
John Brock, responsabile alla NG del settore ricerca e sviluppo sistemi spaziali, ha affermato: “Il programma ridefinirà i veicoli spaziali del futuro. La tecnologia wireless ci permetterà di costruire più velocemente e a minor costi veicoli più leggeri permettendo di ridurre il lavoro, i rischi e le complessità associate all’integrazione di pesanti cablaggi con cavi di rame”.
Obiettivo principale del contratto è lo sviluppo dell’interfaccia del data bus senza fili in modo da permettere l’implementazione dell’architettura elettrica sviluppata dall’AFRL chiamata Space Plug-n-Play Avionics, o SPA. Satelliti così configurati potranno riconoscere automaticamente, così come i normali computer, i dispositivi installati a bordo e loro eventuali guasti permettendo la loro sostituzione senza bisogno di modifiche al software o al database. Tali dispositivi dovranno essere in grado di funzionare correttamente in un microambiente interno denso di comunicazioni radio con centinaia di altri dispositivi che comunicano wireless alla stessa maniera.
Fase finale sarà la definizione di un nuovo standard di comunicazione, come il Bluetooth, e di protocolli e linee guida per la sua implementazione, compatibilmente con le necessità di gestione della radiazione elettromagnetica, affidabilità e sicurezza tipiche dei veicoli spaziali.
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