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Scomparso aereo Air France


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Questa discussione ha avuto 246 risposte

#41
ice-man

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    Tenente Colonnello

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Ho una domanda, forse stupida. Una decompressione violenta e inaspettata dell'aereo, dovuta magari alla rottura di un finestrino o ad un guasto catastrofico dell'impianto di pressurizzazione, potrebbe causare una esplosione? Si chiama se non sbaglio decompressione esplosiva.


I materiali di cui sono fatti gli aerei devono essere elastici entro certi parametri (che variano da ciò che l'aereo andrà a fare). Un materiale sottoposto ad un carico eccessivo passa dalla fase elastica, alla fase plastica e infine raggiunge il punto di rottura.

Detto questo una decompressione compromette sicuramente la struttura di un aereo in quanto le sollecitazioni non vengono più "rinviate" lungo la struttura (gli atomi del materiale si scambiano minori informazioni a causa di una sezione minore determinata dalla presenza di una falla).

E' come con un palloncino gonfio. Se tu pratichi un foro piccolo questo si sgonfia, se pratichi un foro grosso questo esplode.

Ora bisogna vedere se questa ipotetica decompressione abbia fatto collassare la struttura (e quindi l'aereo si è spezzato in volo) o se l'ha semplicemente deformata.
Nel primo caso allora tutto torna e quindi potrebbe essere la causa.
Se invece la struttura si fosse solo deformata l'aereo sarebbe precipitato comunque ma tutto intero il che vuol dire che un radar avrebbe rilevato il repentino abbassamento di quota.

Tenete conto che durante la costruzione di un aereo l'ingegnere che controlla la struttura fa si che questa possa resistere anche ad un eventuale fattore di carico superiore al normale. Basti pensare ad un atterraggio in cui il ruotino anteriore non si apra. L'aereo atterra e si va ad adagiare sul muso. Il fattore di carico è eccessivo e il materiale entra nella fase plastica. Il muso si deforma ma non si spacca e i passeggeri possono abbandonare il velivolo.

Modificata da ice-man, 04 giugno 2009 - 08:04.


#42
motogio

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Un aereo è caduto in mezzo al mare.
Stop.
Nessuno ha idea di cosa sia successo nè può averla fino a che non si ha riscontro strumentale, che probabilmente non si avrà mai.

Tutto il resto che si sente in giro è semplice monnezza giornalista, ci sono un milione di motivi per il quale un aereoplano può andare giù.



Tanto per confermare le parole di Dominus:

"La stampa francese sta sondando diverse cause della tragedia aerea. Le Point segue l'ipotesi del fulmine indicata dal direttore generale della compagnia aerea, Pierre-Henri Gourgeon. Il fulmine avrebbe distrutto il radar rendendo l'aereo cieco. In questo modo il velivolo non avrebbe potuto evitare di entrare in un cumulo nembo, nuvola a grande espansione verticale, dentro la quale l'aereo sarebbe stato colpito dalle correnti ascendenti e discendenti e tornadi. Le Point non esclude che il fulmine abbia invece prodotto un incendio a bordo come successo nel 1998 all'aereo Swissair in volo tra New York e Ginevra."
Tratto da: Tgcom

L'incidente aereo a cui l'articolo fa riferimento non fu causato da un fulmine ma da un surriscaldamento di alcuni cavi elettrici nel cockpit. (Volo_SR111)

Ora, grazie a questi articoli, sfido chiunque di voi a volare nelle vicinanze di un temporale con la meta (ad essere ottimisti) dei passeggeri convinti che un fulmine provochi ogni volta incendi a bordo.

