E’ oltremodo diffusa la convinzione che l’equipaggiamento di disturbo elettronico orientale sia di gran lunga inferiore ai dispositivi similari occidentali. Tale considerazione potrebbe rivelarsi un incauto pregiudizio. Dopo l’articolo sugli aerei da guerra elettronica tattici occidentali (http://www.aereimili...i/AN-ALQ-99.htm) analizziamo ora la situazione nel campo opposto.
I russi hanno compreso l’importanza della guerra elettronica nel settore dei radiolocalizzatori già durante la seconda guerra mondiale. I primi sistemi di disturbo del dopoguerra erano pesanti, poco sofisticati e voluminosi. Naturalmente avrebbero potuto trovare posto solo su grandi bombardieri modificati. Nel settore tattico il primo velivolo adibito allo scopo pare sia stato la variante per guerra elettronica dell’Ilyushin Il-28, denominata Il-28 REB. Costruito in piccola serie, il velivolo utilizzava i serbatoi d’estremità del precedente Il-28R per montare antenne di disturbo radar in grado di coprire i settori anteriore/posteriore. E’ probabile che, come diversi Il-28R, fosse equipaggiato per il lancio di grandi quantità di chaff contenute nella stiva.

Non è chiaro quale fosse il sistema di disturbo utilizzato ma il contemporaneo Tu-16 impiegava l’SPS-1/2 un sistema manuale, lento da sintonizzare e di limitata efficacia. Ancora negli anni ’60, gli unici velivoli adatti allo scopo erano le versioni ECM dei Tu-16 e 22. Erano in grado di disturbare a distanza di centinaia di km (Stand-off) i radar neminci ma non potevano seguire i caccia-bombardieri, soprattutto a bassa quota. Era necessario sviluppare un sistema più potente, in un aereo di dimensioni più contenute ma con spazio sufficiente per l’equipaggiamento e potenza disponibile per attivare le trasmittenti.
Yak-28PP (Brewer-E)
La soluzione arrivò con la realizzazione di un aereo da guerra elettronica supersonico ricavato dallo Yak-28, un aereo che già aveva dato vita ad una intera famiglia di varianti. I lavori iniziarono nel 1965 sul prototipo del nuovo Yak-28PP (Postanovschchik Pomekh: aereo da disturbo), i cui test iniziarono nel 1966-67. I prototipi erano Yak-28I convertiti. Il primo esemplare di produzione venne realizzato nel 1968. L’aereo, soprannominato "Pepeshniki" non ha avuto varianti. Fino al 1971 sono stati costruiti 84 Yak-28PP.


