In effetti la voce secondo cui i lanci erano “a fini dissuasivi” non è molto credibile, considerato il costo dei missili, il numero dei lanci, il fatto che il sistema di controllo del tiro fornisce la soluzione di lancio ottimale e, potremmo aggiungere, la sicura volontà dei piloti di portarsi a casa una vittoria. Inoltre il semplice “Lock-on” avrebbe potuto garantire lo stesso risultato, allertando i ricevitori RWR dell’avversario. Almeno un altro AIM-54 è stato lanciato successivamente, alla massima portata, senza risultato. Il fatto è che, ancora oggi, attaccare un Mig-25 a oltre 2,5 Mach non è semplice come sembra. Lasciamo perdere i dati sulla gittata teorica massima delle armi e guardiamo solo alla “portata senza scampo”. Che nel caso di un bersaglio a 20000 metri a 2,5 mach (o più) è piuttosto ridotta. Un bersaglio che non ne vuol sapere di farsi abbattere e decide di virare a tutto postbruciatore. Ognuno dei missili impiegati ha dimostrato di poter colpire velivoli di prestazioni elevatissime (anche l’AIM-7 in prova riuscì a centrare un BOMARC). Ma la probabilità è bassa.
Ottima l’osservazione sui diversi sistemi di guida occidentali, rispetto a quelli russi. Occorre considerare che, nell’impostazione iniziale, la doppia guida avrebbe dovuto garantire l’abbattimento dei bombardieri nemici nel corso di attacchi condotti nel settore di coda. L’eventuale malfunzionamento di un’arma non ne avrebbe pregiudicato l’esito. I sensori IR avrebbero messo fuori gioco le nuvole di chaff e i disturbatori radar dei velivoli. Però anche le controindicazioni non mancavano: l’attacco frontale era precluso, date le pessime prestazioni dei sensori IR del tempo. I missili all’infrarosso sono ad autoguida. Questo implica che una errata identificazione del bersaglio, non consente di correggere l’errore. I sensori IR non sono ognitempo: una nuvola o il maltempo possono renderli impotenti. Naturalmente oggi il discorso è differente. Ma, se è per questo, anche i sistemi di guida radar sono divenuti molto più affidabili e precisi. In occidente non sono del tutto mancate le armi a doppia guida (R-530, AIM-9 ecc.) ma, all’atto pratico, i risultati non hanno convinto. E se osserviamo i missili russi a doppio sensore, troviamo gli Anab, gli Ash, gli Acrid, gli Apex…Tutte armi adatte a colpire bombardieri entro un raggio limitato e, possibilmente, in coda.
I russi hanno insistito anche successivamente, e i francesi col MICA li hanno seguiti. Oggi i sistemi di aggiornamento dati a metà traiettoria e i sensori IIR consentono di realizzare buone armi a medio raggio a doppia guida…Silenziose e letali. Ma anche la soluzione trovata con l’AIM-7R era valida. Combinare in un solo missile due sensori (o tre, considerando la guida passiva Home on Jam dell’AIM-7Q) è un sogno ormai realizzabile.