#43
Guest_intruder

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Ansa di poco fa:

Un ministro brasiliano, pur affermando che si tratta "solo di un'ipotesi", ha definito "improbabile" che l'aereo Air France scomparso sull'Atlantico sia esploso dato che accanto ai detriti dispersi in mare sono state rinvenute anche chiazze di combustibile. "La presenza di olio o di carburante - ha detto il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim - significa che è improbabile che ci sia stato un incendio o un'esplosione, ma questa non è che un'ipotesi". Sollecitato ad esprimersi sull'ipotesi di un attentato, il ministro - parlando in una conferenza stampa a Brasilia - ha dichiarato che "non c'é alcun indizio" che lo lasci pensare. Jobim ha sottolineato che "non è stato rinvenuto alcun corpo né si è vista alcuna traccia di sopravvissuti".

La Forza aerea brasiliana (Fab) ha reso noto che l'equipaggio di un aereo R99 che perlustrava la zona dell'Oceano Atlantico, a circa 650 chilometri dalla costa, ha avvistato un "pezzo metallico di sette metri che potrebbe essere di un'ala o della fusoliera" dell'Airbus A330 scomparso lunedì mentre trasportava 228 persone da Rio de Janeiro a Parigi. Un portavoce dell'aeronautica brasiliana ha annunciato l'avvistamento anche decina di rottami metallici ed una macchia di olio estesa per circa 20 chilometri. Evocando indirettamente la possibilità che corpi di vittime possano essere scomparsi perché mangiati da pesci, il ministro della difesa Nelson Jobim - in una conferenza stampa - non ha escluso che nelle acque calde dell'oceano dove è precipitato l'aereo ci possano essere pescecani o squali. Il ministro ha anche ricordato che i corpi umani non dilaniati e con il "ventre integro" quando affondano ritornano in superficie "tra 48 ore e sei giorni dopo" il disastro "per effetto dei gas prodotti dagli organi interni" in decomposizione. Quelli con "il ventre perforato invece - ha aggiunto - non riemergono".


--------------------------------------------------------------------------------
di Fausto Belia

PARIGI - Fulmine, guasto generalizzato dell'impianto elettrico, depressurizzazione brutale, formazione improvvisa sulla fusoliera e sulle ali dell'aereo di uno strato di ghiaccio pesante 4-5 tonnellate, turbolenza fortissima, attentato. Il giorno in cui a Parigi si apre l'inchiesta ufficiale, restano tutte in piedi le ipotesi - nessuna è esclusa - sulle cause del crash dell'Airbus A330, che lunedì scorso trasportava 228 persone da Rio de Janeiro a Parigi. L'inchiesta del Bea (Ufficio delle indagini e delle analisi per la sicurezza civile), sarà "lunga e difficile" - avverte il direttore Paul Louis Arslanian - e forse non potrà contare sull'aiuto delle scatole nere, immerse in un luogo "profondo e montagnoso", a 4-5.000 metri, nell' Oceano Atlantico.

Così, al momento, il campo è aperto ai commenti, alle indiscrezioni, alle interpretazioni, partendo dai dati, pochi, certi: l' aereo "non aveva problemi alla partenza", secondo il direttore del Bea; nell'ultimo contatto radio, il pilota ha avvertito di una zona di forte turbolenza; infine l'aereo ha trasmesso messaggi automatici di guasto elettrico. Poi, il silenzio. Secondo Le Monde, che cita 'specialisti di Air France, la grande dispersione dei rottami scoperti sull'Oceano - a distanze di decine di chilomteri - lascia pensare che l'Airbus A330 sia esploso ad alta quota. Un attentato? Il quotidiano osserva che "tuttavia la pista di un attentato non è al momento presa in considerazione dalle autorità francesi, non c'é stata alcuna rivendicazione e il Brasile non è una destinazione sensibile". Un'esplosione in volo, causata da una depressurizzazione brutale? E' l' altra ipotesi citata da un pilota, anonimo, in un altro articolo de Le Monde.

