L'armamento insufficiente dei caccia "serie 0" deriva dal fatto che essi nacquero dal concorso per un nuovo caccia che venne esposto nel luglio 1936 dal Ministero: prima si pensava addirittura di chiedere due mitragliatrici da 12,7 e un cannone da 20 mm più una spezzoniera interna, ma all'inizio di quell'anno ci si ridusse ad appena una 12,7 mm e circa un'ora di autonomia; in seguito si ritornò a chiedere due 12,7 ma a scapito della spezzoniera. In effetti si volevano più tipi di caccia, tra cui intercettori, scorta e combattimento.
Basti pensare che il progetto del G.50 originale ('36) prevedeva una mitragliatrice da 12,7 e 1 cannone da 20mm Oerlikon, entrambi alari! magari, se fosse stato così, il Fiat avrebb potuto montare un'ala a profilo variabile, per "riequilirare i pesi" e risolvere così il dannato problema dell'autorotazione, così come fatto sul F.5 (che, peraltro, aveva le mitragliatrici alari)
Il vero problema, secondo me, non è da cercare nè nei veicoli, i quali hanno dimostrato di essere idonei all'utilizzo di più armi rispetto al progetto originale (il G.50bis aveva 4x12,7mm, il Macchi 202 , dalla Sr.VIII in poi , ebbe 2 mitragliatrici da 7,7mm -stesso armamento del C.200 di ultima generazione-, oppure furono fatti test con una mitragliatrice pesante sparante dal mozzo dell'elica -tipo Bf.109-, nonchè gondole sub-alari come il Re.2001 CN per 2 cannoni Mauser da 20mm, il Ro.57 passò dai 12,7mm ai 20...) nè nella sistemazione;
in particolare, quest'ultima, sebbene mantenga diverse pecche come lo scarso volume di fuoco dovuto alla sincronizzazione dell'elica o alla scarsa visibilità del pilota durante il fuoco, mantiene un'impostazione più "naturale" nel momento in cui si debba sparare, quasi senza bisogno del collimatore, garantendo una maggiore gittata rispetto alle armi alari in quanto non ha bisogno di calcolare il punto in cu il fuoco delle armi alari si incontra, nonché il volume di fuoco rimane più "serrato" e quindi spesso più efficace.
Da una parte, avevamo, a mio avviso, fra le paggiori armi aeree della IIGM, visto che, come affidabilità, potevano esser superiori solo alle armi russe, ShKas a parte, le quali alla scarsità dei materiali industriali aggiungevano anche le temperature da recod del Generale Inverno; magari, se avessimo guardato un po' oltre il nostro orizzonte, avremmo visto che i nostri "camerati" del Sol levante avevano le Ho-103, derivanti dalle nostre Breda, le quali, ad un maggiore rateo di fuoco con il medesimo calibro, aggiungevano fino a ben 6kg in meno per arma! Lì sì che, magari, i nostri progettisti avrebbero avuto "il fegato" di aggiungere altre 2 mitragliatrici (alari) alle altre 2 (USA style). Vedere così il Reggiane 2001, 2002, il Ro.57 e il Macchi 202 con 3-4 di queste ottime armi, avrebbe di sicuro giovato largamente per la loro efficacia in battaglia e per il buon umore dei nostri piloti.
Infine, una pecca riscontrata spulciando fra le varianti dei nostri velivoli , ad un aumento dell'arsenale delle nostre macchine, spesso e volentieri non corrispondeva un aumento della propulsione, cosa largamente praticata in tutti i velivoli esteri. Così, ad un aumento considerevole del peso, si continuava ad usare il medesimo motore, con effetti devastanti (il g.50bis, ad esempio, con 4 mitragliatrici pesanti e 100 l in più di carburante nel vano bombe, non ricevette motori migliorati, calando le sue già scarse prestazioni da 484 a 427 km/h).