scusate per il titolo ma non me ne veniva in mente un altro da sempre ho cercato di capire come i piloti facevano i loro bisogni mentre erano in volo esistono delle speciali tute ho bisogna trattenersi ? se è così sarebbe una vera tortura immaginate di essere in combattimento con tutti quei G non sarebbe facile portare a termine la missione
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| Guest Message by DevFuse | |
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bisogni in aria
#3
Scritto il 21 luglio 2010 - 15:10
Non sono a conoscenza dei particolari, ma in genere per gli equipaggi che non possono muoversi, come i piloti di U-2, SR-71, un catetere che versa in una sacca su una coscia, o un pannolone per il personale femminile, costituisce una ragionevole via d'uscita dal problema.
Per i bombardieri c'è la possibilità di avere una toilette chimica a bordo.
Per tutti gli altri, c'è il metodo più funzionale del mondo: farla prima del decollo.
Per i bombardieri c'è la possibilità di avere una toilette chimica a bordo.
Per tutti gli altri, c'è il metodo più funzionale del mondo: farla prima del decollo.
#4
Scritto il 21 luglio 2010 - 15:57
io preferire farmela a dosso che avere un catetere, non è piacevole come viene messo.....
#5
Scritto il 21 luglio 2010 - 16:33
legolas prima dicevi che il personale dgli u-2 o sr-71 non può muoversi ........ gli equipaggi dei normali caccia possono muoversi ?
a quali bombardieri vi riferite ? perchè non mi sembra che nei b-2 o nei rockwell b-1 ci sia spazio per il personale oltre che la cabina corregetemi se sbaglio
a quali bombardieri vi riferite ? perchè non mi sembra che nei b-2 o nei rockwell b-1 ci sia spazio per il personale oltre che la cabina corregetemi se sbaglio
#6
Scritto il 21 luglio 2010 - 17:12
su Stormo da Caccia, di Clancy si parla più o meno approfonditamente di questi sistemi: per i piloti sono previsti sacchetti con materiale assorbente, per le pilote, dei pannoloni.
per quanto riguarda i cateteri, invece, credo che non siano quelli "da tortura medievale" che si utilizzano in ospedale, ma quelli ad "imbuto".
per quanto riguarda i cateteri, invece, credo che non siano quelli "da tortura medievale" che si utilizzano in ospedale, ma quelli ad "imbuto".
#7
Scritto il 21 luglio 2010 - 19:38
#8
Scritto il 21 luglio 2010 - 23:52
Allora non sono il solo ad esserselo chiesto
Per fortuna che i catetere sono ad imbuto e non "da tortura medievale" come dice vorthex!!!
Comunque topogun, credo che Legolas intendesse anche i caccia "normali", e che abbia citato Blackbird e U-2 perchè data la loro natura di aerei spia dovevano compiere viaggi più lunghi e perciò il problema si presentava più frequentemente.
E poi sui bombardieri, quelli grossi, ci sono senz'altro i bagni chimici...Ci sono persino sul Su-32 Platypus che se vogliamo è piccolo (su quello c'è persino la "cucina"!!!).
Per fortuna che i catetere sono ad imbuto e non "da tortura medievale" come dice vorthex!!!
Comunque topogun, credo che Legolas intendesse anche i caccia "normali", e che abbia citato Blackbird e U-2 perchè data la loro natura di aerei spia dovevano compiere viaggi più lunghi e perciò il problema si presentava più frequentemente.
E poi sui bombardieri, quelli grossi, ci sono senz'altro i bagni chimici...Ci sono persino sul Su-32 Platypus che se vogliamo è piccolo (su quello c'è persino la "cucina"!!!).
#9
Scritto il 22 luglio 2010 - 14:52
Il problema dei bisogni fisiologici nel volo si è cominciato a porre con le prime trasvolate e voli a lunga duranta diffusesi negli anni 20.
Il primo sistema adottato ma anche il più semplice era quello della bottiglietta di vetro che dopo essere stata utilizzata veniva normalmente gettata via dal velivolo.
Poi ci furono padelle, pappagali e ciotole varie, le prime specialmente per le donne che cominciavano ad affacciarsi al mondo areonautico.
Casi estremi erano i mitraglieri dei bombardieri pesanti che cominciavano a scorazzare sulle linee di guerra della prima guerra mondiale come gli Zeppelin e i Gotha.
In quei casi, gli addetti alle mitragliatrici facevano i loro bisogni allegramente fuori dal velivolo, come in un campo di margherite in primavera.
Molte volte lo si faceva per sfregio contro i nemici che erano a terra, e molte volte i mitraglieri se la trattenevano apposta per fare queste cose una volta in aria.
I primi bagni furono istallati sugli idrovolanti che facevano servizi di linea turistici in tutto il mondo negli anni 20.
Erano dei semplici buchi collegati a dei recipienti che una volta riempiti potevano essere scaricati anche in volo, ( penso in zone sicure ).
