A ciò è inevitabile si sta per forza di fatti giungendo, si sta giungendo all'uniformare i componenti delle FFAA. e ciò lo vediamo palesemente sotto i nostri occhi dove prevalgono sistemi d'arma primari simili in europa dalle Fregate Italo-Francesi ai sottomarini TIalo- tedeschi poi nel campo nostro Passiamo dal Tornado, ai più recenti Eurofighter ed F35 (che sebbene annoverato tra gli aerei americani in realtà vede il contrbuto di alcuni stati d'Europa) a ciò aggiungiamo i progetti come il Gripen e l'A400 e vediamo un'Europa o meglio un Unione Europea nel complesso più omogenea rispetto a prima.
Ciò non toglie che effettivamente si dovrebbe ragionare meglio in termini di omogeneità politica , però come sappiamo l'Europa è sui generis non è una federazione come gli U.S.A. ed al momento i tempi non permettono questo tipo anche se dal tronde stiamo vendendo come l'unione Europea ha aperto 54 ambasciate o meglio super ambasciate nel mondo prendendo decisioni in nome e per conto dei suoi stati membri quindi a ciò aggiungo chenon sarebbe poi così tanto male l'idea di avere una squadra aerea specialmente con compiti strategici in particolar modo auspico che a ciò si affianchi una vera e propria unità di crisi dell'Unione Europea che vadi ad agire in nome e per conto dei propri cittadini.
sconfino nell'O.T. ma a ciò riporto quanto trovato sul blog del cannocchiale.it
L'UE allarga, le sue competenze ...
Da quando è entrato in vigore il Trattato di Lisbona, anche senza alcun annuncio pubblico, 54 delle 136 delegazioni della Commissione Europea sparse per il mondo si sono trasformate a pieno titolo in ambasciate. Dal 1° gennaio, dopo che il 1° dicembre era entrato in vigore il Trattato di Lisbona, l’UE cha generato un embrione diplomatico e le 136 delegazioni della Commissione Europea sono state cambiate in “delegazioni dell’UE. Di queste, 54 hanno ottenuto i pieni poteri, fino a quel momento propri della diplomazia di ogni paese.
Quindi, queste delegazioni sono autorizzate a comportarsi ed a prendere posizione a nome di tutti gli stati membri, rendendole delle autentiche super-ambasciate e delegando i compiti nazionali alle stesse.
Otto di queste 54 “ambasciate„ dell'UE sono situate in Europa: Armenia, Georgia, Macedonia, Moldavia, Norvegia, Serbia, Svizzera ed Ucraina.
Altre dodici sono situate in Asia e nel Pacifico: Afghanistan, Australia, Cina, Timor Orientale, Fiji, Hong Kong, India. Indonesia, Filippine, Papuasia Nuova Guinea, Thailandia e Vietnam.
Le restanti 34 sono in Africa: Angola, Botswana, Burkina Faso, Cameroun, Capo Verde, Repubblica centroafricana, Repubblica del Chad, Djibouti, Eritrea, Etiopia, Ghana, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Kenia, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mauritania, Mozambico, Niger, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Sudafrica, Sudan, Tanzania, Togo, Uganda, Zimbabwe e ad Addis Ababa (Etiopia) per l'unione africana.
Secondo EU observer (21.01), le 54 delegazioni sono state selezionate dal capo dell’Azione Estera Europea persso l'UE, Catherine Ashton, dopo consultazioni con gli stati. La stessa fonte indica che non sono state trasmesse le date relative alla conversione di altre delegazioni in ambasciate, spiegando che le ex colonie spagnolesono state escluse intenzionalmente per non influenzare il prestigio della presidenza spagnola nel primo semestre.
Inoltre, uno studio realizzato sulla rapresentatività dell’UE presso le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite a New York, o l’ OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea) a Vienna.
Le ambasciate nazionali sono state chiuse.
Gli obiettivi di queste ambasciate dell’UE sono stati concordati nell’ottobre scorso dai leader dei ventisette. Il testo adottato, come indicato dal Telegraf.co.uk (22.01) stabilisce che 'le delegazioni dell’UE possono gradualmente assumere la responsabilità, ove si rendesse necessario, di questioni relative alla protezione diplomatica e consolare dei cittadini dell’Unione nei pæsi terzi in situazione di crisi.
Secondo il giornale britannico avvallato da alcune voci, compresa quella del partito conservatore, si sta già parlando di essere sul punto di chiudere le missioni diplomatiche del regno come forma di risparmio del governo. Mats Persson, direttore del gruppo anti-federale britannico Open Europe, non ha dubbi: le ambasciate dell’UE sostituiranno quelle nazionali per “di tutti gli scopi pratici".
Ma ci sono inevitabilmente dei conflitti inevitabili a questo processo, effettivamente Persson continua a sostenere: “Per la normale routine del lavoro svolto dall’ambasciata, gli stati membri dell'UE seguono interessi nazionali comuni. Non è così semplice, soprattutto in Africa, dove - nel passato - i tentativi di intervento unificati da parte dell’UE sono venuti a mancare più volte“.
Andiamo avanti!
Lisa KARPOVA ha tradotto dal portoghese per la Pravda.ru, tradotto da Hurricane 53