L'assenza di messaggi da parte dell' equipaggio? Vuol dire che "tutto è stato molto rapido", perché - osserva il pilota - anche in caso di panne ci sono altri mezzi, d'emergenza, per comunicare: "Se non hanno avuto il tempo di utilizzarli, è che è stato tutto grave e improvviso". Il governo francese, responsabile dell' inchiesta, affidata ai tecnici del Bea, non privilegia alcuna ipotesi. C'e anche quella dell'atto terroristico, aveva detto ieri il ministro della difesa Hervé Morin. E ieri il ministro del trasporti, Jean-Louis Borloo, ci ritorna: "La tesi dell'attentato non è scartata. Non ci sono attualmente indizi, ma non la si può scartare al 100%".

Così è stata tirata fuori la storia di un falso allarme bomba, che il 27 maggio scorso ritardò la partenza di un aereo dell'Air France da Buenos Aires a Parigi. Ma non c'é alcun legame fra quell' episodio e l'incidente all'Airbus A330 in volo da Rio de Janeiro a Parigi, assicurano la stessa compagnia francese e fonti aeroportuali: ci sono "regolarmente" a Parigi come in altre capitali telefonate anonime che annunciano bombe e che si rivelano poi senza fondamento.

I tecnici del Bea sono al lavoro e un primo rapporto sarà consegnato alla fine di questo mese. Non si sa se si riusciranno a trovare le scatole nere, ha detto il direttore del Bea: sono uno strumento "preziosò, certo, ma in passato "abbiamo lavorato anche senza", dice fiducioso. Intanto potrebbero essere utili e fornire indizi quei mezzi satellitari d'osservazione e d'ascolto del Pentagono, al quale due giorni fa si è rivolto il governo francese.

#44
picpus

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Per quanto riguarda l'ipotesi "attentato", pur ritenendo oltre che sperando che non si sia trattato di ciò, non l'escluderei "tout court", solo per il motivo che manca la rivendicazione pubblica; potrebbe essere un "messaggio" forte al vertice politico di un paese, la Francia, che agli occhi dei terroristi islamici o anche, perché no, di qualche Stato "canaglia", si sarebbe macchiata, negli ultimi tempi, di gravi "colpe": intervento sempre più massiccio in Afghanistan, rientro nella struttura militare integrata della Nato, apertura della base interforze negli Emirati!

#45
Guest_intruder

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Per quanto riguarda l'ipotesi "attentato", pur ritenendo oltre che sperando che non si sia trattato di ciò, non l'escluderei "tout court", solo per il motivo che manca la rivendicazione pubblica; potrebbe essere un "messaggio" forte al vertice politico di un paese, la Francia, che agli occhi dei terroristi islamici o anche, perché no, di qualche Stato "canaglia", si sarebbe macchiata, negli ultimi tempi, di gravi "colpe": intervento sempre più massiccio in Afghanistan, rientro nella struttura militare integrata della Nato, apertura della base interforze negli Emirati!


Non mi sento di escluderlo, pic, ma non vorrei che questa storia si trasformasse, in Italia, in un'altra soap alla Ustica.

#46
paperinik

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Questo incidente secondo me finirà dritto dritto nell'archivio dei casi irrisolti. Soprattutto stante la quasi impossibilità di rinvenire le 2 scatole nere anche riuscendo a individuare dall'analisi dei (pochi) resti la causa generica (esplosione, collasso, perdita di controllo, attentato) difficilmente si riuscirà a ricostruire -come avviene quasi sempre- la successione esatta degli eventi che hanno portato alla tragedia. Infatti bisogna ricordare che in genere un incidente aereo è dovuto alla commistione di 2 problemi inerenti i 3 aspetti fondamentali del volo: uomo, macchina, ambiente.

E' quanto meno preoccupante la diversità di pareri non già fra giornalisti e comuni mortali, ma fra i massimi esperti.

L'esplosione è categoricamente esclusa da taluni per via della presenza di kerosene nell'oceano, ma altri asseriscono che l'ala (che contiene i serbatoi) si potrebbe essere staccata portando giù tutto il carburante residuo.

