità passa attraverso onde d'urto inclinate invece che perpendicolari. Un po' quello che succede sulle ali a freccia.
e pensare che la fluidodinamica sembra una scienza molto intuitiva
più approfondisco e più diventa complicata ......
ma molto interessante (ho visto che wikipedia è ricca di pagine sulla fluidodinamica,
dasvidaniya
#11
Scritto il 03 maggio 2011 - 17:13
#12
Scritto il 03 maggio 2011 - 18:51
Il turbofan aiuta molto perchè il flusso freddo avvolge completamente e scorre all'esterno delle parti calde come camere di combustione e turbina e inoltre crea anche un benefico raffreddamento dell'ugello di scarico che, essendo a geometria variabile, è un componente relativamente delicato e comunque sottoposto ad usura.
Quanto a rallentare il flusso d'aria prima che arrivi al motore, non è che un rapporto di diluizione dell'ordine di 0.57 (un ordine di grandezza meno di un motore civile) crei particolari problemi a delle prese d'aria a geometria varibile come quelle del Mig-31 che a mach 3 manco ci arriva (siamo intorno a mach 2.8...in configurazione pulita).
In fondo il Mig-31, con i suoi D-30F6 era ben più lento di un SR-71 che adottava soluzioni un po' più esotiche con il suo turboreattore J58 a ciclo varibile, pensato espressamente per raggiungere e mantenere a lungo velocità superiori a mach 3.
Questo messaggio è stato modificato da Flaggy: 03 maggio 2011 - 18:52
#13
Scritto il 06 settembre 2011 - 18:40
citi951, su 12 agosto 2010 - 15:31, ha detto:
in generale si, ma alcuni concetti sono trattati in modo molto superficiale e poco competente, si può trovare di meglio su internet...
Il problema dei motori supersonici non è nel motore stesso ma nella presa d'aria.
Una presa d'aria ha il compito di decelerare il fluido in modo isoentropico (senza dissipare energia) fino a numeri di mach prossimi allo zero, solitamente M=0.2.
Le prese d'aria classiche del tipo semplicemente divergenti sono progettate per lavorare a mach bassi e comunque sub-sonici, o meglio ancora numeri di mach inferiori del "numero di mach critico inferiore" del moto. Per numeri di mach maggiori si creano all'interno della presa d'aria delle onde d'urto; tali onde d'urto sono normali e possono trovarsi all'interno della presa d'aria, sul punto d'inizio o staccarsi a valle della presa d'aria a seconda del regime di moto in cui l'aereo si trova (ovviamente il mach per cui l'onda d'urto cambia la sua posizione dipende dalla geometria della presa d'aria). Tali onde d'urto sono molto svantaggiose per il volo, esse producono a valle delle stesse una riduzione di pressione di ristagno che significa una perdita di energia disponibile nel flusso d'aria e che può essere sfruttata dal motore, in particolare nelle prese d'aria per motori sub-sonici le onde d'urto sono normali e quindi del tipo più dissipativo possibile perché generano un urto di tipo forte. Nonostante ciò le prese d'aria sub-soniche si usano anche per velivoli trans-sonici e leggermente super-sonici (fino a M=1.2).
Per numeri di mach maggiori si usano prese d'aria convergenti-divergenti a corpo centrale. In pratica sono come le prese d'aria subsoniche ma presentano al loro interno una spina (una rampa) con un angolo noto e che dipende dal tipo di motore e dalla geometria della presa d'aria e che ha lo scopo di produrre invece che un onda d'urto normale una serie di onde d'urto oblique inclinate di un angolo che è pari ad arcsin(1/M).
