Il Caproni A.P.1 e l'aviazione d'assalto in ItaliaQuesto topic presenta una struttura differente da quella dei precedenti: infatti si apre con un capitolo tratto da uno scritto di Amedeo Mecozzi sull’aviazione d’assalto, prosegue – come consueto – con la scheda tecnica del velivolo trattato e della narrativa delle sue vicende, poscia affronta il labor rei militaris del V Stormo d’Assalto dalla sua costituzione all’inizio del conflitto mondiale concludendo con i profili biografici dell’ingegner Gianni Caproni e di Cesare Pallavicino.
Di primo acchitto il velivolo in argomento non meriterebbe una trattazione così estesa, ma i motivi di interesse non mancano: per la società costruttrice, il progettista ed il demiurgo. Tutte figure del mondo aeronautico italiano che torneremo ad incontrare nello studio di altri velivoli. Ho ritenuto opportuno anteporre alla trattazione del velivolo le concezioni di Mecozzi proprio per meglio far comprendere la stretta connessione esistente tra le teorie da lui vigorosamente propugnate e la loro realizzazione: prima con i velivoli Caproni e quindi con quelli Breda.
Come in un mosaico sto ricostruendo, pezzo a pezzo la storia dell’aeronautica italiana fra degli anni 30/40, segnalo rapidamente i prossimi argomenti:
- Caccia minori degli anni 30 (IMAM Ro.51, AU T.18, Caproni F.5).
- Strutture e materiali aeronautici.
- Il volo di De Pinedo in estremo oriente, un capitolo dal suo libro.
Una richiesta non formale: quanti fossero interessati a particolari velivoli, imprese, vicende dell’aeronautica italiana di quel periodo mi contattino tramite forum o messaggio personale, cercherò di soddisfare le loro richieste.
Buona lettura!

Connettiti
Registrati
Aiuto

Torna in alto



