Intanto Le Monde rilancia un'altra ipotesi (per altro tutto sommato plausibile), citando addirittura fonti vicine all'inchiesta:
l'A330 volava a una velocità eccessiva, a causa della quale l'aereo si sia disintegrato in volo. I resti, dispersi su più di 300 chilometri ne sarebbero la prova.

Una tale disintegrazione - si fa osservare - sopraggiunge di solito in caso di violento fenomeno atmosferico o di attentato terroristico. Un'ulteriore testimonianza in questo senso verrebbe dall'ultimo messaggio emesso dall'aereo, che ha segnalato lo stato di «cabina in velocità verticale» che indica un'improvvisa decompressione, causa o conseguenza di una disintegrazione avvenuta in volo. Altri messaggi erano stati inviati dall'Airbus nei minuti precedenti, segnalando la presenza di gravi disfunzionamenti ai comandi elettrici che avrebbero deteriorato i sistemi di controllo della stabilità dell'apparecchio

(corriere.it)

Ed intanto secono il quotidiano El Mundo pare esserci addirittura anche una testimonianza dell'evento:

un pilota del volo Lima-Madrid di Air Comet, che lunedì si trovava a transitare proprio nell'area in cui è scomparso l'Airbus francese, ha invece detto di avere notato un «lampo di luce bianca» alle 3.15 ora italiana del 1 giugno nel cielo sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una «tormenta con attività elettrica a est». Della vicenda parla il quotidiano spagnolo El Mundo. Il volo Air France proprio in quel momento avrebbe dovuto viaggiare sull'Equatore a 30 gradi ovest di longitudine. Il rapporto è stato trasmesso all'Air France e di fatto tira di nuovo in ballo la pista dell'esplosione. Il lampo, come anche osservato dal copilota e da una passeggera dell'aereo Air Comet, «ha seguito un traiettoria verticale e discendente e si è dissolto in sei segmenti». L'aereo di Air Comet era esattamente a sette grandi al nord dell'Equatore nel meridiano 49 est, stessa ubicazione stimata dell'A330 nel momento della sua scomparsa, intorno al meridiano 30 est. Il comandante ha anche aggiunto nella sua notazione di non aver ricevuto alcuna comunicazione in frequenza di emergenza o aria-aria nè prima nè dopo l'accaduto.


EDIT: interessante articolo del Corriere, recante vari aspetti tecnici sui sistemi di bordo.

Le indiscrezioni che trapela­no sul contenuto dei messaggi automatici lanciati dall’Airbus 330 pochi minuti prima di scomparire nel nulla fanno sempre più pensare a un evento catastrofico: forse a un’esplosione sotto la cabina di pilotaggio in cui è custodito il «cervello» dell’aereo.

Le «scatole nere» di terra, in pochi minuti (tra le 4.00 e le 4.14), hanno registrato sei segna­li d’allarme: non solo l’avaria all’impianto elettrico, la grave depressurizzazione della cabina e il saliscendi da montagne russe re­gistrato dal variometro (l’indicatore della velocità verticale). Il sistema Acars ha comu­nicato alla base di Air France anche lo sgan­ciamento del pilota automatico, il guasto della piattaforma inerziale (il sistema di orientamento che guida un aereo anche sen­za punti di riferimento esterni) e l’avaria del­l’ «orizzonte d’emergenza» (lo strumento che indica al pilota l’inclinazione sull’asse e il corretto assetto da mantenere). Tra le avarie segnalate quest’ultima sareb­be la più significativa: «L’'orizzonte d’emer­genza' è uno strumento di backup che si au­toalimenta, non dipende dagli altri sistemi elettrici, e la sua rottura testimonia una compromissione meccanica», è l’ipotesi avanzata da alcuni tra i più autorevoli esper­ti di sicurezza aerea. Un indizio che associa­to agli altri, in particolare alla depressurizza­zione, fa pensare a un «evento catastrofi­co»: «È come se l’area sotto la cabina di pilo­taggio, il vano elettrico-elettronico, fosse andato in pezzi — afferma un investigatore di incidenti aerei —. Forse c’è stata un’esplosione». O forse, aggiunge un esper­to dell’aviazione civile italiana, «è stata di­strutta da un fulmine, che ha mandato in tilt le apparecchiature elettriche e fuso (è già successo con l’antenna di un radar) l’orizzonte d’emergenza in plastica».