Tale presa d'aria comporta problemi legati alle dissipazioni di energia che si generano, in fatti in questo tipo di prese d'aria la configurazione di progetto è quella per cui l'onda d'urto sia ingoiata all'interno della presa d'aria; per fare ciò bisogna prima di tutto portare il numero di mach al di sopra di quello di progetto per far ingoiare l'onda d'urto e poi farlo diminuire fino al mach di progetto per portare l'onda d'urto nella sezione di gola della presa d'aria; un altro metodo è quello di usare una presa d'aria a spina variabile, ciò consente di far variare la sezione di gola cosi da far ingoiare l'onda d'urto per numeri di mach relativamente bassi, per poi riportarsi alla condizione di progetto.
Ovviando al problema del flusso e della presa d'aria si può usare, in teoria, qualunque tipo di motore.
Spero di essere stato chiaro e di aver aggiunto qualche cosa al valore della discussione.
#14
Scritto il 06 settembre 2011 - 19:47
dico bene?
ritornando in tema, nonostante lo svantaggio dovuto alla maggiore complessità, il rendimento maggiore dei turbofan rispetto ai turbogetto (ormai in disuso e limitati ad essere utilizzati solo in pochissime tipologie di velivoli), fa gola nelle applicazioni militari, perchè l'aereo consumando meno può partire più leggero oppure portare più armamento, oppure andare più lontano.
#15
Scritto il 06 settembre 2011 - 20:37
Mustanghino, su 06 settembre 2011 - 19:47, ha detto:
Si è corretto, anche se la sezione variabile si usa per gli ugelli e solo raramente per le prese d'aria.
Per una presa d'aria le condizioni vengono adattate in base al numero di giri della turbina. In caso sia necessaria più aria si aumentano i giri della turbina (invece di aumentare la sezione) se c'è bisogno di una portata d'aria minore si riducono i giri della turbina (invece che ridurre la sezione) ovviamente la spinta dipende dalla portata d'aria che entra nel motore quindi aumentando o diminuendo i giri della turbina si regola la portata di aria necessaria (ci si riconduce quindi alla condizione di progetto) e si varia la spinta (cosa molto logia!!!).
Come detto prima la sezione variabile si usa per gli ugelli ed in particolare solo per gli ugelli semplicemente divergenti; per un ugello convergente-divergente è molto difficile realizzare una sezione variabile e in pratica non si realizza mai in quanto gli inconvenienti tecnici da gestire sono molto complessi.
#16
Scritto il 06 settembre 2011 - 22:08
borntofly, su 06 settembre 2011 - 20:37, ha detto:
Scusa, ma non mi è chiaro questo passaggio: gli ugelli di scarico non sono semplicemente divergenti, ma convergenti se i gas combusti escono subsonici (l'espansione in subsonico si ottiene con la riduzione di sezione).
Gli ugelli convergenti-divergenti, in grado di espandere ulteriormente i gas e di espellerli a velocità supersoniche, sono invece sempre a geometria variabile, almeno nelle applicazioni tipiche.
Quello che è difficile negli ugelli convergenti-divergenti è slegare la sezione d'uscita da quella di gola per ottimizzare i paramentri, cosa che s'è potuta fare per esempio nell'ultima evoluzione dell'EJ-200 che oltre che essere a spinta vettorabile ha anche la capacità di regolare la sezione di gola indipendentemente da quella d'uscita...ma questa versione è di là da venire...
Quota
http://typhoon.stars...er/engines.html
#17
Scritto il 06 settembre 2011 - 22:33
Flaggy, su 06 settembre 2011 - 22:08, ha detto:
Gli ugelli convergenti-divergenti, in grado di espandere ulteriormente i gas e di espellerli a velocità supersoniche, sono invece sempre a geometria variabile, almeno nelle applicazioni tipiche.
Quello che è difficile negli ugelli convergenti-divergenti è slegare la sezione d'uscita da quella di gola per ottimizzare i paramentri, cosa che s'è potuta fare per esempio nell'ultima evoluzione dell'EJ-200 che oltre che essere a spinta vettorabile ha anche la capacità di regolare la sezione di gola indipendentemente da quella d'uscita...ma questa versione è di là da venire...
http://typhoon.stars...er/engines.html
In parte hai ragione tu ma non su tutto.