Nei velivoli più lussuosi come i Clipper americani e i Dornier Do X tedeschi degli anni 30, si poteva arrivare anche ad avere dei sontuosi bagni decorati con illuminazione dedicata e specchi.
Con l' avanzare dei tempi e l' arrivo della seconda guerra mondiale, si cominciarono ad adottare i primi sistemi a catetere e pannoloni per i voli molto lunghi dei bombardieri ed aerei da trasporto.
Questi dato che avevano a disposizione molto spazio ed andavano relativamente a basse velocità, la facevano beatamente fuori dai portelloni di ingresso o direttamente dal vano bombe.
I maestri del mestiere erano i paracadutisti di ogni esercito che si adattavano ad ogni situazione.
Anche i nostri poveri C 119 ne hanno viste di cose del genere, non sò poi i G 222 e C 27.
Con l' arrivo delle alte prestazioni e l' elevato numero di g, i normali contenitori scoppiavano in volo ( lascio a voi immagginare ) e cominciarono ad essere sostituiti da contenitori resistenti costruiti in leghe metalliche.
Per avitare anche problemi di "reflusso" furono installate delle pompe apposite che aiutano il pilota a svuotare il proprio carico liquido se è costretto a compiere delle manovre complesse.
La stessa cosa avviene per gli astronauti che sono dotati di Wc con pompa, altrimenti avrebbero dei bei regalini che svolazzano nei moduli spaziali.
Comunque oggi il miglior metodo è farla prima del volo, specialmente nei piloti da caccia, poi quelli di bombardiere e cargo hanno i loro più o meno sontuosi bagni chimici.
Non ne sono sicuro ma i piloti di aerei spia come gli U 2 e Sr 71 avevano un sistema a catetere modello sturalavandino.
Il primo sistema adottato ma anche il più semplice era quello della bottiglietta di vetro che dopo essere stata utilizzata veniva normalmente gettata via dal velivolo.
Poi ci furono padelle, pappagali e ciotole varie, le prime specialmente per le donne che cominciavano ad affacciarsi al mondo areonautico.
Casi estremi erano i mitraglieri dei bombardieri pesanti che cominciavano a scorazzare sulle linee di guerra della prima guerra mondiale come gli Zeppelin e i Gotha.
In quei casi, gli addetti alle mitragliatrici facevano i loro bisogni allegramente fuori dal velivolo, come in un campo di margherite in primavera.
Molte volte lo si faceva per sfregio contro i nemici che erano a terra, e molte volte i mitraglieri se la trattenevano apposta per fare queste cose una volta in aria.
I primi bagni furono istallati sugli idrovolanti che facevano servizi di linea turistici in tutto il mondo negli anni 20.
Erano dei semplici buchi collegati a dei recipienti che una volta riempiti potevano essere scaricati anche in volo, ( penso in zone sicure ).
Nei velivoli più lussuosi come i Clipper americani e i Dornier Do X tedeschi degli anni 30, si poteva arrivare anche ad avere dei sontuosi bagni decorati con illuminazione dedicata e specchi.
Con l' avanzare dei tempi e l' arrivo della seconda guerra mondiale, si cominciarono ad adottare i primi sistemi a catetere e pannoloni per i voli molto lunghi dei bombardieri ed aerei da trasporto.
Questi dato che avevano a disposizione molto spazio ed andavano relativamente a basse velocità, la facevano beatamente fuori dai portelloni di ingresso o direttamente dal vano bombe.
I maestri del mestiere erano i paracadutisti di ogni esercito che si adattavano ad ogni situazione.
Anche i nostri poveri C 119 ne hanno viste di cose del genere, non sò poi i G 222 e C 27.
Con l' arrivo delle alte prestazioni e l' elevato numero di g, i normali contenitori scoppiavano in volo ( lascio a voi immagginare ) e cominciarono ad essere sostituiti da contenitori resistenti costruiti in leghe metalliche.
Per avitare anche problemi di "reflusso" furono installate delle pompe apposite che aiutano il pilota a svuotare il proprio carico liquido se è costretto a compiere delle manovre complesse.
La stessa cosa avviene per gli astronauti che sono dotati di Wc con pompa, altrimenti avrebbero dei bei regalini che svolazzano nei moduli spaziali.
Comunque oggi il miglior metodo è farla prima del volo, specialmente nei piloti da caccia, poi quelli di bombardiere e cargo hanno i loro più o meno sontuosi bagni chimici.
Non ne sono sicuro ma i piloti di aerei spia come gli U 2 e Sr 71 avevano un sistema a catetere modello sturalavandino.