L’ipote­si dell’esplosione giustificherebbe il ritrova­mento dei resti a distanza anche di 90 chilo­metri gli uni dagli altri. Un’esplosione non di origine terroristica: «Nel caso di una bom­ba l’Acars non avrebbe avuto il tempo di in­viare i segnali». E nemmeno completa: «La scia di cherosene fa pensare che l’aereo, o quello che ne restava, si è abbattuto sull’oce­ano. Non è esploso completamente in vo­lo». Senza pilota automatico, piattaforma inerziale e «orizzonte d’emergenza» chiun­que abbia provato a portare fuori l’Airbus 330 da quella emergenza lo ha fatto con gli occhi bendati. Solo il cockpit voice re­corder, se mai verrà recuperato, ci potrà dire chi era ai comandi al momento della tragedia. Se il comandante Marc Dubois, 58 anni e 11 mila ore di volo con Air France. Oppure uno dei due primi ufficiali: David Robert e Pierre-Cedric Bonin, 37 e 32 anni, 6.600 e 3.300 ore di volo.

Molto dipende da quanto l’emergenza sia stata improvvisa. «Dopo un segnale di turbolenza severa, è presumibile, direi certo, che ci fosse il co­mandante affiancato dai due copiloti», affer­ma Fabio Berti, presidente dell’associazione dei piloti Anpac. «Ma tutti i piloti sono adde­strati a far fronte a qualsiasi emergenza». Normalmente la fase di crociera è la più tranquilla. Nei voli più lunghi comandante e primi ufficiali si avvicendano alla cloche. E sempre è inserito il pilota automatico. Il Fly data period, che regola il numero dei membri dell’equipaggio, è tassativo: «Fi­no a 13 ore di volo (periodo estendibile di un’ora che tiene conto anche degli avvicen­damenti) servono un comandante e un pri­mo ufficiale, dalle 14 alle 16 un comandante e due primi ufficiali, oltre le 16 un coman­dante e tre primi ufficiali», spiega Benedet­to Marasà, direttore centrale Operazioni del­l’Enac (Ente nazionale dell’aviazione civile). «Ogni primo ufficiale ha l’abilitazione come pilota in comando».


Modificata da paperinik, 04 giugno 2009 - 14:14.


#47
Guest_galland

Guest_galland
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Non mi sento di escluderlo, pic, ma non vorrei che questa storia si trasformasse, in Italia, in un'altra soap alla Ustica.


una soap rosso sangue.



Aereo Sparito: Le Monde, Airbus Volava a Velocita' Sbagliata
da 3 ore 49 minuti

Immagine inviata (ASCA-AFP) - Parigi, 4 giu - L'A330 di Air France scomparso lunedi' al di sopra dell'Atlantico volava a una velocita' ''sbagliata''. E' quanto scrive Le Monde sul suo sito internet, citando fonti vicine all'inchiesta. Secondo il quotidiano inoltre, Airbus dovrebbe pubblicare un avviso, approvato dall'Ufficio d'inchieste e analisi (Bea), destinato a tutte le compagnie aeree che utilizzano i suoi bireattori A330. Quest'avviso, spiega Le Monde, consentira' al costruttore di ricordare che ''in caso di condizioni meteorologiche difficili, gli equipaggi devono mantenere la spinta dei reattori e l'assetto per tenere in equilibrio l'aereo''.