Rimossi i cannoni, il radar ed i sistemi di puntamento, la stiva è stata utilizzata per installare i dispositivi di disturbo su di una speciale piattaforma denominata “contenitore speciale”(спецконтейнером) che viene inserita con elevatori nella stiva. La soluzione facilita la manutenzione, il rimpiazzo e la scelta dei disturbatori ma richiede l’impiego di tecnici sul campo e di molte ore di lavoro. A causa della configurazione del velivolo, infatti, non sarebbe stato possibile montare i sistemi sotto le ali. I sistemi di disturbo, assieme ai trasformatori e ai generatori, sviluppano un elevato calore che rende necessario l’impiego di serbatoi di refrigerante, prese d’aria e radiatori di raffreddamento. I disturbatori erano pesanti e sprecavano molta potenza, caratteristica tipica dei prodotti sovietici del periodo. Rispetto al bombardiere, lo Yak-28PP disponeva di un migliore sistema di navigazione ognitempo. Il velivolo non presentava problemi rilevanti, poteva scortare i bombardieri anche in volo supersonico ed aveva grande autonomia. Le modifiche non causarono problemi di sorta: la fusoliera era sostanzialmente la stessa, i disturbatori occupavano le nicchie e le stive già presenti per bombe, cannoni e radar. Gli equipaggiamenti di base erano compatibili, facilitando la standardizzazione, e i sistemi di disturbo erano già operativi sui TU-16P.
I sistemi di disturbo attivo dello Yak-28PP includono tre tipi di disturbatori, divisi in “disturbatori di protezione gruppo ("Buket" e "Fasol"), e disturbatori di autoprotezione ("Siren"). Lo Yak-28PP è stato ideato per disturbare i radar di avvistamento e i sistemi di comunicazione. Per lo scopo utilizza i sistemi "Buket"e "Fasol-1".
Tra i più potenti sistemi di disturbo del periodo, il "Buket" è un sistema cosiddetto “aperto”. Sintonizzato su differenti frequenze assume di volta in volta la denominazione di SPS-22, SPS-33, SPS-44 o SPS-55. L’SPS-22 genera disturbi nella banda D (1-1,4 GHz), l’SPS-33 nella D/E (1,4-2,4 Ghz), l’SPS-44 nella banda E (2,4-3 GHz) e l’SPS-55 nella F (3-3,8 GHz). I dispositivi, gli stessi impiegati anche sui Tu-16P, modificano la loro denominazione terminale a seconda del vettore utilizzato. Nel caso dello Yak-28PP si avrà l’ SPS-22-28, SPS-33-28 e così via. Una accurata combinazione di disturbatori può coprire tutte le frequenze. Le stazioni sono rimovibili ed intercambiabili facilmente nella medesima piattaforma.
Il Buket è automatico, anche se la descrizione tecnica ufficiale lo definisce “semi-automatico”. Dotato di ricevitori e analizzatori analogici, può operare contro minacce multiple. Attiva 4 o 6 trasmittenti, che coprono i diversi settori di radiazione dei radar nemici. Può operare in modalità Spot o Barrage. La scelta è fatta automaticamente a seconda dell’ambiente elettronico incontrato. Dopo l’attivazione analizza i segnali, determinandone i parametri fondamentali. Poi li disturba con l’appropriata frequenza e potenza. Ogni 2,5-3 minuti, il sistema si spegne ed analizza nuovamente i segnali, non dispone infatti di funzione “look-through”. Se il radar ha cambiato frequenza, l’analizzatore registra le differenze e regola il disturbo automaticamente su una bandwidth di 30 Mhz. Gli analizzatori, con schemi logici tipici degli anni ’50, determinano quanti segnali si trovano nel raggio di frequenza: se, per esempio, 5 radar hanno frequenze diverse, l’aereo invierà 5 disturbi differenti all’interno della banda. Se dopo una nuova analisi scopre che due o più radar stanno operando su frequenze simili, passa al disturbo di sbarramento (150 Mhz bandwidth), lasciando il disturbo singolo per gli altri, sulle nuove frequenze risintonizzate. A seconda delle necessità, verrà montato il dispositivo di disturbo richiesto. Nel caso di minacce su diverse bande sono necessari più aerei per coprirle tutte. Così su uno Yak-28PP si troverà ad esempio l’SPS-22, su un altro l’SPS-33 ecc. Il Buket è stato migliorato progressivamente, presumibilmente estendendo la copertura alle bande superiori.
Il secondo sistema è l’SPS-5-28PP-1 "Fasol". Le antenne trasmittenti a lama sul lato inferiore esterno dei motori sono caratteristiche dello Yak-28PP e lo rendono distinguibile dalle altre varianti. L’SPS-5 non è automatico, richiede la presenza di un operatore. Viene attivato all’ingresso nell’area nemica, e disattivato all’uscita. Ha 4 trasmittenti intercambiabili (А,Б,В e Г traducibili come A,B,C,D), a seconda della frequenza richiesta. Nonostante sia di concezione vecchia come il precedente "Buket" e non molto sofisticato, il "Fasol"è ancora operativo. E’ stato migliorato con le varianti SPS-5M ed SPS-5-2X. Disturba le comunicazioni ed i radar in bassa frequenza con una potenza di 30W.


