Gianni065, su Oct 8 2007, 11:58 PM, ha detto:
Io non giudico realistica una guerra per Taiwan... ma nemmeno troppo irrealistica, e dico che non è il caso di allarmarsi troppo, ma nemmeno di sottovalutare troppo la faccenda.
Nulla da eccepire sull'analisi della situazione della Russia post sovietica.
Anche se ci terrei a sottolineare che sia il crollo delle capacità belliche sia la carenza di conflittualità della Russia di oggi sono proprio il frutto della sconfitta nella guerra fredda. Non un atteggiamento mentale implicito nella politica del paese, che, anzi, posto nelle giuste condizioni, credo ambisca a ritagliarsi, o meglio, ricostruire, un suo ruolo di potenza globale.
Vero è che sia lo scontro in Corea che quello in Vietnam non sono stati altro che facciate militari per uno scontro politico tra gli Stati Uniti e la Cina ...ma anche l'URSS, che stava nelle retrovie nordocreane e nordvietnamite non meno di Pechino.
Il conflitto locale non è impossibile.
Su questo concordo appieno.
Proprio perchè Pechino non fa affatto mistero di volersi riprendere l'isola.
Con le buone o con le cattive.
Ma lo scenario che credo più probabile è proprio un uso della forza intesa esclusivamente come "mostrare i muscoli", e usare, passo passo la diplomazia per ottenere quanto già hanno ottenuto con Hong Kong senza colpo ferire.
I cinesi hanno pazienza.
La marina cinese arricchisce la sua componente subacquea?
Decide di avviare la Varyag all'uso operativo e di basare su di essa una propria classe di portaerei?
Dissemina i litorali di unità armate di missili antinave?
Tutto questo, certo, non serve a difendersi da un invasore ipotetico.
Ma serve a dire all'Us Navy: "non pensateci neanche".
In effetti, già oggi, non manderei con troppa tranquillità una Nimitz col suo gruppo navale da quelle parti.
E, quando i tempi saranno maturi, sarà l'Onu ad avallare il rientro in patria dell'isola ribelle...
Non è un caso se anche la posizione statunitense in seno all'onu è cambiata nei confronti di Taiwan.
Diverso è il caso di Giappone e India.
Il primo, da sempre, ha con Pechino un rapporto più che conflittuale.
La seconda, con una cultura diversa da quella cinese almeno quanto lo è la nostra, si avvia ad essere la seconda tigre dell'asia.
Ed è probabile che in futuro possa ambire a diventare la prima.
Il gioco sarà aperto nei prossimi anni:
Stati Uniti, Cina, India.
E, con tempi più lunghi, anche una rediviva potenza Russa e, speriamo, un'Europa davvero unita, capace di esprimere una politica estera coerente.
Ma stiamo andando _paurosamente_ OT...
...temo ritorsioni...

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