Quando vennero consegnati i 104 nella versione S, erano previste due distinte versioni.
Quella CB=cacciabombardiere dotata della possibilità di trasportare armamento convenzionale e “speciale”: lanciarazzi, bombe GP della serie 80 anche frenate, cluster quali le BLU-755, etc, a cui si aggiungeva il cannone vulcan con circa 750 colpi.
L’avionica prevedeva un “Armament Control Computer” simile a quello montato sulla versione G, ma aggiornato per il rilascio di altri armamenti come le cluster, un radar-altimetro ed un sistema “Ground Speed Read-Out Error” il quale impiegando la piattaforma inerziale di bordo era in grado di fornire l’errore in termini di velocità in base ad un “preset” già stabilito.
Anche il radar poteva essere impiegato in quanto aveva delle funzioni di “Ground Mapping” piuttosto rudimentali e permetteva di radarare un bersaglio definito.
Le dotazione erano molto valide nel ruolo “speciale”, ovvero in caso di lancio di arma nucleare tattica (ricordo che i nostri velivoli fin dai tempi dell’F-84F rimanevano d’allarme con la “bomba” montata in caso di necessità, così come gli intercettori, e dopo gli F-84F toccò agli F-104 e poi ai Tornado), ma comunque, come verificato durante il conflitto in Vietnam, il 104 era molto stabile come piattaforma aria-superficie e soprattutto decisamente a bassa osservabilità radar, vista la sagoma ridotta.
La versione CIO=intercettore ognitempo non aveva invece il vulcan, sbarcato per fare posto all’illuminatore in onda continua a stato solido per i missili Sparrow, impianto derivato da quello montato sull’F-4 Phantom.
Altre scatole nere erano montate dietro l’abitacolo e riguardavano il “Target Intercept Computer”, mentre anche le modalità di presentazione del radar vennero modificate per garantire l’ingaggio del bersaglio frontale. La versione dell’AIM-7E era quella del sottoblocco E-2, definita “Dogfight modification” e sviluppata a seguito dell’esperienza vietnamita.
La versione ASA venne sviluppata intorno al 1985 e vennero così modificati 152 aerei dei due standard CB e CIO. L’ultimo consegnato fu nel 1993.
Le modifiche della versione CIO erano legate al radar ed all’introduzione della funzione Look-Down, permessa per via dell’introduzione dell’Aspide (sviluppato partendo sempre dalla versione AIM-7E-E2), ad un nuovo calcolatore di missione in grado di gestire AIM-9B, AIM-9L, Vulcan, AIM-7E ed Aspide, con possibilità di impiego di quest’ultimo a distanze maggiori rispetto allo Sparrow, anche se poi il vero limite era il radar, che “vedeva” meno della gittata del missile.
Per la versione CB venne inserito un nuovo IFF ed il sistema ECM ALQ-73.
Come si vede la modifica ASA, che prevedeva diverse altre sostituzioni negli impianti, soprattutto quelli più obsoleti, era differenziata tra CB e CIO.
La modifica ASA/M invece era strettamente legata all’impiego come intercettore. All’epoca erano ampiamente operativi i Tornado e quindi non c’era bisogno di 104 CB, di conseguenza i cacciabombardieri modificati sbarcarono il canone definitivamente.
Le modifiche furono legate soprattutto all’avionica di navigazione, al montaggio del GPS, alla modifica del calcolatore per le armi, da cui furono tolte le funzioni Aria-superficie e legate all’impiego del cannone. Altre modifiche riguardarono i cablaggi elettrici ed idraulici e il radar, portato tutto allo stato solido.
Veniamo adesso all’AIM-7E. Gli abbattimenti in Vietnam vanno da un arco temporale che parte dal 1965 fino al 1973. Premetto che lo Sparrow, così come il Sidewinder, erano missili dell’US NAVY e sviluppati dal centro della marina di Pax River.
All’inizio del conflitto i Phantom USAF erano equipaggiati con gli AIM-4 (già avevano buttato giù un boccone amaro nel comprare un aereo dei cugini navali, ci sarebbe mancato anche l’armamento), assolutamente inaffidabili nel contesto indocinese, ma che continuarono ad essere impiegati con profitto dagli F-102 ed F-106, dimostrazione che non è il missile che fa la differenza, ma il contesto in cui viene impiegato. All’inizio del conflitto erano in dotazione gli AIM-7D e la versione E arrivò intorno al 1966/1967 ai reparti. Le prime versioni aveva difetti nelle spolette di prossimità, nel motore a stato solido e nel sistema di guida, che perdeva spesso il segnale, oltre a poco manovrabilità sul piano orizzontale. Queste pecche non sarebbero state tali se il missile fosse stato impiegato nel suo ruolo BVR, ovvero lanciato a grande distanza e dritto, dritto sul bersaglio. In Vietnam esso venne utilizzato nei dogfight, con i risultati che conosciamo.
Vennero poi le sottoversioni E-2, E-4 ed E-6, con varie modifiche per garantire maggiore maneggevolezza e capacità di screening migliori della testata.
Da sottolineare che l’USAF impiegava gli altrettanto scarsi AIM-9B, quando i cugini di marina avevano già le versioni più sofisticate come lo AIM-9D (primo abbattimento con questi missili migliorati nel sensore e nella maneggevolezza già nel 1966 con un F-8E Crusader).
I primi AIM-9E arrivarono per l’USAF nel 1970 ed altro non erano che AIM-9B con un sensore leggermente migliorato e nuove alette per garantire un più ampio inviluppo di volo.
I nostri caccia non sono mai stati impegnati in combattimenti aerei con i caccia serbi, tantomeno i 104, anche se una coppia di Tornado ADV ci è andata molto vicina.