In caso di ingaggio da parte dei radar di controllo del fuoco (caccia e SAM) lo Yak-28PP impiega l’ingannatore “Siren"che comprende i sistemi SPS-141, SPS-142 e SPS-143, intercambiabili a seconda delle necessità. L’SPS-141 (8,8-10,7Ghz, banda I/J) è predisposto contro i missili sup-aria Hawk, l’SPS-142 (6,1-7,3 ghz, banda H) e l’SPS-143 (4,7-5,4 ghz, banda G) contro i Nike Hercules. E’ situato sul lato destro della cabina, con una piccola presa d’aria: il disturbo, irradiato su un arco di 60°, non richiede alte potenze (15-20W), quindi neppure gran raffreddamento. Le antenne trasmittenti sono su entrambi i lati. La stazione inganna (in distanza, velocità e direzione) i radar ad impulsi e Doppler. Prende gli impulsi, ne determina i parametri e genera una serie di falsi segnali ritardati per coprire l’eco reale. Funziona anche come Track-break (RGPO/VGPO). Ha 4 modalità: autodifesa, difesa cooperativa di due aerei, disturbo Doppler cooperativo, Terrain Bounce.
Lo Yak-28PP impiega anche contromisure passive. Sotto le ali sono installati due lanciarazzi standard UB-16-57UM con 16 razzi S-5P o S-5P1 (PARS-57) da 55 mm. Il razzo S-5P è entrato in servizio nel 1964. Pesa 5 kg, è lungo 1,07m e raggiunge i 450-480 m/sec con una portata di 3-4 km. Dopo il lancio rilascia, in sequenza, tre pacchetti con dipoli differenti di fibra di vetro metallizzata. Una salva può creare una nube di chaff in grado di coprire gli altri aerei per un periodo variabile da 10 minuti a un’ora a seconda della quota. I razzi sono lanciati in avanti, eventualmente alzando il muso del velivolo. Il lancio in avanti rende il chaff molto più efficace. E’ integrato dal sistema KDS-19 "Avtomat-2I" con due contenitori sotto i motori (32 colpi da 26 mm per contenitore). Ogni cartuccia forma una nube RCS di 5 mq. Su diversi velivoli è installato anche il dispenser ASO-2I con 32“flare”da 26 mm al magnesio. Vengono lanciati a gruppi di 4-16 a intervalli di 0,3 o 1 secondo. Entrambi i modelli sono attivati manualmente o automaticamente su segnale dell’RWR SPO-3 ("Sirena-3"). Le cartucce sono piccole ed efficaci solo contro missili poco sofisticati.
Lo Yak-28PP in azione.
La missione tipica del Brewer-E è la protezione del gruppo d’attacco. La posizione del Jammer è variabile. Prima dell’attacco si porta nella zona di orbita ad almeno 30-50 km dal bersaglio. Questo per diversi motivi: è privo di armi offensive, non dispone di disturbatori contro i radar di controllo del fuoco (tranne per autodifesa), non è abbastanza manovrabile per sfuggire e non può avvicinarsi troppo per non entrare nel raggio di “burn-through”, ovvero alla distanza in cui è impossibile sovrastare le emissioni dei radar terrestri, calcolata appunto in 30-50 km. E’ più sicuro ma rende inutile il chaff. I disturbatori sono potenti anche oltre i 100 km. Per i motivi già visti servono almeno 2-3 jammer. Per distrarre l’attenzione dal gruppo, si può anche simulare un attacco con 1-2 Yak-28PP.
Il volo assieme al gruppo riduce anch’esso l’efficacia del chaff ma aumenta in modo notevole quella del disturbo attivo. Anche un singolo jammer può mascherare tutto il gruppo, specie in formazione serrata. Ha una controindicazione: la triangolazione può rivelare l’intero gruppo.
L’effetto maggiore si ottiene quando il jammer precede il gruppo. E’ovviamente il più pericoloso. Ma si ottiene il massimo effetto: si può diffondere uno schermo di chaff ed “illuminarlo”con interferenze attive, causando la ri-emissione in direzione del radar nemico. Il disturbo combinato attivo-passivo permette la migliore soppressione dei radar ad impulsi e CW (Doppler). In un secondo tempo l’aereo si può portare sul retro o prendere posizione sul lato, orbitando nell’area senza interrompere il disturbo.
Gli Yak-28PP, in esercitazione, fornivano un disturbo così alto da rendere inutilizzabili i radar dei Su-24 scortati. Disturbavano interi settori dei radar P-18 Spoon rest (160 MHz) e P-37 Bar lock (3 GHz) con elevata potenza. Come spesso avviene, anche oltre la zona dei disturbi, si manifestavano “accensioni” e disturbi delle TV (provocati dal "Buket") e sibili-crepitii nelle trasmissioni radio (effetto dei "Fasol"). In una occasione il disturbo dei radar è stato così forte che il “Comando missili strategici” ha ordinato di interrompere subito i disturbi, minacciando ritorsioni. Comunicarlo ai piloti è stato difficile: l’ SPS-5 aveva interrotto ogni comunicazione radio.

Gli Yak-28PP operavano inizialmente assieme ai reparti di ricognizione su Yak-27R e 28R. Successivamente, alla fine degli anni ’70, si crearono specifici reparti di guerra elettronica. Lo Yak-28PP non è stato impiegato in combattimento e non è stato esportato. Ma l’impiego è stato notevole: dal 1983 ogni esercitazione è stata effettuata col supporto ECM, fornendo addestramento anche per paesi alleati come Germania est, Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria. Ancora alla fine degli anni ’60 i sistemi SPS erano ottimi, con potenza e velocità sufficienti ad affrontare i cambiamenti di frequenza. Ma dai primi anni ’70 sono comparsi radar ad agilità di frequenza con fasci di radiazione più ristretti che hanno ampliato enormememente il numero di impulsi da seguire. Il disturbatore a valvole "Buket", creato alla fine degli anni ’50, presenta nei loro confronti un certo “ritardo”: mentre determina i parametri e prepara il disturbo, il radar ha già cambiato frequenza e la potenza va persa inutilmente. L’arrivo dei radar phased array, lo ha reso poi del tutto inadeguato. Questo ha determinato la radiazione dei velivoli, assieme ai TU-16P: in Russia nel 1993. In Ucraina nel 1994. Dal 1983 è iniziata la conversione sui Su-24MP, realizzati solo in una quindicina di esemplari. Erano forniti di migliori equipaggiamenti, adatti ad affrontare sistemi sofisticati come i Patriot. Ma, a causa di diversi problemi di sviluppo, per lungo tempo si è preferito continuare l’impiego dei vecchi Yak-28PP. Situazione sulla quale i piloti degli Yak scherzavano: alle autorità si mostravano i Su-24MP, per disturbare i radar si inviavano gli Yak…
Continua…
Un ringraziamento a Irina per la traduzione corretta dei passi più difficoltosi degli originali russi.
Questo messaggio è stato modificato da Gian Vito: 20 novembre 2011 - 21:20

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