Premetto che anche io ho fatto un po di confusione e mi sono dovuto rispolverare qualche vecchio appunto per correggere il mio errore.
Per quanto riguarda la presa d'aria supersonica vale quanto detto sopra, bisogna però aggiungere che il movimento della spina avanti o dietro fa variare la sezione di gola (area variabile) e cosi facendo fa variare la posizione dell'onda d'urto nel condotto riportandola alla condizione di progetto. Poi un secondo accorgimento, ovvero una valvola di by-pass regola la portata d'aria.
Per quanto riguarda gli ugelli, invece, essi sono semplicemente convergenti per flussi di uscita sub-sonici o al massimo sonici nella sezione d'uscita.
Per un uscita supersonica l'ugello deve essere convergente-divergente. In particolare, siccome i gas di scarico sono certamente sub-sonici c'è bisogno di un primo tratto convergente che porti il flusso ad una velocità sonica; in particolare la velocità sonica deve essere raggiunta nella sezione di gola. In tale sezione di gola viene anche posizionata la spina mobile.
Tale spina ha il compito di variare questa sezione di gola, che è anche sonica, variando l'inclinazione della prima onda d'urto che in condizioni di progetto deve essere inclinata di:
arcsin(1/M) --> M=1 --> arcsin(1) = 90°
il tratto successivo che è divergente viene solitamente tagliato in quanto l'80% dell'espansione avviene nel primo tratto della lunghezza della spina, quindi il gas quando arriva all'uscita non ha completato interamente il processo di espansione per tanto genera un ventaglio di espansione alla Prandtl-Mayer generando un incremento di spinta che bilancia quanto perso per la mancata espansione. Il vantaggio di questo tipo di ugello è proprio nel fatto che consente di avere la stessa spinta ma con un tratto divergente molto breve quindi con un peso minore ed un ingombro minore.
credo che cosi sia giusto, almeno cosi è stato detto a me
Per quello che c'è scritto nel sito, quando parla di sezione di uscita e parla di variazione di area si riferisce ad una piccola variazione (in percentuale) e non è certo paragonabile alle variazioni di area che si ottengono con la spina mobile nelle sezioni di gola. Più che di una variazione di area vera e propria (chiusura o apertura di un condotto) si parla di una contrazione della sezione di uscita...
Questo messaggio è stato modificato da borntofly: 06 settembre 2011 - 22:46
#18
Scritto il 06 settembre 2011 - 22:47
coincide con quello che ricordo vagamente delle lezioni di fluidodinamica
#19
Scritto il 06 settembre 2011 - 22:50
borntofly, su 06 settembre 2011 - 22:33, ha detto:
E quale sarebbe la parte in cui non avrei ragione?
Gli ugelli più semplici sono convergenti (e non divergenti come hai scritto tu) e quelli convergenti-divergenti di motori comunissimi come F-100, F-110, EJ-200, F-119 ed F-135 sono a gemetria variabile (e tutt'altro che rari come hai scritto tu).
Non mi pare di aver detto qualcosa di diverso. ;-)
PS: il sito non dice che il nuovo ugello varia di poco la sezione di gola, ma che questa può essere variata indipendentemente da quella d'uscita grazie agli aggiustamenti consentiti dal sistema di 4 attuatori.
Come normale in un ugello convergente-divergente la sezione di gola varia e quella d'uscita poi varia enormemente come si vede in questo F-100 che la spina non ce l'ha di certo.
Questo messaggio è stato modificato da Flaggy: 06 settembre 2011 - 23:09
#20
Scritto il 06 settembre 2011 - 23:03
Flaggy, su 06 settembre 2011 - 22:50, ha detto:
come ho già ammesso ho fatto un po di confusione ma poi mi sono corretto....
mentre i motori che tu citi sono ad area variabile non a geometria variabile....almeno a me hanno sempre detto che sono due tipi di fenomeni diversi tra loro...

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