Questo messaggio è stato modificato da S939: 22 luglio 2010 - 14:56
#10
Scritto il 23 luglio 2010 - 10:08
Si Caro, in realtà si usa un comodo preservativo che finisce in un catetere che finisce in una sacca (Urinary Collection Device, hanno trovato una sigla militare anche per questo), quindi per fortuna nell'uretra non ti infilano niente a meno che non glielo chiedi... Ricordarsi di pressurizzare la tuta in volo (in genere è tenuta sgonfia), o la pipì non fluirà nel sacchetto, ma finirà comunque nel pannolone. Se questo causa il distacco del preservativo dalla parte anatomica cui era attaccato, NON usare le mani! Consultare il manuale di volo del Blackbird al paragrafo "distacco di profilattico": ci sarà scritto: "eject-eject-eject"?
Dieta "a basso residuo" per non stimolare l'intestino (niente fibre, quindi pancetta e uova vanno benissimo: il contrario di quel che dice il Dottore). Poi si mette un bel pannolone sotto la tuta (utilissimo anche quando i nemici della democrazia iniziano a spararti addosso).
Il pannolone e la sacca sono importanti soprattutto a causa della durata delle missioni, ma anche la sollecitazione di gravità non scherza per quanto riguarda i suoi effetti sulle funzioni fisiologiche umane. Gli ultimi rapporti dei servizi segreti ci hanno informato che questa ragazza in effetti non sopporta molto bene le G negative:
Dieta "a basso residuo" per non stimolare l'intestino (niente fibre, quindi pancetta e uova vanno benissimo: il contrario di quel che dice il Dottore). Poi si mette un bel pannolone sotto la tuta (utilissimo anche quando i nemici della democrazia iniziano a spararti addosso).
Il pannolone e la sacca sono importanti soprattutto a causa della durata delle missioni, ma anche la sollecitazione di gravità non scherza per quanto riguarda i suoi effetti sulle funzioni fisiologiche umane. Gli ultimi rapporti dei servizi segreti ci hanno informato che questa ragazza in effetti non sopporta molto bene le G negative:
Questo messaggio è stato modificato da Hobo: 23 luglio 2010 - 10:31
#11
Scritto il 24 luglio 2010 - 12:54
Hobo, su 23 luglio 2010 - 10:08, ha detto:
Si Caro, in realtà si usa un comodo preservativo che finisce in un catetere che finisce in una sacca (Urinary Collection Device, hanno trovato una sigla militare anche per questo), quindi per fortuna nell'uretra non ti infilano niente a meno che non glielo chiedi... Ricordarsi di pressurizzare la tuta in volo (in genere è tenuta sgonfia), o la pipì non fluirà nel sacchetto, ma finirà comunque nel pannolone. Se questo causa il distacco del preservativo dalla parte anatomica cui era attaccato, NON usare le mani! Consultare il manuale di volo del Blackbird al paragrafo "distacco di profilattico": ci sarà scritto: "eject-eject-eject"?
Dieta "a basso residuo" per non stimolare l'intestino (niente fibre, quindi pancetta e uova vanno benissimo: il contrario di quel che dice il Dottore). Poi si mette un bel pannolone sotto la tuta (utilissimo anche quando i nemici della democrazia iniziano a spararti addosso).
Il pannolone e la sacca sono importanti soprattutto a causa della durata delle missioni, ma anche la sollecitazione di gravità non scherza per quanto riguarda i suoi effetti sulle funzioni fisiologiche umane. Gli ultimi rapporti dei servizi segreti ci hanno informato che questa ragazza in effetti non sopporta molto bene le G negative:
Dieta "a basso residuo" per non stimolare l'intestino (niente fibre, quindi pancetta e uova vanno benissimo: il contrario di quel che dice il Dottore). Poi si mette un bel pannolone sotto la tuta (utilissimo anche quando i nemici della democrazia iniziano a spararti addosso).
Il pannolone e la sacca sono importanti soprattutto a causa della durata delle missioni, ma anche la sollecitazione di gravità non scherza per quanto riguarda i suoi effetti sulle funzioni fisiologiche umane. Gli ultimi rapporti dei servizi segreti ci hanno informato che questa ragazza in effetti non sopporta molto bene le G negative:
Grazie caro per le tue delucidazioni..............
Chissà come sarebbe stato farla a mach 3...............
#12
Scritto il 07 novembre 2010 - 11:42
Durante la IIa G.M. molti dei Ferry Pilots alleati che pilotavano gli aerei dalle fabbriche ai reparti operativi, effettuavano voli di prova etc. erano Gentili Signore.
Una di queste, mentre uno Specialista le illustrava l’abitacolo di uno Spitfire, chiese la funzione di un certo tubo.
“That’s only for Gentlemen Pilots, not for Lady Pilots....” fu la cauta risposta.....
Una di queste, mentre uno Specialista le illustrava l’abitacolo di uno Spitfire, chiese la funzione di un certo tubo.
“That’s only for Gentlemen Pilots, not for Lady Pilots....” fu la cauta risposta.....
Questo messaggio è stato modificato da Antonello: 07 novembre 2010 - 11:42
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