#48
Demon Lord

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una soap rosso sangue.
Aereo Sparito: Le Monde, Airbus Volava a Velocita' Sbagliata
da 3 ore 49 minuti

Immagine inviata (ASCA-AFP) - Parigi, 4 giu - L'A330 di Air France scomparso lunedi' al di sopra dell'Atlantico volava a una velocita' ''sbagliata''. E' quanto scrive Le Monde sul suo sito internet, citando fonti vicine all'inchiesta. Secondo il quotidiano inoltre, Airbus dovrebbe pubblicare un avviso, approvato dall'Ufficio d'inchieste e analisi (Bea), destinato a tutte le compagnie aeree che utilizzano i suoi bireattori A330. Quest'avviso, spiega Le Monde, consentira' al costruttore di ricordare che ''in caso di condizioni meteorologiche difficili, gli equipaggi devono mantenere la spinta dei reattori e l'assetto per tenere in equilibrio l'aereo''.

Non ho capito molto bene: volavano a velocità sbagliata in che senso? Dovevano andare più piano o più veloce?

Comunque, secondo me non è stato un fulmine e neanche la rottura di un finestrino. Hanno detto che si sono trovati dei "pezzi" di aereo a 60KM di ditanza l'uno dall'altro. Può essere che ci sia stata un'esplosione, ma causata da cosa?
Può essere stato un cortocircuito che ha preso i motori causando un esplosione di essi e quindi di tutto l'aereo? (chiedo perchè la meccanica dell'aereo non la conosco bene).

#49
Simone

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Anche se ai parenti delle vittime non riporterà indietro i loro cari, sapere cosa è successo sarebbe quantomeno d'aiuto per il futuro.. A mio parere è di estrema importanza che si fccia ogni sforzo per capre, nei limiti del possibile, quello che è successo, perchè il permanere di "mistero" contribuisce a creare molta paura ed insicurezza fra "la gente".

#50
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Puoi stare certo che su quello lavoreranno, e lavoreranno duro. Già con la crisi economica la gente vola meno, ma se non si risolve il mistero di un aereo quasi nuovo che è venuto giù in quel modo, credo che molti altri ci penseranno sopra prima di partire in volo.

#51
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scusate ma dopo il disastro del concorde non furono previste delle ''scatole nere " che trasmettevano periodicamente tutti i dati a terra ?

#52
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Io mi chiedo..una scatola nera resiste a una pressione molto forte(se si trova a 4000 metri di profondità..)?? :blink: :blink:
Sò che resiste a molte torture però..

#53
ice-man

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se si trova realmente a 4000 metri di profondità è inutile porsi domande sul fatto che resista o meno visto che non verrà mai recuperata

#54
motogio

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Anche se ai parenti delle vittime non riporterà indietro i loro cari, sapere cosa è successo sarebbe quantomeno d'aiuto per il futuro.. A mio parere è di estrema importanza che si fccia ogni sforzo per capre, nei limiti del possibile, quello che è successo, perchè il permanere di "mistero" contribuisce a creare molta paura ed insicurezza fra "la gente".


Solo per informazione: le indagini sul volo Swissair sr 111 (che precipitò in mare nel 1998) costarono 39 milioni di dollari e permisero di scoprire la causa del disastro e d'intraprendere le misure necessarie ad evitare il ripetersi di simili tragedie.

Per ulteriori info: Crash of Flight 111

#55
Rick86

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Mah per la verità è anche possibile recuperare una scatola nera a 4000m di profondità. Solo che:
1) Ci vuole tempo, e va localizzata con assoluta precisione prima che finiscano i 30 giorni di autonomia del suo radio-trasmettitore
2) E' tremendamente costoso

#56
Soldato Joker

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ma in tv hanno detto ke devono mandare una spedizione comandata da un esperto in questo casi... solo che è la prima volta che si spingeranno a quelle profondità... le probabilità sono pochissime...
Un altro caso irrisolto :thumbdown: :thumbdown: :thumbdown:

#57
Hicks

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Sono senza parole! sta proprio assumendo i contorni di una soap grottesca. Chiedo ai più esperti ma penso che sia abbastanza facile dedurre che dei pezzi di legno non possano far parte di un moderno aereo civile, sbaglio? Ad ogni modo tutte le ipotesi e congetture basate su quei rottami vanno a farsi benedire.

Disastro aereo: rottami non sono dell'airbus

05 Giugno 2009 07:39 ESTERI

RIO DE JANEIRO - I materiali raccolti nelle acque dell'Atlantico dalla Marina brasiliana non appartengono all'Airbus 330 dell'Air France, scomparso mentre era in volo da Rio a Parigi. "Al momento, non e' stato recuperato alcun materiale dell'aereo", ha detto il direttore del controllo del traffico aereo brasiliano. Resta dunque il mistero sulle cause del disastro, costato la vita a 228 persone. Gli oggetti recuperati, tra cui due boe di salvataggio appartenevano probabilmente a una nave. Un elicottero Lynx della Marina brasiliana aveva raccolto in mare anche un supporto per carichi di 2,5 metri quadrati, ma l'oggetto era fatto di legno e non di alluminio come quelli utilizzati sugli aeromobili. (Agr)


dal Corriere.it

Modificata da Hicks, 05 giugno 2009 - 07:56.


#58
ankyros

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Volevo chiedere a qualche esperto come mai se la velocita' con cui si entra in una tempesta e' troppo bassa, l'aereo cede.
Infatti e' quello che ho letto su quest' articolo Ansa, che ad un certo puntoi riporta questa frase

La prima cosa che si deve fare quando ci si imbatte in una turbolenza è ridurre la velocità per attenuare gli effetti, ma se il rallentamento è eccessivo, l'aereo cede


Cosa si intende per "l'aereo cede"? che si disintegra?

Se si, da inesperto in materia, avrei pensato invece che la bassa velocita' non provocasse danni.

#59
paperinik

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Ankyros....allora chiariamo: la fonte francese da cui tutti i giornali hanno ripreso la notizia parla di "velocità sbagliata".

Alcuni hanno (ovviamente) pensato ad un eccesso di velocità: l'eccessiva sollecitazione a cui sarebbe stata sottoposta la struttura avrebbe determinato il cedimento.

Altri di velocità troppo lenta: di fatto i piloti civili quando affrontano un'area meteorologicamente perturbata tendono a diminuire la velocità a scopo precauzionale. Tuttavia diminuirla troppo espone l'aereo ad un fenomeno del tutto simile a quello che accade in macchina quando si attraversa una piccola buca. Se la buca viene attraversata troppo lentamente verrà avvertita maggiormente rispetto ad un attraversamento più rapido. Allo stesso modo un aereo che attraversa aria turbolenta se è dotato di maggiore spinta ne verrà fuori in modo più agevole. Invece un aereo che procede troppo lentamente e si venisse a trovare in un vuoto d'aria consistente subirebbe una sollecitazione verticale fortissima....presumibilmente devastante.

Per questa ragione l'Airbus si è premurata di comunicare a tutte le compagnie che utilizzano l'A330 di divulgare una nota rivolta ai loro piloti affinchè volino con la spinta adeguata e sufficente per un volo lineare anche in condizioni meteo negative.


Cama81: gli aerei moderni sono dotati del sistema ACARS, che di fatto funge da scatola nera a distanza: questo sistema è quello che ha permesso di registrare i vari allarmi in automatico lanciati dall'A330 (segnali che fanno escludere con buona certezza l'ipotesi attentato).

Modificata da paperinik, 05 giugno 2009 - 15:22.


#60
ankyros

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ok, grazie.
In effetti al vuoto d'aria non ci pensavo, ma e' vero.
se ci entri lentamente e' peggio.

ciao.